Soldatini di piombo e Governo Ombra

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Garbata, implacabile e puntuale serie di note e di considerazioni riguardanti la recente nomina Veltroniana dei ministri “ombra”.

Molti antichi condottieri studiavano a tavolino strategie e tattiche  e si preparavano allo scontro col nemico schierando e muovendo divisioni e battaglioni di soldatini nelle notti precedenti le battaglie, ad  eccezione del principe di Condè[1], naturalmente.

Anche moderni generali, Accademie e Scuole Militari, si avvalgono di questi mezzi, che impropriamente chiamiamo soldatini,  visto che non stanno certamente giocando.

Tornando al passato, vedo una certa rude poesia  nell’immagine di Amilcare, valoroso generale cartaginese, che, con uno dei suoi figli accanto, il piccolo Annibale, veglia, intento a preparare le battaglie, muovendo soldatini d’argilla, predisponendo le truppe, simulando gli attacchi, insegnandogli così l’arte militare più eccelsa e facendo di lui uno stratega supremo, forse il più grande.

Gli trasmise, con le strategie e le  tattiche di guerra, anche un profondo odio per Roma. Ma con l’odio, al piccolo Annibale suo padre insegnò anche il rispetto  per il nemico, per assurdo che possa apparire.

Perché rispettare il nemico significa non sottovalutarlo, per poterlo meglio combattere, senza sentirsi superiori, o peggio,  vincenti a priori, prima ancora di affrontarlo.

E in questi giorni, qualcuno, un po’ mi ha  fatto ripensare a questi antichi strateghi e condottieri.

E’ un personaggio ricco di caratteristiche, spesso in contraddizione fra loro.

Sì, perché anche  se forse non se ne ricorda più, è stato  comunista ma un comunista innamorato degli Stati Uniti (anche se gli Stati Uniti non se lo filano per niente, quindi è un amore non corrisposto).

Ha poi il vezzo di scegliere slogan in lingua inglese, come quel  I care” scelto anni addietro per il Congresso della Quercia.

Gli slogan che gli piacciono particolarmente si mette poi a tradurli, anche se un po’ liberamente, trasformando quell’incisivo “Yes, we can”  di Barack Obama nell’insipido  Si può fare”  che, pare, abbia dato sui nervi a D’Alema, che lo giudicò  alquanto “moscio”.

Infine ora ha  presentato un Governo Ombra, certo, tipicamente anglosassone, ma che appartiene anche alla sua storia recente, con Achille Occhetto, che creò  il  suo shadow cabinet,  nel 1989.

Tornando a Veltroni, perché di lui si tratta, ha dato vita al  Governo Ombra Veltroni I  per controllare, tallonare, marcare stretto, il governo in carica e i suoi ministri, svolgendo un’azione critica verso le decisioni del governo stesso, proponendo simultanee alternative, facendo  una più efficace opposizione, tale da non lasciare spazio a errori e provvedimenti cervellotici, intervenendo tempestivamente.

Giusto,  giusto il controllo, giusta la critica, giusto tutto, è in ballo la salvezza del Paese.

In questa iniziativa di Veltroni & C. si deve vedere pertanto la promessa di  una sincera e fattiva opposizione, che superi ogni bega, ogni vecchia ruggine, ogni rivalità, ogni astio, in nome del bene superiore della nazione che ha bisogno di stabilità politica, sicurezza, impegno e onestà da parte di tutti perché il lavoro da fare è davvero molto.

Non può essere un gioco, per accontentare sé stesso e coloro i quali, forse per aver sottovalutato con un po’ di presunzione  l’avversario, sono rimasti delusi e incavolati  dal recente  risultato elettorale, che li priva della presidenza del consiglio e dei ministeri, forse lungamente vagheggiati.

Nelle formule infantili, quest
o gioco inizierebbe così:

-Facciamo che io ero il Presidente del Consiglio e che voi eravate i miei ministri?-

Ma non  è possibile che sia un gioco,

Anche perché,  con  soldatini, a  tavolino, si deve giocare prima, non dopo aver perso la battaglia, o la guerra addirittura…

 

[1] Principe di Condè, Luigi II di Borbone, capo degli eserciti francesi sconfisse gli spagnoli nella pianura di Rocroi, nelle Ardenne, il 16 maggio 1643. Sia Jacques-Benigne Bossuet nell’Orazione funebre per il principe di Condé, sia il Manzoni nel 2° cap. de I Promessi Sposi, narrano del sonno profondo del tranquillissimo  principe alla vigilia della decisiva battaglia.

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