Sogni di una giovinetta del Terzo Millennio

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I sogni nel cassetto sono, per loro natura, senza limiti, grandiosi e spaziano in ogni campo.Dato che a sognare la ""Pace nel mondo"" ci pensano già  le aspiranti Miss Italia, alle persone qualsiasi rimangono sogni più normali e realizzabili, benchè ambiziosi.Sicuramente i sogni e le ambizioni di una giovinetta del Terzo Millennio non possono coincidere e nemmeno assomigliare a quelli di chi ragazzina lo è stata alcuni decenni addietro. C'era chi voleva fare l'insegnante, la dottoressa, la scienziata; qualcuna, come chi scrive, voleva fare la pittrice...ma non riesco a ricordare alcuna che  avesse un sogno nel cassetto paragonabile a quello di chi vuole un politico a piazzale Loreto.

 


Nei giorni 16 e 17 novembre scorso, gli studenti sono scesi in piazza per prendere parte alle manifestazioni previste nelle più importanti città italiane.
Molti i motivi della protesta, dall’edilizia scolastica alle modifiche apportate sull’alternanza “”scuola -lavoro”” … fino al rifiuto degli studenti per le telecamere in classe e il “”NO”” ai controlli antidroga fuori dalle scuole. Moltissime le critiche feroci, le intemperanze, gli insulti per le scelte operate dal Governo insediato da pochi mesi

Sicuramente i sogni e le ambizioni di una giovinetta del Terzo Millennio non possono coincidere e forse nemmeno possono assomigliare a quelli di chi ragazzina lo è stata alcuni decenni addietro. I sogni nel cassetto sono, per la loro natura di sogno, senza limiti, grandiosi, immensi… spaziano in ogni campo, senza necessità di tenere i piedi per terra. Dato che a sognare la “”Pace nel mondo”” ci pensano già le aspiranti Miss Italia… alle persone qualsiasi rimangono sogni più normali e realizzabili, benchè ambiziosi. Qualcuna voleva fare l’insegnante, qualcuna “”la dottoressa per curare i bambini””, qualcuna, come chi scrive, voleva fare la pittrice… Quando, terminata la scuola media, espressi per l’appunto il desiderio di dedicarmi alla pittura, mio padre, sorridendo, mi disse “”Con i quadri non si mangia”” .Mi  iscrissi quindi a una scuola non adatta a me, nella quale soffrii non poco e lasciai quel sogno nel cassetto. Ricordo, tuttavia,  quelle sue parole con tenerezza filiale, molta nostalgia e rimpianto, nonchè con gratitudine. A fronte di un modestissimo talento, con i quadri sarei morta di fame da molti anni… mentre con le competenze degli studi “”poco graditi”” ho lavorato, guadagnandomi la pagnotta.

Tornando in argomento, che siano sogni privati, o sogni pubblici, non ricordo che ci fossero fra le mie coetanee sogni come quello espresso dalla ragazzina in quel cartello. Benchè in rete e sui social impazzi la foto integrale e non “”pixellata””, ho preferito che non fossero riconoscibili i visi delle persone che sono, tutte sorridenti, attorno a chi, come “”sogno nel cassetto”” ha quello di vedere Salvini appeso a Piazzale Loreto.

Sono talmente delusa dalla politica di ogni colore, da non avere simpatia per nessuno, meno che mai per una fazione che del Tricolore aveva, almeno in passato, scarso rispetto, per non dire altro.

Ma un cartello simile, a chiunque sia diretto, lo trovo abominevole … così come trovai assolutamente abominevole la maglietta esibita da una gentildonna con la scritta Auschwitzland, imitando il logo utilizzato dalla Disney per il parco divertimenti Disneyland. Non insulto mai nessuno, credo che non sia il compito di un giornalista, apostrofare le persone con epiteti, ma solo riferire i fatti e, tutt’al più,  esprimere su quelli una propria opinione, premettendo “”secondo me”” ad ogni affermazione. Non tutti sono di questo avviso e la signora in questione fu fatta oggetto di insulti irriferibili e grevi.

Non ho visto, comunque, la stessa esecrazione, la stessa furia, la stessa santa ira, per questo cartello. Imparzialità giornalistica, se ci sei, batti un colpo.

Addolora, vedere ragazzine, le donne e le madri del domani, esprimere sogni come questi.
La famiglia per prima e la Scuola poi, dovrebbero contribuire alla formazione dei futuri cittadini, fornendo ai giovani gli strumenti morali e culturali per maturare lo spirito critico, senza le pastoie dell’ideologia, senza le meschinità delle vendette, senza l’asservimento al pensiero altrui.

Forse entrambe hanno abdicato al loro compito.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Sogni di una giovinetta del Terzo Millennio

di A.D.Z.

Solidarietà ducale

di Massimo Nardi

A Modena cena di beneficenza con Martino d’Asburgo Este erede del ducato annesso al nascente regno d’Italia nel 1860. Un po’ di bon ton in un paesaggio volgare e desolante.

Le piaghe tra le pieghe

di Alberto Venturi

Non serve a niente che Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti in Italia di criminalità organizzata, spieghi: “Significa offrire su un piatto d’argento la possibilità ai mafiosi di riacquistarli””. Grazie al decreto sicurezza viene introdotta la possibilità di vendere anche ai privati i beni confiscati ai clan.

Gran Galà a Villa Cesi

di Corrado Corradi

Catia Pedrini nominata socio onorario del Panathlon Modena PER l’impegno profuso e i risultati ottenuti nella conduzione della prestigiosa squadra modenese di volley

Le balene del Bitcoin

di Eugenio Benetazzo

La prima decade di vita del Bitcoin che tra poche settinane festeggerà il decimo anniversario, si può dividere in tre micro epoche storiche, dagli inizi, in cui era noto principalmente agli addetti ai lavori, alle prime manifestazioni di interesse da parte dei mass media tradizionali fino ai giorni nostri, in cui il Bitcoin non è più l’unica cripto valuta del mondo e non detiene alcun vantaggio tecnologico significativo con la concorrenza scalpitante che sta avanzando.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 630 – 314

 

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