“”Sistema italia, ovvero la corruzione endemica

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Il “”Sistema Italia”” ovvero, la corruzione endemica.Emergono la corruzione e i verminai perché qualcosa sta cambiando, anche se lentamente e con molte contraddizioni. Bisogna però dare corpo alla volontà di cambiare attraverso la riforma dello stato.

di Alberto Venturi

‘Chi è senza peccato scagli la prima pietra’ vien da dire leggendo le umilianti cronache sull’ennesimo termitaio di corruzione. Un tempo si rubava per il partito; ora per ostriche, champagne e limousine. Però a rubare sono le stesse facce, segno che dentro i partiti c’è ancora tanto da ramazzare.

Tutto si è svolto sotto i nostri occhi e con la nostra approvazione ‘elettorale’; come può infatti una nazione lasciare che un governo tolga il reato di falso in bilancio e non sentire puzza di bruciato? E’ stata una delle polpette avvelenate regalateci da Berlusconi, ma le altre forze politiche non possono certo chiamarsi fuori.

Come consolazione, per quanto difficile, ripenso a un aneddoto. Un signore e un suo amico, arrivato da lontano, passeggiano in città e, incontrando diverse persone con disabilità deambulatorie e fisiche, l’amico commenta: “Ma qui è pieno di handicappati”, meritandosi come risposta: “Ci sono anche nella tua città. Qui però possono girare per strada perché abbiamo eliminato le barriere architettoniche”.

Voglio sperare che l’affiorare in superficie del marcio italiano sia dovuto al mutamento degli equilibri politici e sociali, cioè da un cambiamento effettivamente in atto anche se solo agli inizi. Perché la puzza si spande quando la cupola si apre o si sfalda; non quando è solida. Da un lato conta l’arrivo di una nuova generazione, entrata nella stanza dei bottoni con Renzi, ma ormai presente a tutti i livelli, come dimostrano le amministrative e come conferma il consolidarsi del Movimento 5 Stelle, probabilmente poco incisivo nel costruire, ma presentissimo nel denunciare e tenere alta l’attenzione.  E’ una generazione che prova a fare pulizia, seppure fra contraddizioni, timidezze e freni a mano tirati. Concorre l’insostenibilità del sistema corruttorio che non si accontenta più di fare la cresta, ma ha una voracità che aumenta in modo inversamente proporzionale alla ricchezza degli Italiani.  Credo che un po’ generi ribellione anche la volgarità dei personaggi, gli appetiti tamarri, la bramosia senza misura.

Era successo anche nel 1992, ma la pulizia non funzionò perché la magistratura fu stata lasciata sola, senza che alle denunce seguisse una riforma delle pubbliche istituzioni. Abbiamo bisogno di snellire le procedure, di responsabilizzare chi effettua le scelte, non attraverso la burocrazia preventiva, comunque aggirabile, ma con una serie di controlli immediati a quali segue una immediata giustizia. Non quella dei tre gradi; già dopo il  primo grado le misure devono essere messe in pratica: sequestro dei beni, ineleggibilità, carcere ecc.

 

 

 

“”Sistema italia, corruzione endemica:

Il problema non e’ (solo) dei ladri. Le regole c’entrano, eccome!!!

di Gianni Galeotti

 

“”Il problema non è rappresentato dalle regole, ma dai ladri’. Speriamo che non sia l’ennesimo slogan del Presidente del Consiglio a liquidare l’ennesimo gigantesco caso di corruzione del sistema economico, politico ed istituzionale legato alla realizzazione del Mose che ha colpito Venezia e l’Italia intera, a pochi giorni dalle notizie sullo scandalo di mazzette EXPO. In clima di Par condicio anche l’illegalità ed il malaffare continua a non conoscere argini politici.

 

Dal Mose all’Expo il risultato non cambia. Due colossali progetti per l’Italia, vere opportunità di sviluppo per il nostro Paese, macchiate agli occhi del mondo da un sistema corrotto fatto di affari gonfiati, di appalti truccati e mazzette che disegnano un sistema che dagli anni 90 ad oggi ha mantenuto tutta la sua struttura e, spesso, anche i nomi. Sentire ancora oggi parlare di personaggi come Greganti, meglio conosciuto come il Compagno B, ancora pienamente attivi dopo le inchieste di tangentopoli, sta indicare che forse il problema non è solo Greganti ma l’intero sistema politico giudiziario istituzionale che gli ha consentito in questi anni di continuare ad operare, addirittura in ambito di appalti pubblici. E questa la malattia tutta Italiana che insieme ai ladri bisogna scovare e distruggere. Ed in questo campo le regole, e soprattutto la loro applicazione, c’entrano, eccome!! Perchè se da un lato Renzi dice che il problema non è di regole, il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, da lui stesso nominato, afferma che il problema sta anche e soprattutto li.  “C’è un problema sulla legge per gli appalti, non è adeguata e va cambiata – dice a Cantone a Repubblica. Opere fatte con deroghe finiscono quasi sempre con fatti di corruzione. C’è una legge inadeguata a gestire le grandi opere. C’è troppo formalismo per le piccole amministrazioni e un difetto per le grandi. Bisogna migliorare le qualità ispettive, ampliare il potere sanzionatorio e consentire all’Anac di essere più efficiente nei controlli che fa””. Belle parole ma difficili da tradurre in pratica visto che il ruolo di Cantoni, al di la dall’essere annunciato, non è stato ufficializzato né definito sul piano operativo. Se non sono problemi di regole questi! Ma si sa, l’Italia soffre da sempre di troppe e complicatissime norme da rispettare e, soprattutto, da fare rispettare ai contribuenti. Questo non giustifica chi non le rispetta, ma sicuramente, ed evidentemente, questo sistema induce tanti, dai più piccoli ai più grossi, a non farlo ed in maniera tanto rieiterati quanto sono i ritardi generati nei cantieri delle opere. Norme restrittive, confuse, poco trasparenti, difficili da rispettare in tempi ragionevoli, rappresentano aspetti che alimentano il problema anziché arginarlo; aspetti che non hanno certo aiutato lo sviluppo corretto e legale anche di questo grande progetto del Mose e che per questo bisogna cambiare.

 

Il Presidente del Consiglio Renzi si è impegnato, almeno a parole, sul fronte anticorruzione. Fatto sta che il DDL in Commissione al Senato è slittato di un mese, in perfetta linea con quanto sta succedendo alle riforme, promesse e poi rinviate di mese in mese. Nessuno si aspetta che Renzi possa risolvere, in breve, un problema di tale portata che andrebbe affrontato anche sul fronte delle cultura della legalità, ma qualche passettino in più sul terreno della concretezza e dei fatti, almeno, potrebbe regalarlo.

 

 

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