Sisma: smaltite 50 mila tonnellate di macerie

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145 interventi conclusi, le richieste arrivate a 400 

 

Finora nelle aree colpite dal sisma sono state raccolte oltre 50 mila tonnellate di macerie derivanti dal crollo parziale o totale di edifici pubblici e privati causati dal terremoto e quelli derivanti da demolizioni di edifici pericolanti disposte dai Comuni, Vigili del fuoco e Protezione civile.

Gli interventi conclusi sono stati 145, mentre i sopralluoghi effettuati sono stati 327 su un totale di quasi 400 richieste. 

Gli interventi completati, tutti da Aimag, riguardano i comuni colpiti dal sisma con numeri più elevati per numero di cantieri a Cavezzo, Mirandola, Novi, S.Felice e S.Possidonio.

I dati sono forniti dalla funzione “servizi essenziali” del  Centro unico provinciale (Cup) di Marzaglia che continua a coordinare diverse attività di accoglienza, assistenza e ricostruzione (vedi comunicato n. 661).

La raccolta delle macerie viene effettuata attraverso i Centri operativi comunali (Coc) sulla base del decreto del Governo e delle circolari della Regione che prevedono risorse pari a 7,5 milioni di euro per queste operazioni e individua otto piattaforme di cui cinque nel modenese: Feronia di Finale Emilia, gli impianti Aimag di Fossoli di Carpi, Medolla e Mirandola e nell’area di Hera in via Caruso a Modena.

«L’attività è entrata a regime – sottolinea Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente – seguendo una procedura snella me nel pieno rispetto delle garanzie ambientali a partire dal delicato smaltimento dell’amianto per il quale non sono previste deroghe».

Le norme prevedono procedure specifiche anche per i rifiuti pericolosi e per la salvaguardia di materiali di interesso storico, artistico e architettonico. Tutti i materiali, inoltre, sono tracciabili dalla raccolta fino alla pesatura e selezione, effettuata con impianti mobili dei gestori o di ditte convenzionate, fino all’invio al recupero o smaltimento. Province, Arpa, e Ausl garantiranno la vigilanza ambientale e sanitaria sulle operazioni.

Le funzione “servizi essenziali” del Cup fin dalle prime ore del dopo sisma ha coordinato gli interventi di emergenza relativi a energia elettrica, servizio idrico, gas e comunicazioni e tutte le attivazioni relative ai campi degli sfollati (gestiti quasi 1.300 interventi). Nella funzione si sono avvicendati i tecnici di Hera, Aimag, Geovest, Enel, fino all’arrivo, a supporto dell’attività, di tecnici dell’Acquedotto Pugliese, Marche Multiservizi e Ancona servizi.

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Sisma\2 – 4.000 sfollati, in giugno erano quasi 12.000

 

Le tendopoli sono 19, prosegue l’attività del cup

 

Complessivamente nel modenese i cittadini sfollati ospiti dei campi della Protezione civile e negli alberghi  sono scesi dai quasi 12.000 di giugno a quasi quattro mila di martedì 11 settembre (3.044 nei campi e 917 in albergo).

I campi sono scesi a 19 con altri due in via di chiusura a S.Prospero (campo sportivo di via Chiletti con 19 ospiti) e a S.Felice (campo della Misericordia Toscana con 115 ospiti). Risultano in calo anche le presenze alberghiere scese a circa 975. Tutte le procedure relative all’assistenza alla popolazione sono gestite dalla funzione “assistenza alla popolazione” del Centro unico  provinciale (Cup) di Marzaglia che continua nell’attività di coordinamento dei Centri operativi comunali (Coc).

Ora il Cup di Marzaglia, oltre ad espletare le funzioni indicate nell’ordinanza del commissario Vasco Errani del 2 agosto, in raccordo con il Dipartimento nazionale e l’Agenzia regionale di Protezione civile, sta coordinando con i Comuni la fase di progressiva dismissione dei campi di accoglienza e di individuazione delle soluzioni provvisorie per gli ospiti, nonché per i richiedenti il Contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) per dare una risposta abitativa in vista dell’inverno.

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Sisma : l’attività del Cup a Marzaglia

 

Coordinate accoglienza, sanità e verifiche agibilità

 

Il Centro unico provinciale di Protezione civile, aperto dal 20 maggio a Marzaglia, ha supportato i Coc, attraverso la funzione “materiali e mezzi”, nella logistica dei campi, gestendo le oltre 700 richieste di materiali e trattate la procedure relative all’assistenza agli sfollati (1.500 tende, 1.600 condizionatori, 654 teli ombreggianti, centinaia di bagni chimici e moduli bagno anche per gli attendamenti sparsi, oltre alle 70 tende fornite agli allevatori con non potevano abbandonare i propri animali) a cui si è aggiunta la gestione degli alimentari per i campi, forniti da numerose aziende del territorio e marche nazionali.

La funzione “sanità” ha gestito il trasferimento di oltre 1.700 anziani e disabili non autosufficienti in strutture della provincia di Modena e dei territori vicini perché si trovavano in residenze o abitazioni che dopo il sisma erano state giudicate non sicure, di cui una gran parte già rientrati. 

Il Cup ha fornito anche un supporto amministrativo contabile ai Comuni relativamente alla prima assistenza, l’allestimento e gestione delle aree di accoglienza, la sistemazione in alberghi, i trasporti, l’analisi e la programmazione di 585 opere provvisionali urgenti. Complessivamente con la gestione di centinaia di pratiche nelle fase post terremoto sono state autorizzate spese dei Comuni pari a quasi 20 milioni di euro.

Il Cup collabora anche al programma degli interventi dei Vigili del fuoco e ha coordinato le verifiche di agibilità degli edifici pubblici e privati (nel modenese sono state effettuate oltre 24 mila sopralluoghi con scheda Aedes). 

Il Centro, infine, ha coordinato con i Comuni le 12.393 richieste di Contributo per l’autonoma assistenza (Cas) arrivate ai Centri operativi comunali. Le domande riguardano oltre 30.000 componenti il nucleo familiare di cui oltre due mila con età superiore ai 65 e oltre 300 disabili.

 

Cs

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