Simili a rane inconsapevoli

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Ci stiamo man mano assuefacendo a tutto. Abbiamo sopportato soprusi da parte di politici sempre più cialtroni; privazioni della libertà come cittadini; discriminazioni come italiani; furti come contribuenti; abbiamo permesso la gestione dissennata e delinquenziale del territorio e  il deterioramento progressivo della nostra immagine nazionale nel mondo... 

Secondo il prestigioso The Guardian: “”Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura””. Fa riferimento a Noam Chomsky linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico statunitense. A questo tanto illustre quanto controverso studioso ( del quale sarebbe davvero molto lungo enumerare titoli accademici,  opere e opinioni) viene attribuito il famoso “” Principio della rana bollita”” cui mi sono ispirata per il titolo di questo pezzo.

Semplificando  al massimo, per brevità, se volessimo fare un esperimento crudele, gettando una innocente ranocchietta in una pentola  d’acqua un po’ troppo calda per i suoi gusti, farebbe un  enorme balzo, saltando fuori per mettersi in salvo. Se, invece, mettiamo  la stessa innocente ranocchietta con garbo in un  pentolone d’acqua fredda, posto su un fornello acceso al minimo, essa nuota  senza problemi, fin quando l’acqua diventa tiepida. Intuibile il seguito dell’esperimento crudele: man mano, la temperatura sale, ma così gradualmente che la poveretta non  se ne accorge…accusando solo un po’ di sfinimento e di debolezza…sempre più…fino a quando, davvero, la temperatura, passando da tiepida a calda, a bollente, la fa morire.  Questo…senza che essa si sia resa conto del pericolo mortale; quando se ne accorge, non ha più la forza per tentare di salvarsi.

Siamo noi stessi simili a rane inconsapevoli. Ci stiamo man mano assuefacendo a tutto. Abbiamo sopportato soprusi da parte di politici sempre più cialtroni; privazioni della libertà come cittadini; discriminazioni come italiani; furti come contribuenti; tagli insultanti delle risorse destinate alle categorie più deboli; abbiamo appreso di sentenze risibili e assurde, senza battere ciglio; abbiamo tollerato l’invasione strisciante, sempre più massiccia, di extracomunitari; la perdita progressiva di tutti i marchi leggendari che hanno fatto la storia economica della nazione; abbiamo sopportato l’incuria, avvilente e colpevole, nei confronti del nostro straordinario patrimonio artistico; abbiamo permesso la gestione dissennata e delinquenziale del territorio e  il deterioramento progressivo della nostra immagine nazionale nel mondo…

Adesso stiamo male. Adesso l’acqua è davvero troppo calda, insopportabilmente, ma non abbiamo più la forza per saltare fuori.

 

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Illustro brevemente il numero on line da oggi. Ricordo che i titoli in grassetto sono link diretti agli articoli, per una più agevole consultazione di Bice, anche da parte di chi ha poco tempo

 

Cosa non si fa per una manciata di voti  di Massimo Nardi

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, con tutti i problemi che ha la città, perde tempo a cambiare il nome di una via. Ed e’ anche pagato.

Tosi: fase nuova del centro-destra di Paolo Danieli

A questo punto si apre una fase nuova della politica italiana di cui il Veneto è il laboratorio. Leggerla come un’appendice delle vicende e degli assetti passati è un errore che impedisce di capire quelli che non sono altro che i primi, necessari atti della rigenerazione del centro-destra.

Opinioni a confronto   di Alberto Venturi e Gianni Galeotti

E’ questa una stagione di profondi mutamenti; anche alla Costituzione; mutamenti che appaiono talvolta frettolosi; sicuramente non universalmente condivisi

Lei è licenziato!  di Eugenio Benetazzo       

Se quanto narrato si fosse accaduto in UK o negli USA l’operatore di sportello ed il primo il dirigente sarebbero stati licenziati in tronco seduta stante, il primo per essersi rifiutato di farsi identificare ed il secondo per il linguaggio oltraggioso ed il danno d’immagine procurato al medesimo ente pubblico.

Finis Italiae di Adimaro degli Adimari

La delinquenza sta diventando un problema insopportabile. Criminali italiani,ma in maggioranza di altre nazionalità, scorrazzano e predano tutto quel che c’è da rubare. Non si ha memoria di un senso di insicurezza e di autentica paura come oggi.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 460 – 123.

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