Silenzio: parla il machete

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Nella grande eco suscitata dal fatto di cronaca, l'inaudita aggressione al capotreno, sorprende   il silenzio assordante della signora Kyenge e della signora Boldrini. 

Siamo stati sommersi da immagini  da Grand Guignol in questa settimana,  nei vari notiziari e nei servizi giornalistici sull’aggressione al controllore Carlo Di Napoli.  Immagini spaventose e nauseanti che non condividiamo, per la linea  sempre adottata da Bice, di non indulgere nella pubblicazione di immagini  e testi  troppo violenti.

La scelta di non pubblicare quelle  immagini troppo violente, è solo per il rispetto della sensibilità dei Lettori e ovviamente non  toglie nulla, anzi, accresce la più profonda esecrazione per un gesto che fatichiamo anche a commentare. Come ho  già scritto,  se qualche scrittore o uno sceneggiatore,  avessero inserito in una trama, o in un copione,  un fatto simile sarebbe apparso inverosimile, assolutamente incredibile, troppo sanguinario. Roba da libracci, roba  da film di quartordine

E, invece, in un giorno qualsiasi, in una stazioncina qualsiasi… è accaduto, ad un controllore qualsiasi. E uso la parola “”qualsiasi”” come riconoscimento di normale onestà, di civiltà, di consuetudine al lavoro, all’impegno… Ciò che è fuori della norma, quelli che non posso essere definiti “”qualsiasi”” sono i mostri che hanno aggredito  il controllore e il collega che generosamente gli è corso in aiuto. I “”mostri””  sono ancora l’eccezione, nel consesso civile.

O, almeno, dovrebbero essere l’eccezione.

Ma, nella pur fragorosa eco suscitata dal fatto di cronaca,  domina e sorprende   il silenzio della signora Kyenge e della signora Boldrini. Un silenzio assordante….la dimostrazione ( ammesso che ce ne fosse bisogno) della loro  parzialità di giudizio,della vergognosa protezione garantita sempre a chi è colpevole, senza pietà, partecipazione, solidarietà, indignazione… per le povere vittime. Forse sono abituate a difendere i deboli, gli oppressi, le vittime… ma solo se stanno dalla parte giusta.  Evidentemente, il controllore delle Ferrovie dello Stato,  Carlo Di Napoli, 32 anni, vittima dell’aggressione  della “”gang dei Latinos””  e del tentato omicidio da parte  del salvadoregno Josè Emilio Rosa Martinez,  non sta dalla parte giusta.

 Non solo la Storia, ma nemmeno la normale cronaca quotidiana  si può fare con i “”se””  e con i “”ma””… questo è noto. Ma, proviamo ad immaginare se, anche solo accidentalmente, il capotreno avesse spintonato  il passeggero che non voleva esibire il biglietto, facendolo cadere, con la conseguenza  magari  di slogarsi l’alluce. Forse non ci sarebbe stato lo stesso inspiegabile comportamento  ma accorate esternazioni, forse anche qualche fiaccolata pro alluce.

Ma adesso, silenzio parla solo il machete.

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Vi presento brevemente il numero on line da oggi

 

Immigrazione                           di Massimo Nardi

Anche i sindaci dell’Europa Unita guardano la televisione. quindi, vedono il degrado a cui porta questa immigrazione selvaggia. I loro capi di governo fanno peggio. Le risorse della nazione sono per i loro cittadini. Quindi, italiani, fate voi i buoni che noi ce ne fottiamo.

…ora sto molto meglio             di Alex Scardina

Desta sempre più sorpresa e sdegno  che immigrati ospitati in albergo o in strutture predisposte, che ricevono una piccola sovvenzione dallo Stato, si lamentano?! Buttano i pasti, vorrebbero più soldi…mentre  ci sono pensionati costretti a saltare pranzi e cene.

I Governatori ribelli                  di  Alberto Venturi e Gianni Galeotti

Sono stati etichettati immediatamente come “”Governatori ribelli””  (e anche in altri modi a dire il vero) Maroni, Toti e Zaia le cui posizioni  sull’accoglienza agli immigrati dividono l’opinione pubblica  e suscitano  le ire del Governo per il loro rifiuto, benchè motivato  dalla indisponibilità di strutture.

 “Giovani, Famiglia e Società”  di Roberto Armenia

Caterina CHINNICI e Giuseppe AYALA  al sesto incontro sulla famiglia, giovedì 18 giugno 2015, presso “Palazzo Hera”.

Banche: “Caveat Emptor” – stia attento il cliente di  Giorgio Maria Cambié

Bisogna stare attenti e, se non si può fare altrimenti, affidare i propri risparmi agli istituti che diano le maggiori garanzie di solvibilità. Vero è che tutte le banche hanno dato ai loro investitori delusioni e dolori, ma le maggiori dovrebbero offrire più garanzie

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n.  473 – 136.

 

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