SIGNORI, IO SONO HIRIS: QUELLO CHE GLI FREGANO LA BICICLETTA…

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Il Comune di Modena mi invita a lasciare a casa l’auto e a recarmi al lavoro in bici. Invito raccolto, da sei anni. Sono pendolare e la bici la uso per arrivare in stazione a Modena, ma arrivato lì…dove la metto? C’è una sola tettoia, sempre zeppa di bici incatenate e rugginose, l’approccio è di una scomodità e lungaggine unica: la mattina ho fretta, così la fisso ad una delle numerose rastrelliere a cielo aperto, al massimo, se piove, quando la ritiro mi bagnerò le terga.. sempre che la ritrovi ! La prima volta ci sono rimasto male. Era una mountain-bike quasi nuova. A terra era rimasto il lucchetto tagliato, puro acciaio svedese. Mi sono spesso chiesto che razza di attrezzi usino, gli infami. Ho comprato una graziella usata : sparita dopo tre mesi, non ho neppure fatto in tempo ad affezionarmici.Sono passato ad una vecchia bici da uomo, talmente alta che facevo fatica a rimanerci in equilibrio, ma almeno non ingolosiva nessuno, la bici. La sua sella, invece, me la fregavano spesso perchè compravo quella salva-prostata, un vezzo che mi è costato caro nel tempo. Ma anche la bici per watussi un brutto giorno è sparita, lasciando in terra il cavetto reciso, il suo messaggio d’addio. Quest’anno, con l’arrivo della primavera, ho messo in strada un velocipede da donna che più anonimo non si può e la lascio appoggiata al sottopasso di via Fanti: che posso fare, li mancano persino le rastrelliere! E vabbé, avete ragione, potrei anche lasciarla a deposito, ma mi verrebbe a costare circa 150 euro all’anno, ben cinque volte il valore del rottame e più di quanto spendo di abbonamento annuale all’ATC di Bologna ( 125 euro per i dipendenti dell’Ateneo Felsineo). Cari amministratori, finchè i servizi ed i rischi sono questi, i parcheggi auto saranno sempre sovraffollati mentre i pendolari ecologisti saranno sempre più incavolati !

 

 

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