Signore e signori Fabio Galli

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Bice vi Presenta i Candidati a Sindaco di Modena!Intervista a Fabio Galli del Codacons, candidato Sindaco della città.- di Giulia Manzini, giornalista pubblicista

Anche la politica modenese mi sembra troppo o comunque molto lontana sia dalle istanze e dagli aneliti, che dalle necessità e dai problemi reali dei cittadini e dei consumatori. Lo dimostra proprio la forte frammentazione politica che, con  una decina di candidati a Sindaco di Modena, si propone a guidare la città dopo le prossime elezioni amministrative. E’la riprova che né le forze di maggioranza né quelle di opposizione sanno dare risposte di sintesi sufficientemente aggreganti di fronte alle esigenze della cosiddetta società civile.

 

Queste le nostre premesse con le quali abbiamo esordito nell’intervista che abbiamo fatto a Fabio Galli, candidato sindaco per il Codacons, acronimo di coordinamento associazioni dei consumatori per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei cittadini:

Queste le sue risposte

 

“Premetto, chiarisco e ribadisco che la nostra è una lista che già 5 anni fa conseguì un non trascurabile 1,5 %: direi significativo, considerando che il Codacons dispone ora, come 5 anni fa di insufficienti mezzi economici per ottenere visibilità mediatica; per fare una campagna elettorale non disponiamo delle risorse di cui dispongono i partiti che ricevono regolari sovvenzioni pubbliche: noi al Codacons lavoriamo al servizio del cittadino e del consumatore praticamente “gratis ed amore dei”.

 

Perché dunque lei ha ufficializzato la sua candidatura alla poltrona di primo cittadino della città?

 

Perché vorrei che in ogni comune ci fosse uno sportello, con numero di telefono ed indirizzo e mail dove il cittadino possa fare i propri reclami su problemi reali come quello delle maxibollette su luce, gas o sulle tariffe dei conti correnti bancari o dei premi assicurativi.

Premi assicurativi aumentati 10 volte tanto per responsabilità sia del governo uscente Berlusconi che di quello entrante di  Prodi nel 2006.

Dunque ci troviamo di fronte ad una realtà dove la politica sia a destra sia a sinistra non fa gli interessi dei cittadini, ma quelli delle grandi compagnie assicurative, banche o cooperative.

 

Solo questo da solo può giustificare una scesa in campo nella contesa politica per il governo di un Comune?

 

Certamente! Purtroppo quando parliamo di banche, di colossi assicurativi o di ex municipalizzate, ora privatizzate, la politica non fa mai gli interessi del cittadino, del consumatore o di quello che fruisce di servizi vitali che non dovrebbero essere fonte di lucro: il gas, la luce, il telefono e l’acqua non dovrebbero esse privatizzate perché dovrebbero essere patrimonio pubblico.

In una azienda ex municipalizzata ora privatizzata che ti vende un servizio come la luce o il gas non si può far pagare l’altezza del dividendo al povero cittadino che si vede recapitare a fine anno il classico “bollettone” calcolato sulla base di consumi non effettuati e di controlli inesistenti.

Come associazione di consumatori abbiamo segnalato il caso di centinaia di contribuenti che si sono visti recapitare a casa bollette della luce o del gas stratosferiche.

La politica purtroppo si occupa solo di opere faraoniche, di strade, di  rotatorie, di parcheggi, parla della pace nel mondo, della cooperazione, ma dei cittadini, in continuo aumento che, a fine mese non riescono a pagare le rate del mutuo o tutte le maxibollette gonfiate non si occupa mai.

 

Mi scusi, ma in una libera economia di mercato , la politica può o deve …?

 

Infatti non si occupa dei supermercati dove da troppi anni (2 o 3 più o meno) è invalsa l’abitudine tutta americana di offrire ed incentivare la possibilità al consumatore di acquistare tutto a rate: anch
e i vestiti addirittura.

La politica non mette in guardia il cittadino sui rischi che si corrono acquistando a rate oggetti come cellulari, computer o elettrodomestici (indispensabili questi ultimi).

Infatti se io acquisto a rate una lavatrice e non riesco a pagare le ultime due rate, vengo immediatamente iscritto nella cosiddetta lista nera degli insolventi (lista che qui da noi si chiama Crif) e se sono iscritto al Crif  nessuna banca non potrà mai aprirmi un nuovo conto corrente sul quale versare lo stipendio dal momento che io ho trovato un nuovo posto di lavoro.

Ecco allora che il povero malcapitato incorre nelle maglie del racket dell’usura contraendo un prestito con tasso di interesse stratosferico del 15% o 16 %. E alla fine, riuscire a dimostrare, in un’aula giudiziaria che quello che ti ha “prestato i soldi” è un usuraio è praticamente impossibile. Ogni giorno 1 o 2 persone iscritte nella lista del Crif si rivolgono disperate a noi (più o meno circa più di 600 persone all’anno). Che cosa fa la politica per questi disperati?

 

Perché, secondo Lei, la politica tradizionale dei partiti dovrebbe dare risposte a queste persone?

 

A Modena, anni fa, i cittadini disponevano di solide risorse economiche oggi non è più così; non siamo più la florida e ricca  cittadina con alto reddito pro capite. Oggi dobbiamo far fronte a nuove forme di disagio e di povertà, acutizzate ed implose con la terribile crisi finanziaria ed economica mondiale in atto oggi.

 

Lei cosa propone nel merito?

 

Occorrerebbe una maggiore moralizzazione della vita pubblica.

Ci sono troppi conflitti di interesse tra potere politico, banche, colossi assicurativi, cooperative e centri della grande distribuzione.

Il Codacons è nato nel 1976, non ha padrini politici né sindacali.

Noi diciamo solamente che è meglio rinunciare ad una rotatoria in più, ad un cavalcavia in più, alla folle spesa del telo di Mimmo Paladino e destinare queste risorse ai tanti disperati che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

Così,  per risolvere il problema delle truffe agli anziani avevamo proposto l’istituzione di un numero di telefono attivo dalle 8 alle 20 di sera per tutta la settimana per verificare la reale identità del tecnico Hera o del Poliziotto municipale: ma la nostra proposta è caduta nel nulla.      

 

Se Giorgio Pighi non riuscisse a raggiungere il 51% dei consensi e si arrivasse al ballottaggio lei che indicazioni di voto darebbe ai suoi elettori?

 

Io non credo di avere il potere di spostare voti o consensi: però se uno dei due candidati accettasse la nostra proposta di istituzione di uno sportello comunale per la soluzione di tutte le problematiche di cui ci occupiamo ogni giorno noi al nostro sportello in via Paolo Ruffini allora potrei dare indicazioni di voto in favore di una candidato rispetto all’altro.

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