Sicurezza Modena e Reggio. Barcaiuolo (Fdi): “Baby gang scatenate, più presidi delle Forze dell’ordine”

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“Negozianti e cittadini esasperati. Si consideri un diverso impiego della Polizia municipale”
 

Le baby gang di Modena e Reggio Emilia, che provocano risse, compiono furti e minacciano i passanti, sono al centro di un’interrogazione di Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia).

Alla Giunta, il consigliere chiede “se sia a conoscenza del problema che sta caratterizzando il centro storico modenese” e “se non ritenga di attivarsi presso il governo per implementare l’organico delle forze dell’ordine deputate al controllo capillare del nostro territorio”. Barcaiuolo, inoltre, domanda “se non intenda attivarsi presso Comuni ed Enti locali per suggerire un diverso utilizzo della Polizia Municipale, anche nella propria funzione di polizia giudiziaria, e se non intenda valutare e suggerire l’uso di tecnologie (telecamere di sicurezza, etc) per un maggior presidio del territorio”.

Barcaiuolo elenca alcune vicende finite sulla stampa: in centro a Modena ragazzi con un cane pit bull terrorizzano le ragazze per costringerle a fermarsi quando entrano nel loro territorio; coetanei minacciati, “giovanissimi italiani, albanesi, moldavi, rumeni marocchini, dediti spesso a furti di bici, risse e tanti altri episodi spiacevoli”. Tanti episodi di guerriglia urbana con risse in pieno centro, aggressioni alle Forze dell’ordine, lancio di sassi contro i negozi. A Reggio Emilia, il trapper Gani ha realizzato un video shock: “assieme ad un centinaio di coetanei, dipinge una città fatta di microcriminalità organizzata: fra pistole, droga, soldi, insulti alle forze dell’ordine, in genere linguaggi che rimandano al mondo criminale”. Alcuni locali, rimarca il consigliere di Fdi, vendono alcolici ai giovanissimi e la chiusura di molti negozi fa venir meno il ruolo di presidio degli esercizi commerciali.

“L’escalation di violenza- afferma il consigliere- che ha avuto come teatro il centro storico modenese negli ultimi mesi ad opera di ragazzi preoccupa esercenti e residenti e deve essere assolutamente fermata: non siamo di fronte ad attività criminali organizzate, ma neppure a semplici bravate. Scene di guerriglia urbana indegne seminano paura tra chi affolla, nonostante la crisi e le restrizioni, il centro storico, provando a tenere a galla l’economia”. Questo clima da Far West allontana dai negozi ancora aperti l’esigua clientela rimasta. “Al di là del problema sociale e del costante tentativo della sinistra cittadina di trovare- sottolinea il consigliere – una giustificazione, una “attenuante” ad ogni episodio di violenza di cui spesso sono protagonisti giovani stranieri, ci troviamo di fronte a una vera emergenza in termini di sicurezza e ordine pubblico. Una Modena abbandonata al degrado e asservita al capriccio violento di teppisti”. Il progetto di “educazione di strada”, affidato dal Comune alla cooperativa Caleidos, scrive Barcaiuolo “dopo 4 mesi non sembra dare i frutti sperati”.

Poi conclude: “E’ necessario reprimere con la forza ogni fenomeno criminoso per evitare che lo stesso possa essere prodomico a situazioni ancora più gravi”.

(Gianfranco Salvatori)

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