Siamo tutti ciprioti

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""Occorrono lacrime e sangue e tutto l'armamentario che ci ha fatto sorbire Monti. Solo che Cipro non è l'Italia. art. di Calibano

A Nicosia alla Merkel hanno messo i baffetti di Hitler, non proprio un segno di gradimento. L’ eurogoverno del Kapò Schulz e della Gauleiterin Merkel ha ottenuto in un colpo solo diversi risultati. Primo fra tutti quello di inimicarsi tutta la popolazione cipriota. Il progetto di furto globalizzato alla Amato, che per decoro era stato portato in parlamento a Cipro, è stato sonoramente battuto. E’ ricominciata la manfrina che l’euro è in pericolo, che occorrono lacrime e sangue e tutto l’armamentario che ci ha fatto sorbire Monti.  

 

 Solo che Cipro non è l’Italia. Anzitutto quando parliamo di Cipro, parliamo solo di un pezzo dell’isola, in quanto nella parte nord, occupata dai Turchi, l’euro non c’è e non hanno problemi.
Oltre a farsi odiare, i tedeschi con la loro miopia hanno causato un’altra fonte di fibrillazione per l’euro, di cui non c’era proprio bisogno. Ma le maggiori conseguenze le avremo in campo politico. L’ arcivescovo Chrysostomos, capo della chiesa ortodossa, ha messo a disposizione i beni della chiesa per un fondo di emergenza, ma ha auspicato l’uscita dall’euro.
Venezia, nella sua lungimirante politica mediterranea aveva visto la posizione strategica di Cipro che era nel cuore dei suoi traffici e, dopo averla governata per quasi un secolo, lottò con le unghie e coi denti prima di cederla al sultano. Nel secolo scorso l’Inghilterra era riuscita ad assicurarsi l’isola che era la porta del Canale di Suez.
Ora sta per avverarsi il sogno della santa madre Rus. Il sogno degli zar era stato sempre quello di cercare di giungere ai mari caldi. Nella penisola del Monte Athos, il Vaticano degli ortodossi, avevano costruito un convento con 24 chiese, un ospedale per i marinai della flotta ed una trapeza (refettorio) capace di ben 2.000 posti, che i paesi mediterranei avevano guardato con preoccupazione come a una base navale sui generis.
Massacrato lo zar, il progetto era stato accantonato. Ora, con il ritorno alla “democrazia”, Putin ha ripreso il sogno zarista. A est cerca di realizzare accordi nell’area del Pacifico. A ovest gli capita questa bellissima occasione. Per la Russia tirare fuori dalle peste Cipro sarebbe un gioco da infanti. Gli importi coinvolti non farebbero neppure batter ciglio alle banche russe. Tuttavia c’è il problema del pagamento del grazioso aiuto. Cipro, stremata, è disposta a tutto. Ha offerto il proprio gas presente e futuro, oltre che una banca locale. Medvedev sa che sta dando un ceffone all’Europa. Ha risposto no grazie alle offerte cipriote, ma ha lasciato aperta la porta a trattative delle quali l’UE dovrà prenderne atto. Probabilmente la remunerazione del bail out, se ci sarà, comprenderà basi militari oltre all’inclusione dell’isola nell’area rublo.
Ma non c’è solo la Russia. I cinesi hanno mandato delle navi da guerra in crociera per il Mediterraneo dove sarebbero più che felici di avere una base dalla quale proteggere la loro espansione in Africa, nel Medio oriente e nel sud Europa.
Qualche genio teutonico ha proposto di derubare anche i nostri depositi del 15% ed oltre per far quadrare i conti germanici. Siamo anche noi tutti Ciprioti.
Ora la “troika” (FMI ecc.) ha approvato un piano B per Cipro che prevede un prelievo del 20% per i conti bancari superiori ad € 100.000 nella banca centrale e del 4% quelli negli altri istituti: una sberla sui denti ai numerosi depositanti russi delle banche cipriote. Alla Germania fanno gola le palanche dei Russi. Staremo a vedere le reazioni.
L’euro, che pasticcio!

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