“”Siamo pubblici ufficiali a tutti gli effetti””

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""Siamo pubblici ufficiali a tutti gli effetti"". L'avvocato Mirella Guicciardi, consigliera di parità :""I lavoratori e le lavoratrici spesso non sanno che il nostro ufficio offre gratuitamente la consulenza e la tutela da discriminazioni, molestie, licenziamenti”

Cosa significa essere consigliera di parità in una città come Modena?

 

Consigliera di parità è una figura istituzionale e riformata dal Ministero del lavoro che ha voluto dare più poteri per la lotta contro le discriminazioni, per tutelare lavoratori e lavoratrici nell’ambito del pubblico impiego e lavoro privato, ma anche per i finanziamenti alle aziende. Da compiti di promozione ora si è passati a funzioni più ispettive, di controllo e di vigilanza.

 

Quindi tra i suoi incarichi c’è anche quello di presentarsi come ispettore?

 

Tra i nostri compiti c’è anche la collaborazione con gli ispettori e la direzione provinciale del lavoro per accertare e verificare se nelle aziende ci sono tutte le tutele della salute, della sicurezza sul lavoro e il rispetto dei contratti. Collaboriamo costantemente e continuamente con le istituzioni.

 

Ma Modena è una città “”sana””?

 

Abbastanza in  generale, però occorre esaminare le singole realtà lavorative nei vari settori: ceramica, agricola, farmaceutica, tessile…A Modena e provincia ci sono parecchie piccole e medie imprese e solitamente il rapporto all’inizio si presenta difficile sia con il lavoratore che con il datore di lavoro perché alla base c’è la mancanza di conoscenza delle norme. La maggioranza dei/le lavoratori/ci  chiedono consulenze del tipo: “”Sono in maternità, cosa faccio””?, “”Mi licenzia perché ho chiesto il congedo per maternità”” oppure il lavoratore “”Sono stato demansionato perché ho più di 50 anni, possono farlo?””. Ma esistono anche azioni di mobbing, spesso tra dirigenti donne e lavoratrici, con un aumento dei casi  in questi ultimi due anni. Grazie alla nostra qualifica di pubblici ufficiali e di operare per il Ministero del Lavoro, riusciamo abbastanza a fare le conciliazioni. con il datore di lavoro ed a instaurare un rapporto di cultura e di rispetto della legge.

 

L’argomento sottintende sempre una problematica, ma nonostante questo, c’è qualcosa che lei ha portato a termine di cui lei è particolarmente orgogliosa?

 

Bisogna innanzitutto distinguere le discriminazioni tra donne e uomini che sono sempre diverse. La discriminazione sulla donna all’80% avviene perché è madre e quindi ha difficoltà a conciliare lavoro e figli. La donna spesso chiede inutilmente congedi, non Le vengono concessi permessi o flessibilità, part – time, oppure avendo il bimbo piccolo sotto i tre anni  ha difficoltà ad usufruire  dei permessi e della flessibilità con rischio di licenziamento per effetto della crisi del mercato. Spesso in questi casi scattano azioni disciplinari da parte del datore di lavoro. Per l’uomo le discriminazioni riguardano in linea generale il demansionamento, o perché non inquadrati secondo il contratto (dirigenti o quadro che pur mantenendo lo stesso stipendio vengono sviliti, spesso indotti a dare le dimissioni) o perché addirittura licenziati.  Le soluzioni più soddisfacenti si sono avute con grosse società attraverso il trasferimento o il reinserimento del lavoratore nella sua mansione.

 

Si verificano anche casi di molestie?

 

Anche di molestie sessuali, ma prevalentemente di molestie. Faccio un esempio: un uomo aveva comportamenti illeciti con le colleghe. Durante l’orario di lavoro si collegava spesso con siti pornografici, faceva battute…. Una volta intervenuti, questa persona è stata rimossa, cosa che l’azienda non aveva voluto fare nonostante le  rimostranze delle dipendenti.

 

Come ha deciso di candidarsi a questo concorso?

 

Nel 2000 leggendo il giornale ho visto che si cercava una figura con pluriennale esperienza in materia di discriminazione nel lavoro. Mi sembrava di essere la persona giusta: sono avvocato con specializzazione in materia di lavoro nel pubblico impiego, insegno all’Università diritto amministrativo e diritto pubblico (quindi ciò che è pubblico impiego rientra nella mia esperienza). In più mi interessava l’incarico perché ne vedevo i compiti e le funzioni. Quindi mi sono resa conto che avrei potuto incidere per tutelare in modo particolare le donne, perché sono comunque le più deboli. Sono stata scelta dal Ministero del lavoro in concerto con il Ministro delle pari opportunità. Era la prima volta che mi candidavo per un ruolo politico – istituzionale e confesso che sono orgogliosa di questo incarico

 

Questo lavoro le pesa?

 

No, anche se ogni lunedì riceviamo tanti lavoratori e lavoratrici, spesso disperati. Ultimamente abbiamo molte persone over 40 – 50 che dopo tanti anni di lavoro, pare diventino un costo, un aggravio per l’azienda, e spesso vengono allontanati, licenziati. E io posso aiutarli.

E’ un lavoro che mi piace perché il Governo con decreto legislativo ci ha dato tantissimi poteri, tantissimi compiti, spesso facciamo fatica ad adempierli tutti: monitoraggio sul territorio provinciale, monitoraggio delle dimissioni delle donne (a Modena ogni giorno sono due donne e mezzo che danno le dimissioni, erano una al giorno nel 2002), tutela dei lavoratori.. E’ un lavoro che diventa entusiasmante quando si fanno convegni, progetti in concerto con sindacati ed istituzioni. Ma il nostro compito principale è la tutela dei lavoratori, un lavoro molto gravoso, difficile, soprattutto perché non c’è cultura legale e giuridica, si fa fatica a volte anche a far sapere, spiegare ai lavoratori che hanno diritto ad essere tutelati. O far sapere alle aziende che possono usufruire di finanziamenti e agevolazioni se tutelano i lavoratori.

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