Siamo pronti per una nuova stagione.

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A cicli regolari torna una sorta di malumore tra gli iscritti di Forza Italia. E’ il dato che emerge anche in alcuni post lasciati dai nostri lettori. Con Isabella Bertolini, coordinatrice regionale di Forza Italia, proviamo a capire cosa si nasconde dietro il grande sonno che sembra aver colpito il partito azzurro.

A cicli regolari torna una sorta di malumore tra gli iscritti di Forza Italia. E’ il dato che emerge anche in alcuni post lasciati dai nostri lettori. Con Isabella Bertolini, coordinatrice regionale di Forza Italia, proviamo a capire cosa si nasconde dietro il grande sonno che sembra aver colpito il partito azzurro.

 

Onorevole, anche alcuni dei nostri lettori non sono soddisfatti del modus operandi di Forza Italia.

 

«Sta avvenendo una discussione interna a livello nazionale, o meglio più che discussione parlerei di trasformazione-assestamento. Dobbiamo capire che, dopo cinque anni di Governo, adesso siamo all’opposizione. Dobbiamo calarci in un ruolo diverso e per questo deve cambiare la struttura operativa: ci dobbiamo impegnare a parlare con la gente, a sposare le battaglie dei nostri elettori e del popolo italiano».

 

Quindi lei è d’accordo con Guzzanti che chiedeva a Forza Italia di scendere nelle piazze?

 

«In troppi hanno liquidato quella proposta come una semplice provocazione. Io invece sono propensa a valutare ogni proposta positivamente. Va ricordato che il centrosinistra nei cinque anni di opposizione ha parlato alla gente, legandosi ai sindacati, sposando ogni argomento che poteva essergli collaterale e funzionale per raccogliere consensi. Bene, questa deve essere anche la nostra nuova strategia, a prescindere che nelle piazze ci si vada con i girotondi. Dobbiamo comunicare, è necessario».

 

Lei parla di comunicazione, ma uno delle accuse mosse a Berlusconi è la scelta di stare in silenzio. Sarà una strategia in vista delle battaglie autunnali?

 

«Non c’è nessun tipo di empasse da parte di Berlusconi. Lui è uno che guarda avanti, è un rinnovatore. In questi cento giorni abbiamo fatto opposizione, senza strillare. Ma le battaglie che ci aspettano sono ancora tante e di un’importanza esagerata: penso ad esempio all’immigrazione, alla finanziaria e al conflitto d’interessi. Siamo pronti per una nuova stagione».

 

Con la Bertolini ancora al coordinamento regionale?

 

«Questa è una scelta che spetta al Presidente Berlusconi. Già una volta, subito dopo la sconfitta alle regionali, aveva sospeso tutti e 20 i coordinatori regionali. Perciò io mi attengo solo alle disposizioni. L’altra volta io ero stato sta poi riconfermata, ma adesso basta parlare della Bertolini perché ciclicamente torna a galla questo tormentone: io sono pronta a restare al coordinamento, ma tutto dipenderà dal presidente. Io non sono legata ai ruoli, se la struttura deve cambiare che cambi, l’importante è che l’imput possa arrivare dal basso. Non a caso adesso in Forza Italia si sta discutendo sui congressi, beh, io i congressi li ho sempre fatti a cicli regolari. Ci vuole rispetto per i nostri sostenitori e la base elettorale».

 

Berlusconi raccomanda “l’Italia agli italiani” Lei come donna chi difenderebbe convintamene: la libertà delle studentesse italiane di mostrare il perizoma oltre i pantaloni o il diritto delle musulmane di coprirsi i capo?

 

«Siamo su due fronti diversi e che non possono essere paragonati. L’ombelico scoperto ed il perizoma sono questioni estetiche, che vanno di pari passo con la moda delle generazioni di italiani. Può piacere o non piacere, si può discutere oppure no, ma è comunque un aspetto di libertà perché in altri parti del mondo una questione del genere non sarebbe comunque nemmeno presa in considerazione. Le donne mussulmane sono invece obbligate a coprirsi il capo, è legato alla loro tradizione culturale. Non la si può negare, ma certo dovrebbe funzionare il principio che vivere in un paese straniero comporta certi adeguamenti».

 

 

 

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