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Promesse, tante. Fatti, pochi. Ci è stato detto che ci sono molti soldi in arrivo, ma al momento ci sono soltanto debiti e bonus che si potevano usare abbondantemente meglio. Adesso, per come la vedo io, c’è un baratro, una voragine in cui sono precipitati tanti italiani.

 


Siamo sinceri, noi italiani siamo sereni per quanto riguarda il futuro? Credo proprio di no. A parte la situazione sanitaria dovuta alla pandemia, che siamo riusciti a contenere a prezzo di grandi sacrifici economici e grazie all’immenso lavoro degli appartenenti al sistema sanitario che ha anche sacrificato la loro vita, per il resto non si vede la luce in fondo al tunnel. Promesse, tante. Fatti, pochi. Ci è stato detto che ci sono molti soldi in arrivo, ma al momento ci sono soltanto debiti e bonus che si potevano usare abbondantemente meglio. Adesso, per come la vedo io, c’è un baratro, una voragine in cui sono precipitati tanti italiani. Mi riferisco alle centinaia di migliaia di piccole partite iva che hanno abbassato (o presto lo faranno) la serranda della loro attività che gli permetteva di mantenersi e mantenere anche chi comodamente stava sul divano grazie al reddito di cittadinanza e al posto fisso nell’amministrazione dello Stato: dal fattorino, al premier. Guardiamo la realtà dei fatti. Una nazione si regge sulle tasse e queste tasse in parte arrivavano dalle persone che hanno abbassato la serranda e sono anche stati costretti a lasciare a casa i dipendenti che con il loro lavoro contribuivano al pagamento delle stesse. Ora, chi riempirà questo vuoto di cassa? I soldi promessi dall’Europa che a quanto si racconta arriveranno solo il prossimo anno? Inoltre, per averli ci sono dei paletti, e alcuni di questi, sicuramente non sono scritti!  E allora, come pensiamo di andare avanti fino all’arrivo della manna dall’ UE ? Ancora cassa integrazione e blocco dei licenziamenti? Ma se un imprenditore non ha i soldi perché non c’è stata entrata e faccio riferimento ai bar, alla ristorazione e al settore alberghiero che hanno subito la batosta più forte dovuta al crollo degli arrivi dei turisti nostrani e stranieri, solo per citare un settore trainante della nostra economia, cosa deve fare? L’affitto c’è comunque, luce e gas idem, tasse varie si accumulano… Quindi, come procedere? No, non ci siamo e purtroppo non è questo il governo adatto a gestire l’emergenza. Tornando ai paletti non scritti, spererei che non ci fosse anche quello che riguarda l’afflusso dei migranti. Sì, perché appena si è parlato di rivedere il trattato di Dublino, Austria e altri stati dell’est non sono stati per nulla favorevoli e così, da quando al Governo non c’è più la Lega, gli sbarchi sono nuovamente aumentati. Mentre scrivo, guardo una trasmissione televisiva in cui si narra che i migranti cominciano ad arrivare anche in Sardegna con relative proteste degli isolani perché fra loro ci sono anche dei malati di Covid 19. Tombola! Mi tocca anche sentire che un rappresentante della sinistra tranquillamente commenta che – la Sardegna deve essere capace di ricevere 10 contagiati – anche se a sbarcare, sono in 124! Poi, per finire il suo ragionamento, prosegue asserendo che, – vista la bassa natalità…-. D’accordo, facciamoli arrivare e facciamoli crescere e moltiplicare, ma, mi domando io, con che soldi? Al momento non siamo neanche in grado di garantire un lavoro o un salario capace di sfamare gli italiani. Non parliamo poi dei pensionati che hanno lavorato per una vita intera e che fanno la fila alla Caritas o rovistano nel pattume dei mercati per recuperare frutta e verdura che non possono essere messe in vendita. Va bene così?! Preferiamo quindi tornare ai tempi di Renzi quando in Italia ne sono arrivati 500.000? Guardiamo comunque il lato positivo: qualche nuovo posto di lavoro ci sarà, ma solo per le cooperative! Non scherziamo, il problema è grave e ci sono in ballo centinaia di migliaia di vite umane. Purtroppo, però, è un problema che l’Italia non è in grado di risolvere e tanto meno la Sardegna che non è sicuramente la Silicon Valley d’Italia.      

 

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