Siamo la nazione dei verbi al futuro

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I politici che dovrebbero vegliare e rassicurarci sul futuro da vaccinati, fanno semplicemente a gara nell’usare i verbi al futuro: faremo, provvederemo, vaccineremo, penseremo, vedremo… Siamo la nazione del verbo futuro ma i morti, il pressapochismo, l’incapacità congenita dei politici sono il presente.

 


Cari Lettori, ritorno dopo un lungo periodo di quarantena e acciacchi vari, dovuti più che dall’età, a quel gentile regalo inviatoci dai cinesi e sommariamente chiamato Covid. L’isolamento non è una passeggiata, però, serve a meditare. Non sono ottimista sul fatto che si potevano evitare i disastri causati dalla pandemia meglio di quanto fatto da altre nazioni (salvandone alcune), ma si poteva fare tesoro degli errori commessi anche nella storia recente. Un esempio e una frase valgano per tutto: il 10 giugno 1940 l’uomo che fu anche definito “della provvidenza” entrò in guerra contro Francia e Inghilterra con più della metà della flotta mercantile sparsa per il mondo, perdendola tutta, e che il “piccolo Re” (Vittorio Emanuele III), durante le manovre militari rivolgendosi a un aiutante di campo, disse, guardando i generali voluti “dall’uomo del balcone” – Ed è con queste facce e con queste pance da curati e da notai di campagna, che il Duce vuole fare la guerra!-. Noi, abbiamo fatto la stessa cosa con l’aggravante che non si è voluto capire fin dall’inizio che si trattava di una guerra e come tale doveva essere considerata e conseguentemente trattata. In poche parole si sono palesate tutte le nostre criticità e che solo in parte, la grande informazione, ha evidenziato. Purtroppo, state pure tranquilli che nessuno pagherà per i catastrofici errori/ritardi commessi e che figli/nipoti dei deceduti nelle strutture per anziani unitamente ai parenti degli operatori sanitari mandati allo sbaraglio, si ritroveranno davanti alla tomba dei loro cari uniti nella rabbia e nel dolore consapevoli che si poteva fare meglio e di più. Per non parlare della situazione psicologia che tutte le persone che hanno fatto, e che faranno il Covid, hanno dovuto e dovranno provare sulla loro pelle. Naturalmente, tutto ciò, grazie alla politica che preferisce il clientelismo alla schietta professionalità (salvando l’ex viceministro della salute Sileri). Un esempio per tutti: che c’azzecca (per citare Di Pietro) con la sanità un laureato in scienze politiche con un dottorato in storia dell’Europa mediterranea? Non certo una “speranza” per il futuro. Questo per il passato, anche se il presente non sembra foriero di grandi aspettative positive. I politici che dovrebbero vegliare e rassicurarci sul futuro da vaccinati, fanno semplicemente a gara nell’usare i verbi al futuro: faremo, provvederemo, vaccineremo 500.000 persone il giorno (palla clamorosa), penseremo, vedremo, ecc…. Disgraziatamente, tutto ciò senza un briciolo di certezza se non quella che avverrà, nella migliore delle ipotesi, in modo illogico e sconclusionato.

Abbiamo anticipato in precedenti editoriali che, sfortunatamente, siamo una nazione in fallimento: pochi i settori dell’economia sana e tanti precari. Tra i rari in buone condizioni, l’industria del turismo e della ristorazione che malauguratamente negli ultimi quindici mesi è diventata, in gran parte, preda della malavita e degli occhi a mandorla che vogliono imporre le loro infami regole. Per impedire tutto ciò, basterebbe poco oltre ai pochissimi ristori che non arrivano: trattasi della semplice segnalazione da parte dei notai della vendita delle attività sopracitate. Siamo seri! Da un popolo che mangia i pipistrelli e che commissiona l’uccisione dei rinoceronti per utilizzarne il corno al fine di ottenere poteri sessualmente magici dalla loro polvere, c’è poco da fidarsi. Ho visto un interessante servizio riguardante l’OMS e la sua indagine sulla nascita del Covid. Durante la trasmissione si è scoperto che un gruppo di scienziati cinesi era stato inviato in una remota provincia della Cina a indagare su una colonia di pipistrelli che vivevano all’interno di una caverna. Dopo che otto di loro erano stati morsi (ed erano passati a miglior vita) con i sintomi riportabili all’attuale pandemia, invece, di rientrare nell’anfratto naturale con il lanciafiamme per sterminare tutti gli animali citati (che sani non erano) ne hanno prelevati alcuni esemplari, portandoli a Wuhan, per studiarli e crearne successivamente un’efficacissima arma chimica, come specificato da un’esperta del settore (Presa Diretta Sars-Cov-2 Anatomia di un complotto). Purtroppo trovo nella canzone di Francesco Guccini dal titolo Canzone delle osterie di fuori porta, molte analogie soprattutto nelle prime due righe del testo – Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuoriporta. Ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta….

Hurrà per la tagliatella, abbasso il riso alla cantonese.

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