“”Si vive solo due volte. La seconda nella memoria””

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Il ricordo ufficiale delle cerimonie pubbliche e quello dei singoli, è un dovere verso quei giovani ai quali tutti dobbiamo tanto. A loro, sconosciuti e lontani nel tempo, vanno lo  stesso ricordo, il  rispetto e l'amore che abbiamo per i nostri cari perduti, per gli amici che ci hanno lasciato. La nostra memoria è la loro seconda vita. 

Non conosco l’autore  di questa frase ma essa mi accompagna costantemente, sia nel mio privato, sia  come cittadina,  guidando i miei pensieri, le mie scelte e le mie azioni.

Questo numero di Bice esce in un giorno solenne, quel “”4 Novembre”” sacro per alcuni, malamente sopportato, talvolta inspiegabilmente  osteggiato, per altri. Discutere di questo, aprirebbe dibattiti sterili, certamente non renderebbe onore a coloro i quali,  quasi un secolo fa, combatterono e morirono, perchè noi vivessimo liberi. Il rifiuto della guerra, come  soluzione delle controversie internazionali, non ci può e non ci deve esentare dal rispetto e dalla gratitudine verso i Caduti che sarebbe riduttivo e meschino imprigionare in una  qualsiasi ideologia politica, dalla quale sentimenti come questi si pongono a siderale distanza. Dobbiamo rispetto e gratitudine verso chi la guerra l’ha combattuta, per ubbidienza, senso del dovere, spirito di sacrificio. Il ricordo ufficiale delle cerimonie pubbliche e quello, ancora più profondo e sentito, dei singoli, è un dovere verso quei giovani ai quali tutti dobbiamo tanto. A loro, sconosciuti e lontani nel tempo, va lo  stesso ricordo, il  rispetto e l’amore che abbiamo per i nostri cari perduti, per gli amici che ci hanno lasciato. La nostra memoria è la loro seconda vita.

Fra appena due  giorni, il 6 novembre, una ricorrenza, il secondo anniversario della scomparsa di Dante Fontechiari. 104 settimane, questo è il significato del numero che, fin dal 6 novembre 2012, ho deciso di porre accanto a quello progressivo del giornale…  Per chi l’ha conosciuto, rispettato come leale interlocutore, per chi ha apprezzato i suoi scritti, vere lezioni di Scienze Politiche, per chi ha avuto il privilegio della sua vicinanza, della sua stima, della sua fiducia, è davvero una ricorrenza triste. E,  inevitabilmente, il pensiero va, invece,  a tutti i cialtroni che  affollano,  nostro malgrado, le nostre vite…opprimendoci con la loro  mediocrità mascherata di saccenza, ferendoci  con la meschinità della loro doppiezza,  avvilendoci con la loro inettitudine e la loro malafede.

 

La sua persona, colta, ironica, affascinante, retta è ritratta  fedelmente dalle parole  che  Gian Carla Moscattini gli ha dedicato, nell’articolo Ricordo di Dante. Impossibile non chiedersi, come  fa l’Autrice, che cosa avrebbe potuto ancora fare di buono, se il fato gli avesse permesso ancora  del tempo…

 

Vi presento brevemente gli altri articoli del  numero on line da oggi:

 

Massimo Nardi scrive Pubblicita’ ingannevole: “sei in un paese meraviglioso”. No, siamo una nazione allo sbando. La frase virgolettata un’operazione di marketing, messa in atto dalla società Autostrade, può essere vera se la vediamo dal punto delle meraviglie architettoniche, paesaggistiche. Se invece lo vediamo dal punto di vista del turista medio, che viene nel Bel Paese, la cosa cambia.

 

Alex Scardina  scrive Un figlio, e basta ,  considerazioni amare su un recente fatto di cronaca locale, tre giovanissime musulmane, una addirittura minorenne, che nel reggiano hanno insultato e picchiato brutalmente una loro coetanea, una diciannovenne colpevole, ai loro occhi, di essere impura, in quanto figlia di una italiana.

 

Per Opinioni a confronto, Alberto venturi e Gianni Galeotti  trattano di quanto è avvenuto  a Roma. “”Scontri tra operai della ThyssenKrupp e Polizia. Azioni legittime, atte al mantenimento dell’ordine pubblico, o aggressione verso inermi lavoratori  che protestavano?””

 

Per la rubrica Il medico risponde, il Dott. Domenico Amuso tratta il grave  disturbo  della Pancreatite

 

Il critico cinematografico Francesco Saverio Marzaduri  recensisce la discussa opera The Canyons di Paul Schrader, nell’articolo Zucchero e catrame: The Canyons , con la descrizione di un’America nella quale contare, oggi più di prima, sono denaro, corruzione, immagine: l’affetto, l’amore e i buoni sentimenti in generale, se mai se ne fosse avvertita parvenza, hanno transfugato da tempo immemore.

 

Auguro a tutti buona settimana  e buona lettura del n. 441-104

 

 

 

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