Si divisero le Sue vesti

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""Le guerre sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. Lo Spirito che ci unisce ci chiede come pastori di aiutare i popoli che soffrono per la guerra"".


Cattolici e Ortodossi celebrano la Pasqua in due settimane diverse, il 17 e il 24 aprile, ma tutti salgono lo stesso Calvario e sotto la stessa croce guardano morire Cristo; eppure nel corso della storia in realtà, come i soldati romani, troppe volte si sono preoccupati di dividere le sue vesti invece di ascoltare il rantolo delle ultime parole: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Lo dice ancora in questo 2022 mentre ai piedi della croce i cristiani combattono contro i cristiani, fratelli fra i fratelli si ammazzano nella guerra ucraina.

Se da Roma, sede del papato, si alza il grido di pace di Papa Francesco: “”Crudeltà sempre più orrende, compiute anche contro civili, donne e bambini inermi. Sono vittime il cui sangue innocente grida fino al cielo e implora che si metta fine a questa guerra, si facciano tacere le armi, si smetta di seminare morte e distruzione. Preghiamo insieme su questo””, da Mosca il patriarca della Chiesa Ortodossa di Mosca incita alla battaglia: Inizio modulo””Il Signore ci aiuti anche oggi, affinché noi, popolo pacifico, amante della pace e modesto, siamo insieme pronti, sempre e in ogni circostanza, a proteggere la nostra casa. La maggior parte dei Paesi del mondo sono ora sotto l’influenza colossale di una forza, che oggi, sfortunatamente, si oppone alla forza del nostro popolo. E poiché è così, poiché c’è una grande forza, allora dobbiamo anche essere molto forti. Quando dico ‘noi’, intendo, prima di tutto, le Forze Armate, ma non solo. Tutto il nostro popolo oggi deve svegliarsi, svegliarsi, capire che è giunto un tempo speciale, da cui può dipendere il destino storico del nostro popolo””,

Eppure durante l’Ultima Cena, Cristo aveva detto ai suoi discepoli: “Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

Si sono parlati Kirill e Francesco e spero che davvero abbiano concordato su quanto ha detto Papa Francesco: “”Siamo pastori dello stesso Santo Popolo che crede in Dio, nella Santissima Trinità, nella Santa Madre di Dio: per questo dobbiamo unirci nello sforzo di aiutare la pace, di aiutare chi soffre, di cercare vie di pace, per fermare il fuoco”. “”Le guerre sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. Lo Spirito che ci unisce ci chiede come pastori di aiutare i popoli che soffrono per la guerra””.

Perché le Chiese devono guardare al Messia non dividersi le sue vesti.

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