Servi e riempitori di destri

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""Siamo servi di uomini e donne potenti, servi del denaro, servi di ideologie, servi delle nostre passioni, servi delle nostre viltà…Ma servire può essere un alto compito, talvolta, non un’umiliazione e, se ci affranchiamo dall’abituale cinismo,vediamo quanto,essere “servi”, può rendere grandi gli esseri umani"" Articolo di A.Z.


«Bastardi infami, servi dei servi»

Alcuni sconosciuti hanno imbrattato con queste parole e altre ancora[1], le lapidi dei caduti di Nasiriya, a Roma, al parco Schuster.

Anche se, dal lontano giorno dei funerali, fino a questo episodio del 16 gennaio, non sono mancati a questi morti dileggio, insulti, o colpevole indifferenza[2], ero incapace di definire in modo appropriato gli autori di questo gesto, fino a quando non ho ricordato, con  gratitudine e ammirazione sconfinata una celebre frase di  Leonardo da Vinci, geniale in ogni campo,  anche nel valutare gli esseri umani. Una parte di essa è nel titolo, il resto nella nota a piè di pagina.[3]

Chissà perché, quando vogliamo insultare qualcuno, gli diamo, tout court, del servo… Forse perché è vero,  in fondo tutti siamo servi, e la nostra dignità o l’assenza di essa, il nostro valore come esseri umani, o la nostra perfetta inutilità, dipendono da chi, e da che cosa, noi serviamo.

Siamo servi di uomini e donne potenti, servi del denaro, servi di ideologie, servi delle nostre passioni, servi delle nostre viltà…Ma servire può essere un alto compito, talvolta, non un’umiliazione e, se ci affranchiamo dall’abituale cinismo, almeno un poco, vediamo quanto, essere “servi” può rendere grandi gli esseri umani.

Il politico serve i suoi elettori, trasformando  le loro idee, le loro necessità e le loro speranze in leggi, amministrando  la cosa pubblica con onestà.

Il sacerdote serve i suoi parrocchiani, dedicandosi a loro,con abnegazione e carità, confortandoli nelle difficoltà e nelle pene, curando i mali dell’anima.

L’insegnante serve i suoi alunni, aprendo le loro menti alla vera sapienza, che è quella umile e sorpresa di chi sa “di non sapere nulla” e per questo studia e desidera imparare.

Il giornalista serve i lettori, li porta a conoscenza di persone ed eventi, e così fa  lo scrittore, che li  appassiona, li diverte, li commuove…e così fa il poeta, che svela, con l’anima sua, e con i suoi pensieri, anche i pensieri e l’anima di chi legge le sue poesie e che in esse si riconosce.

Lo scienziato serve i propri simili contribuendo, con la sua intelligenza e le sue scoperte, alla loro salute, al loro  benessere, alla conoscenza dell’Universo.

Il poliziotto serve la comunità dei cittadini, con coraggio la difende dalla delinquenza, dalla violenza, dall’insicurezza, dall’illegalit

à.

Il soldato serve la Patria, “…per un’idea, senza rimpianto, onorati nel ricordo dello stesso nemico,essi additano agli italiani, nella buona e nell’avversa fortuna, il cammino dell’onore e della gloria”[4]

L’uomo, la d
onna, i loro figli, sono servi gli uni per gli altri, creando vicendevolmente  della loro casa, e della loro vita insieme, un’oasi di felicità domestiche, di allegria, di senso del dovere, di spirito di sacrificio, di educazione, di rispetto, di coraggio, di aiuto reciproco,  di tenerezza e amore.

E così ciascuno di noi, collega, conoscente, amico, in qualche modo, nella sua vita, è servo di qualcun altro, e da qualcun altro è servito…questo significa vivere insieme al prossimo, significa, pur con tutte le nostre mancanze, i difetti e le debolezze, servire, almeno un po’,  a qualcosa.

Quindi questi inutili  riempitori di destri, capaci di queste prodezze verbali, se vogliono trovare davvero degli insulti, ne cerchino altri, perché il termine servi, detto da loro, è un complimento, del quale ringraziare.

  ……………………………………………………A.Z.


  [1] Questo del 16 gennaio è il terzo episodio, dopo quelli del 10 novembre e 17 dicembre 2009.

[2] Il verde Alfonso Pecoraro Scanio finisce nella bufera per questa foto che lo ritrae mentre ride e mostra la lingua durante i funerali dei militari italiani morti a Nassiriya. Il Giornale e Libero hanno entrambi messo la foto in prima pagina. Accanto a Pecoraro, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/politica/pecoraro-nassiriya/1.html

[3] “” …ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentori di sterco e riempitori di destri chiamar si debbono , perchè per loro alcuna virtù in opera si mette ; perchè di loro altro che pieni e destri non resta . (i “”destri”” sono, ovviamente , i recipienti appositi , NdA)

“”( http://breezyswirl.ilcannocchiale.it/2009/09/12/perle.html)

[4]  Tratta dall’epigrafe davanti al cimitero della Folgore a El Alamein, questa frase per me  definisce il valore di ogni soldato.Questo è il monumento al carrista, sempre ad El Alamein 

 « Fra le sabbie non più deserte,son qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore,fior fiore di un popolo e di un Esercito in armi.

Caduti per un’idea, senza rimpianto, onorati nel ricordo dello stesso nemico,essi additano agli italiani, nella buona e nell’avversa fortuna,

il cammino dell’onore e della gloria. Viandante, arrestati e riverisci. Dio degli Eserciti,accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di
cielo che riserbi ai martiri ed agli Eroi. »

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