“…senza vincolo di mandato…”

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C'è chi pensa che i parlamentari che lasciano Grillo, debbano comunque mantenere gli impegni presi con gli elettori in campagna elettorale.
art. di Maria

 

 

Assistiamo in queste settimane  alla  caduta verticale di un partito che  aveva, al suo primo appuntamento elettorale, pochi mesi addietro, concentrato su di sé  l’attenzione e la fiducia di un terzo dell’elettorato.

Oggi il M5* segna il passo… tra defezioni, espulsioni, migrazioni…le sue file si stanno assottigliando e comunque il consenso del Paese, di quella parte del Paese che lo aveva scelto, davvero  è ai minimi storici, della sua  pur breve storia. Certo, lascia a dir poco sbigottiti il crollo miserando di una compagine che prometteva davvero molto… in ogni caso, al di là delle beghe, interne e con gli altri partiti, indipendentemente dai problemi che portano a defezioni varie…. la gente crede  che tutti i dissidenti, a vario titolo, rispetto alle idee assolutiste di Grillo, debbano comunque mantenere gli impegni presi con gli elettori, a suo tempo.

Questo vale anche quando si approda al  “refugium peccatorum” del “Gruppo Misto” nel quale confluiscono  da tutti i partiti   i parlamentari “in crisi esistenziale” , chi ha litigato col capo, chi non si riconosce più nel partito che pure l’ha portato in Parlamento, etc etc.

Atteggiamenti  opinabili  nella leadership di Grillo, altri dissapori… hanno indotto alcuni “cittadini” a  lasciarlo, approdando al Gruppo Misto, e le malelingue, sia all’interno del Movimento, sia fra gli elettori, fanno con molta facilità quattro conti in tasca a costoro, adducendo, assai banalmente, che la defezione porterà loro comunque  dei benefici anche economici, in quanto, oltre a liberarsi del giogo di Grillo, non saranno più obbligati a restituire la famoso o famigerata “diaria”.

Non  appaiono molto democratiche, in verità, alcune scelte di Grillo, né sono facili da  digerire certe proibizioni, soprattutto a livello della comunicazione e dei rapporti con i media.

Ma i “cittadini” eletti, anche se hanno sottoscritto un impegno morale con gli elettori, per la verità non hanno alcun obbligo verso di essi.

L’art. 67  della Costituzione  recita, infatti,  che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”  . Riconosco che esso  appare di difficile digestione, di fronte a certe improvvise “conversioni” e cadute sulla “via di Damasco”” che fanno spostare gli appartenenti al  M5*  verso altri lidi.

Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Essi sono liberi di andare nel partito che vogliono, quando lo vogliono, “tradendo” in un certo senso il volere dell’elettorato. I deputati, dunque, esercitano e rappresentano nell’interesse  dell’intera Nazione e non dei singoli cittadini, e ancor meno dei partiti, delle alleanze, dei movimenti o di qualsiasi altra forma d’associazione. L’assenza di vincolo di mandato legittima ogni spostamento.

Fa sensazione, e incute comunque rispetto(se dura) pertanto vedere che la più illustre delle “ex grilline” la sen. Gambaro, abbia versato la “diaria”  in beneficenza, presso una nota struttura… dandone comunicazione a eventualmente  fosse interessato. Questo a qualche “puro”  sembrerà in contrasto con le parole di Matteo

“Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” (Mt 6,1-6.16-18)

io, invece, lo trovo giusto, per rassicurare  i propri elettori almeno sulla buona fede di una scelta politica  difficile ma senza altri  scopi, men che meno  di interessi personali.

Sarà interessante vedere  se, e quanti altri,  fra gli “ex grillini” faranno altrettanto.

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