Senza una legge europea l’ecatombe non si arresta!

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Urge una legge appropriata che disciplini le giuste competenze in tema di immigrazione, senza sconti di pena per chi, in questa bolgia dantesca, è responsabileart. di Adalberto De’ Bartolomeis

 

Di errori politici l’ Italia, sulla diplomazia estera ne ha fatti tanti e purtroppo continua a farli defilandosi dall’assumersi responsabilità, sempre in materia di persone: vedasi il caso Marò, vedasi la gestione dei “Rom” e di tutte le implicazioni che gli stranieri, a qualsiasi ragione, non per lavoro e non  per turismo, sopraggiungono in questo Paese,  con le conseguenze che ormai sono note al mondo intero, dai morti per fame e sete che annegano ad un tiro di sputo dall’approdo più a sud d’ Europa, Lampedusa, dalla cattiva gestione degli stessi che non possono stare solo presso i centri di accoglienza, per essere identificati.

Esiste una burocrazia impiantata da una legge, discutibile, la cosiddetta Bossi-Fini del 2002, che non può sanzionare, per esempio,  con ammende pecuniarie chi si regge a male pena in piedi per gli stenti di denutrizione o altro. A favore, tuttavia, al pari di quando esistevano le dogane e mi riferisco per la sola Europa, chi le infrangeva, era reo di  immigrazione irregolare e considerato pertanto clandestino. Se poi il fuggitivo si dichiarava “prigioniero politico” andava dritto dritto in prigione, in attesa di accertamento sulla persona.

In questo caso, purtroppo, il fenomeno dilagante di immigrazione illegale è l’ingresso di cittadini stranieri provenienti da altri Stati, il cui “status” di immigranti dovrebbe essere temporaneo. Accade invece che questa gente riesca a sfuggire ai primi controlli di identificazione, temporanei, nei centri di accoglienza, sempreché vengano avviati e così “sanano” la loro posizione con, appunto, sanatorie o più semplicemente scappano, si danno alla macchia, per cui girovagano per il territorio nazionale.

Questa gente, ammettendo che la sola disperazione li spinga a sperare di volere una vita migliore, affrontano questo destino a monte, dai luoghi dove vivono male, per cui s’imbattono in  una vera e propria odissea, mettendosi nelle mani di malavitosi, schiavisti, chiamati anche scafisti. Partono, per lo più, dal centro-nord dell’ Africa ed ognuno è soggetto ad un pedaggio da parete dello scafista che li conduce in Europa, molto caro. Questi scafisti sono legati a grosse organizzazioni criminali internazionali o terroristiche che, con la complicità di Paesi che non hanno un vero e proprio governo regolare, corrompono le polizie locali e per cui c’è un vero e proprio commercio del crimine organizzato. Questa povera gente, quindi, sfruttata ed anche vessata, non fanno altro che muoversi mettendo logicamente a rischio la propria vita, viaggiando in condizioni disumane, per finire se “va bene” che la loro condizione è di sfruttamento ed abuso. Questa gente, se non muore, come abbiamo visto, non può, comunque, entrare nel mercato del lavoro ufficiale! Pertanto, arrivati a destinazione, in questo caso, mi sembra, solo in Italia, vengono sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli che li usano come manodopera a basso costo, approfittando del fatto che non sono regolarizzabili e sono facilmente ricattabili a causa della loro posizione irregolare “clandestina”.

A questo punto cosa avviene: assunti come “schiavi” a manodopera di basso costo, questa gente finisce per abbassare i salari medi, per cui altro non accade che incrementare un fenomeno di svalutazione sociale, ovviamente, a danno dei lavoratori regolari, peggiorandone la qualità della vita. Molti di questi irregolari finiscono inoltre per ingrossare la rete della criminalità organizzata, dove svolgono il cosiddetto lavoro sporco, ovvero le mansioni più basse, meno desiderabili, più rischiose. Sono quindi vittime di un destino infame e non è possibile che centinaia di migliaia di questi esseri umani abbiano tutti la condizione di “asilo politico”, solo perché i respingimenti a carico dello Stato italiano sono stati pure condannati dalla corte Europea. Male ha fatto l’ Italia ad impegnarsi a seguito di accordi internazionali a concederlo questo asilo politico. Solo che a raggiungere di continuo le coste italiane ci sono persone provenienti da zone di conflitto bellico e di negazione di diritti, quali la Siria, la Somalia, l’ Eritrea. Aggiungo che di questi soli Paesi che ho citato è pieno di minori che, senza genitore, per legge, quella legge che ho sopra nominato, prima della maggiore età non potrebbero essere espulsi, né trattenuti assieme ai maggiorenni nei Centri di Accoglienza, per cui una buona parte di questi esseri abbandona le strutture di identificazione e così va ad ingrossare il numero degli immigrati clandestini.

Concludo che quanto prima il signor Barroso e “Company” si renderà conto che  urge una legge appropriata che disciplini bene le giuste competenze ed afflizioni, senza sconti di pena per chi, in questa bolgia dantesca è responsabile, prima cesserà di morire così assurdamente questa gente, a cui l’umana pietà commuove e strugge chiunque per lo strazio a cui soprattutto sono chiamati ad operare i soccorritori/raccoglitori/sub e quant’altro, ma indica, quello sì, il livello di vergogna per un’indifferenza da parte delle Istituzioni europee!!!

 

 

 

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