Sempre aperti, festivi compresi

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Abbiamo continuato la nostra ricerca dei sempre aperti. Questa settimana abbiamo incontrati Ivano 36 anni, modenese, viaggia su Inmternet, conosce Bice e di professione fa il casaro in un caseificio dove si produce Parmigiano Reggiano. Le ferie? Certo ci è andato prima di fare il casaro.

Che orario fa normalmente un casaro nella sua giornata lavorativa?

 

Se io  dovessi timbrare il cartellino l’orario sarebbe dal primo mattino alle 4,30 fino a mezzogiorno e poi nel pomeriggio dalle 3 alle 9 .

 

Poi anche le domeniche e le altre feste civili e religiose ti sono pagate come straordinari?

 

Nel mio caso tutto questo non conta nulla. Occorre  premettere che il caseificio fa parte integrante della mia azienda agricola. Sto facendo questo mestiere perché mi piace e mi appassiona e non perché ne sono costretto. Del resto senza passione ,certi orari, certi sacrifici anche se pagati al doppio non vengono più sopportati. In ogni caso in azienda i conti si fanno alla fine dell’anno. Se sono positivi sei stato bravo altrimenti sono dolori. Tuttavia peso che anche per un casaro a libro paga sia conteggiato e concordato un compenso annuale tutto compreso e non un conteggio mensile sulle ore straordinarie

lavorate.

 

Ho fatto di proposito questa domanda per sapere se si riesce a saltare  lavorazione del latte il giorno della domenica o se per tradizione e doppia paga si mantiene questa abitudine .

 

 IL vecchio e il nuovo non contano : il latte della domenica deve essere lavorato in giornata e non è possibile rimandare al giorno dopo la sua trasformazione.

Dobbiamo essere in regola e rispettare quanto previsto dal disciplinare del consorzio del parmigiano reggiano. Il latte va lavorato tutte le mattine e non lo si può conservare per il giorno dopo nemmeno mettendolo in frigorifero.In questo caso non ci sono scappatoie. Non esistono altre strade alternative a questa. Se non vuoi lavorare la domenica fatti sostituire, ma il parmigiano reggiano bisogna farlo con quel latte di giornata.

 

 

 Noi ci siamo informati. Molti caseifici nel mantovano nel periodo ferragostano vendono il latte alla Galbani o alla Granarolo per un mese. Così tutti possono fare le ferie.

 

Una ipotesi del genere , nel mio caso  non la  prendo minimamente in considerazione . Mi verrebbero a mancare trenta giorni di produzione. Io faccio 12 forme al giorno in un mese sarebbero  360 le forme che verrebbero a mancare nel mio magazzino di annata.

Uno scompenso insostenibile nei conti aziendali, nella gestione delle vendite e nei vuoti dell’indotto. Come per esempio , la produzione del burro o della ricotta da vendere nel nostro spaccio aziendale o l’alimentazione dei suini.

 

Vuoi dire allora che non c’è un tuo amico casaro che non accetta di sostituirti una settimana per permetterti di andare in vacanza a Cuba?

 

Volendo secondo me si trova, ma attualmente io sono più interessato al mio lavoro e alla mia azienda più che alle ferie.

 

Ti pesa molto questo imposizione di orari o ci si abitua?

 

Quello che più pesa e preoccupa è la responsabilità. Io sono l’ultimo anello della catena produttiva . Se sbaglio io tutto il lavoro profuso e tutto ciò  che è stato prodotto in funzione del  caseificio subirebbero pesantissime perdite.Questo è ciò che pesa ,le altre cose tipo la ferie estive  non sono poi così determinanti ed essenziali.

 

Essere il casaro del re dei formaggi vuol dire essere il re dei casari?

Non conosco le altre lavorazioni non posso quindi esprimermi in classifiche.

Il parmigiano reggiano rimane un gran formaggio se riusciremo a farlo bene anno dopo anno. Per questo non basta credersi il re dei casari o il fenomeno della situazione, ci vuole qualcosa d’altro.

 

Non ci hai detto dove vai il giorno di ferragosto

 

Mi trovi qui . Se passi in un ora non lavorativa ti offro un bicchiere di vino

 

 

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