Sempre 29 settembre, ma il paroliere non è Mogol, è Di Pietro

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“Sarebbe davvero un brutto giorno non per il protagonista, ma per il cittadino che si è fidato e l’ha votato…e che si sentirebbe come se un amico l’avesse rinnegato e tradito”
art.di Maria

 

Fra gli eventi di questa memorabile giornata[1], credo che il posto d’onore spetti alla dichiarazione di voto dell’on. Di Pietro. Chi non l’avesse vista, o desiderasse rivederla,trova il link, grazie a una nostra gentile lettrice, nella rubrica Oggi i lettori di Bice consigliano oppure direttamente da questo link.

Non commento il tema strettamente politico, dico soltanto, e con la maggiore imparzialità possibile, che quello cui abbiamo assistito è un brutto spettacolo.

Una nazione nella quale, in Parlamento, si possano lanciare accuse di questo genere, spiazzanti, demolenti, vergognose e infamanti, è sicuramente una nazione in difficoltà, con una classe politica lontana dall’etica e lontana da ogni ritegno, dove i colpi bassi, anche i più bassi, non vengono risparmiati, che le accuse siano motivate o siano false.

Ma se il 29 settembre non è stato un bel giorno per la democrazia italiana, sicuramente il giorno peggiore, che mi auguro non arrivi mai, sarebbe quello in cui venissero davvero confermate tutte quelle accuse, confermati tutti i reati.

Sarebbe davvero un brutto giorno non per il protagonista, ma per il cittadino che si è fidato, che  l’ha votato…e che si sentirebbe come se un amico l’avesse rinnegato e tradito.

All’agguerrito e tracimante Di Pietro,mi permetto di dare il consiglio amichevole di tenere sotto controllo l’ira, dopo i sessanta nuoce alla salute perdere le staffe in quel modo; sempre sullo stesso tema sanitario, aggiungo che reiterare sempre gli stessi insulti, senza prendere provvedimenti, almeno lui che può prendere provvedimenti, confina con la  patologia.

Mi chiedo, se sa quel che dice, come possa ogni giorno entrare in Parlamento, senza opporsi (oltre che con le parole) per salvaguardare  la dignità di quell’aula, la legalità, la giustizia e, soprattutto, salvaguardare il diritto dei cittadini ad essere governati, non raggirati e ingannati.

Tengo famiglia, quindi lascio a D’Annunzio le inarrivabili arguzie sui fanti,siano essi  lesti, alati o fur[2] ma, citando Cicerone, dico a Di Pietro che anche permettere un reato è una colpa[3] .

E, ancora una volta, si vede quanto sia importante dire la verità o la menzogna.

Per questo mi sento di dire che non sono per nulla d’accordo con il lettore che scrive… “C’e’ di peggio dei bugiardi al mondo, di molto peggio[4]  Rispetto le sue idee ma  io, senza tanti complimenti, avrei una cura per i pallonari che rovinano le persone, con la diffamazione, la calunnia, i pettegolezzi malevoli, degni di qualche bassa sguattera, e non di ultrasessantenni normali, almeno all’apparenza.

Li spedirei all’Inferno dantesco, dove i bugiardi sono indicati come Falsari della parola.

Qui, per la legge del contrappasso, in questo caso contrappasso per analogia, i falsari della parola (contapalle) sono sfigurati da malattie schifose e ripugnanti: come in vita sfigurarono in vario modo la realtà, all’Inferno scontano la loro pena eterna, sfigurati da febbri terribili (con pustole e
cose simili, mi sembra molto giusto).

E, a proposito del “c’è di peggio”…sempre scomodando Dante, e la sua suddivisione dell’Inferno, secondo l’Etica Nicomachea, che colloca i peccatori,via via, sempre più in basso, per gravità crescente, dico al gentile lettore, indulgente con i bugiardi, che i mentitori sono sistemati tutt’altro che bene. Sono, infatti, giù giù, nell’ VIII cerchio, X bolgia, con altri loro pari, sempre falsari, che in vita falsificarono denaro, cose, persone.

Non dico nulla di nuovo, sicuramente annoierò qualcuno, ma definire “falsari della parola” i bugiardi, oltre che essere amara verità, è alta, inarrivabile poesia.

Tornando a volare basso, direi pure raso terra, dato l’argomento, forse pecco di ingenuità, ma dico che il dovere di Di Pietro, se è certo di quel che dice,e che non corre certo il pericolo di essere preso per un visionario,  sarebbe quello di riferire le sue accuse,(ancorchè formulate non proprio con educazione e con eleganza) ai magistrati.

In caso ciò non accadesse, di sicuro qualche altro sviluppo dovrebbe esserci, ma di segno opposto, ossia qualche azione contro di lui: non è una cosa che possa passare sotto silenzio questa. Qualunque idea politica si abbia, uno spettacolo simile umilia le coscienze, non soltanto le nostre di cittadini, ma anche quelle di ciascun nostro rappresentante.

Sono sempre più convinta che la politica dovrebbe essere fatta non per lavoro, ma per passione, non per trarne vantaggio, privilegio, vendetta, ma per spirito di servizio.

E, un’altra cosa, che non so se si usi: un richiamo, una reprimenda, da parte del Presidente della Camera, magari una nota scritta, da leggere ad alta voce, Di Pietro la meriterebbe, per aver abbassato il tenore del dibattito a profondità abissali.

 

           Maria


[1] 29/9/2010 La questione di fiducia posta da Berlusconi sulle dichiarazioni programmatiche

[2] Memorabili le parole dell’Immaginifico, indipendentemente dal giudizio politico e storico. A Mussolini, che incontrandolo con alcuni gerarchi, lo aveva apostrofato “”Salve, alato fante“” rispose: “”Salve, o lesto fante“” e rivolto ai gerarchi: “”Fur fanti anch’essi?””.( D’Annunzio )

[3] “Vi sono, poi, due tipi d’ingiustizia: l’uno è di coloro che fanno una offesa; l’altro, di quelli che, pur potendo, non la respingono da quanti la subiscono”.( Cicerone )

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