Seduta dalla parte del torto

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[( Questa è la risposta di Maria al post Sassolini e pensieri    emmeci  27/02/2009 19.24 da

I commenti agli articoli: prima pagina Rettifiche e congratulazioni) la redazione ] 

 

Mi piace, proprio perché usiamo un mezzo così moderno, avvalermi del consueto “Caro Emmecì,  le rispondo con piacere” e accolgo l’invito al confronto.

Per quanto, presumibilmente, io porti un  numero di scarpa assai inferiore rispetto a quello delle calzature del Nostro…ciò non impedisce che, talvolta, non troppo inspiegabilmente, vi finiscano sassolini fastidiosi, talvolta appuntiti al punto da diventare dolorosi.

Per questo, ma non solo per questo, ribadisco il diritto, e il dovere, che ciascuno di noi, eccelso o miserrimo che sia, intellettualmente parlando, ha di esternare le proprie idee.

Molte cose mi fanno orrore, fra queste il silenzio tra le persone, il silenzio che preclude  l’accesso ai pensieri, che sbarra le porte della mente, che isola.

Naturalmente non si può sempre parlare dell’immortalità dell’anima, si può e di deve parlare anche della viabilità, o dei parcheggi, o delle sovvenzioni comunali, o degli scioperi, o della recessione…Tutto, a mio avviso, ha la stessa dignità, ma, soprattutto, nulla è inutile.

Disprezzo, e mi permetta di usare questo termine crudo, chi si arroga il diritto di valutare ciò che è interessante e ciò che lo è meno, in base alla propria miope visione dell’esistenza.

Detto questo,  Le tendo, ancora una volta, idealmente la mano, consapevole che a dividerci è una distanza maggiore di quella geografica. Le tendo la mano chiedendoLe  di non giudicare, come con una certa imprudenza ( e mi fermo qui)  ha fatto tempo addietro, ciò che dirò.

E’ molto facile ironizzare su chi, mettendosi in discussione, fa affermazioni scomode, come quelle che fa Ugolino, scomode e che prestano il fianco, per la loro forma, irruenta (e talvolta alla “savonarola”) alle critiche e all’irrisione.  In democrazia tutto è accettato. (Quasi tutto)

Ma tacciare di malafede e di intolleranza semplicemente chi non la pensa al nostro stesso modo, mi scusi caro Emmecì il bisticcio, è da persone intolleranti e in mala fede.

Mi scuserà la “simpatica” Chiara Mente, se la ignoro, ma intendo confrontarmi esclusivamente con i pensieri del Conte.

Non ho la statura morale di Ugolino ma affermo con umiltà, e allo stesso tempo con determinazione, che la penso allo stesso modo e che non riconosco ad un padre il diritto di fare ciò che il signor Englaro ha strenuamente  chiesto e ottenuto fosse fatto alla figlia.

Come lo chiama Lei, caro Emmeci, l’accaduto? Sospensione di inutili cure? Scelta dignitosa? Esecuzione di un protocollo medico?

Io non uso l’espressione “omicidio volontario” anche se, in queste ore, Peppino Englaro è indagato proprio per questo motivo, e con lui l’equipe medica.

No, io non uso queste parole, tantomeno  Le dico che  Lei è cinico, o senza cuore. Lei ha tutto il diritto di condividere e approvare ogni cosa.

Ma, nella grande liberalità, nella tolleranza che, mi scusi l’improntitudine, sembra appartenere solo ed esclusivamente a chi la pensa come Lei, riconosca il diritto di esistere anche per pensieri che si discostano profondamente dal Suo.

Per quanto La facciano sorridere, e Le facciano mettere fra insultanti virgolette le mie parole, ribadisco ciò che, nella mia  Lettera al papà di Eluana ebbi a dire: nulla e nessuno mi farebbe lasciare la mano di mia figlia addormentata.

Anche se la mia vita sarebbe una non vita. Anche senza speranza, non smetterei mai di sperare.

Per dirla con Brecht, sono consapevole di essere seduta dalla parte del torto, dato che i posti migliori, quelli della razionalità, quelli della scienza, quelli del diritto a scegliere come morire, sono tutti occupati.

Ma non potrei fare altrimenti.

Quindi, anche se usiamo altri termini, in questo senso io condivido ciò che Ugolino scrive, coraggiosamente esponendosi in prima persona alle critiche, opponendosi al pensiero dominante.

Quanto alla poltrona da “onorevole” (che parola assurda,  quasi quanto quella di “avvocato”!) dicevo, quanto alla poltrona da “onorevole”, spero solo che non sia vero.

Perché se fosse vero, avrebbe  ragione chi definisce  Peppino Englaro come uomo che  soffre e che s’offre…magari al PD, chissà.

Staremo a vedere. Potrebbero essere solo insinuazioni. Ma non le ritengo cose importanti, tutt’al più una forma come un’altra di sciacallaggio politico e  una inopportuna maniera di mettersi in mostra da parte di Englaro.

Sempre a mio parere.

E, sempre perché usiamo un mezzo così moderno, chiudo con uno scontato escatollo:

al piacere di rileggerLa.

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