Secondo appuntamento del ciclo “La guerra, le guerre. Pensieri sull’esperienza umana”

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Secondo appuntamento del ciclo “La guerra, le guerre. Pensieri sull’esperienza umana”

 

Sabato 27 giugno 2015, alle ore 21,00,in Piazza dei Contrari della Rocca di Vignola, si svolge il secondo incontro del ciclo “La guerra. Le guerre. Pensieri sull’esperienza umana” , promosso dalla FondazionediVignola e curato da Claudia Baracchi, con la collaborazione di Roberto Alperoli. 

L’incontro è all’insegna della musica, delle canzoni storiche e dedicate alla Grande Guerra.  E’ intitolato “Il testamento del Capitano” : un concerto e un percorso d’autore nelle canzoni della Grande Guerra e vede come protagonista il cantautore, musicista e scrittore-poeta Massimo BUBOLA (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, armonica e dobro),  con i musicisti Enrico Mantovani (chitarra acustica ed elettrica, mandolino, pedal steel), Thomas Sinigaglia (fisarmonica, coro), Lucia Miller (voce, autoharp), Alessandro Formenti (basso elettrico, contabbasso e cori) e Virginio Bellingardo (batteria e percussioni). 

L’ingresso è libero, aperto a tutti

 

    MASSIMO BUBOLA

IL TESTAMENTO DEL CAPITANO

Un Concerto e un percorso d’autore

nelle canzoni della Grande Guerra

Foto scattata sul Passo dello Stelvio nel novembre 1916 (gentilmente concessa dal “Museo Storico italiano della Grande Guerra”)

 

Massimo Bubola è tornato con la primavera del 2014 a una delle sue grandi passioni: il folk e le canzoni della Grande Guerra con l’album “ Il Testamento del Capitano”” proprio nel centesimo anniversario dell’inizio del conflitto mondiale. Questo è il suo secondo album di studio dedicato a questo sentito argomento dopo “Quel lungo treno” del 2005.

Anche questo nuovo lavoro ha abbracciato canzoni storiche e brani inediti, scritte da uno dei massimi autori italiani.  

Massimo Bubola, dunque, nel suo lavoro di ricostruzione storico-filologica di quel repertorio, riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo stile di scrittura, di canto e di produzione, legati al folk-rock elettroacustico di cui Massimo è maestro e precursore in Italia, fin dagli anni settanta, grandi brani tradizionali come Era una notte che pioveva, Monte Canino, Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul Ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta,  Ponte de Priula, Il disertore e Adio Ronco e propone anche sue nuove composizioni, che nei testi riprendono i temi della Grande Guerra e musicalmente ripercorrono le belle melodie (con vibranti punte nell’elettrico e dolcissime escursioni nell’acustico) con brani come Rosso su Verde, Noi veniàm dalle pianure, Neve su neve, Da Caporetto al Piave, Vita di trincea.

In questo grande concerto l’intuizione e l’intenzione di Massimo  Bubola è quella di riportare alla visione individuale un antico repertorio corale. Questo fa senz’altro di Bubola un innovatore di respiro internazionale e copre una tappa significativa nella salvaguardia di una parte rilevante del nostro folk e delle radici musicali e letterarie del nostro paese, rivisitato con la sensibilità e l’esperienza di un grande autore (scrittore tra l’altro di ballate popolari come Volta la carta, Il cielo d’Irlanda, e Don Raffaè) con il suo ormai ventennale gruppo la Eccher Band, in uno spettacolo dal forte impatto emotivo e ricco di nuove-antiche passioni e ulteriori chiavi di lettura.

Nello spettacolo ci sarà spazio anche per i suoi grandi classici legati alle tematiche della Guerra come “Fiume Sand Creek”, “Andrea”, “Quello che non ho”.

 

L’INQUADRAMENTO STORICO E LE FONTI LETTERARIE

Massimo Bubola introdurrà le canzoni e coglierà l’occasione per un inquadramento storico antropologico della Grande Guerra, parlando di molti aspetti: dai trasferimenti, alla vita di trincea, delle paure, dei sentimenti, delle lontananze, e delle malinconie dei soldati, usando un linguaggio semplice, ma fortemente emotivo, illustrando il grande e drammatico scenario per raggiungere anche un pubblico di neofiti e con scarsa conoscenza di quegli eventi.

Massimo Bubola reciterà inoltre sue poesie e suoi brevi racconti legati alla Grande Guerra

 

Il ciclo “La guerra. Le guerre. Pensieri sull’esperienza umana” a cura di Claudia Baracchi, con la collaborazione di Roberto Alperoli  si propone di approfondire e sviluppare  alcune tematiche relative alla Prima Guerra Mondiale. Infatti, come sottolinea la Prof.ssa Claudia Baracchi “ nell’anno in cui in Italia si moltiplicano le iniziative di carattere commemorativo dedicate alla prima guerra mondiale, proponiamo una più ampia riflessione sul tema del conflitto. In una serie di appuntamenti (compresi tra il 15 giugno e il 21 ottobre 2015), si intrecceranno gli sguardi di diverse discipline: dalla filosofia alla psicanalisi, all’antropologia, all’archeologia, passando per il mito, le arti, la politica, la spiritualità. L’obiettivo-missione è di illuminare il conflitto nelle sue radici e nelle sue molteplici declinazioni (la guerra, le guerre). La guerra è  storicamente tanto pervasiva da sembrare ineliminabile ed essenziale per comprendere l’umano. Se sia così o meno resta però da vedere. L’approfondimento del tema della guerra, dunque, riguarda anche la possibilità di pace a venire.  In proposito , sarebbe opportuno ricordare quanto è stato anche recentemente scritto. Precisamente “quando comincia una guerra la prima vittima è la verità, la seconda la donna”  vittima di fame, molestie, violenze e vendette (Giampaolo Pansa); “la guerra giusta è stata superata dal Concilio Vaticano II, che intese ogni atto bellico come delitto contro Dio oltre che contro la stessa umanità (Gaudium et Spes), tuttavia nella stessa costituzione pastorale si nota “la guerra non è purtroppo estirpata dalla condizione umana  “  Per Papa Benedetto XV, Giovanni Paolo II  e Papa Francesco (che denuncia il pericolo della terza guerra mondiale a pezzett) “La pace è il futuro” .

Uno dei primi e grandi giornalisti  (  corrispondente di guerra) e scrittori  (“Scarpe al sole” e con il disegnatore-umorista Giuseppe Novello “ La guerra è bella, ma è scomoda” )  e combattente come alp
ino,
che hanno scritto di guerra e di guerre, denunciandone l’assurdità, è il modenese Paolo Monelli, che dovrebbe essere rivisto, riscoperto e valorizzato.

 

La curatrice del ciclo “La guerra. Le guerre” è  Claudia Baracchi , Professore di Filosofia Morale all’Università di Milano-Bicocca; docente a Philo-Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche ; fino al 2009 professore di Filosofia Antica alla New School for Social Research di New York.  E’ membro fondatore della “Ancient  Philosophy Society” e studiosa di pratiche meditative. Fa parte della “Società di Analisi Biografica a Orientamento Filosofico” (SABOF). Tra i suoi saggi, ricordiamo “L’architettura dell’umano. Aristotele e l’etica come filosofia prima (del 2014)

Il prossimo incontro del ciclo “La guerra.Le guerre” si svolge mercoledì 12 agosto 2015 , in Piazza dei Contrari della Rocca di Vignola, protagonista Valerio Massimo Manfredi ed ha come titolo-argomento “La guerra di Troia” 

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