Seconda candelina!

Condividi su i tuoi canali:

Il 18 ottobre 2005 usciva il primo numero d Bice. Per questo secondo compleanno saranno molto graditi i vostri auguri che vorrete inviarci e nel frattempo propongo di scambiare fra di noi qualche chiacchiera

 

Tutte le cose erano insieme; poi venne la mente e le dispose in ordine””. Anassagora (499-428 a.C.)

 

“Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.”” Bertrand Russell (1872-1970)

 

“”Possiamo ritenerci liberi solo se tutti lo siamo. Anche un solo assente all’appello mattutino fatto ai liberi e forti ci rende una comunità meno giusta.” anonimo

 

Per questo anniversario ho rimesso in ordine la mio tavolo di lavoro ma mi è mancato il tempo per ricollocare queste tre frasi al proprio posto, Conto di rimediarvi al più presto.

 

Dunque dicevamo due anni fa il primo numero nel quale tra le altre si leggeva

 

Debutta oggi da Bice si dice , foglio elettronico di informazione.

È una piazza, senza barriere all’accesso e senza ticket da pagare, (quindi un sito completamente gratuito), nel quale tutti possono aprire la propria bancarella ed offrire ai visitatori il proprio assortimento di idee. Poi ciascuno potrà valutare chi, sul mercato delle idee in questo luogo, offre “”merce”” di prima scelta e chi al contrario solo patacche!

Confrontarsi vuol dire parlarsi: Vi sembra poco?

Quindi da Bice si dice vuole essere un mezzo di comunicazione per approfondire problemi importanti (a volte nascosti) della provincia e della nostra città – per creare le condizioni per un dibattito sereno e ampio tra posizioni diverse – per riconoscere il diritto di parola a coloro che di solito non riescono a farsi sentire pubblicamente – a promuovere un ulteriore modo corretto di fare informazione

 

Ci sentiamo di poter affermare di aver mantenuto questa impostazione

Abbiamo dato la parola a chiunque l’abbia chiesta; abbiamo cercato di mantenerci pluralisti, facendo di questo il nostro fiore all’occhiello; abbiamo mantenuto l’imparzialità nonostante qualcuno ci tirasse per la giacca e abbiamo mantenuto un certo riserbo anche di fronte a certi atteggiamenti che non ci convincevano.

Per esempio ci sorprende ancora certo laicismo modenese. Ci si riferisce alla facilità con la quale la classe dirigente modenese si macchia di peccati di omissione, proprio mentre dichiara di volere identificarsi con le sue radici cristiane. (Invito don Petronio Zamberlucco ad illustrarci ed ad illuminarci di quanto sia grave per un cristiano il “peccato di omissione”.)

Ritengo perdonabile l’omissione di non farci pervenire gli auguri da parte delle altre testate (giornali,radio e tv locali) mentre giudico invece molto grave “l’omissione” di molti politici o membri eletti a ricoprire ruoli istituzionali, di confrontarsi sempre e comunque con la città

Il soldato Jean Paul ha diritto di essere riconosciuto e rinfrancato personalmente dal generale Napoleone, ma qui si tratta di cose ancora più serie. La politica, il potere che si esercita in un paese civile e democratico è servizio alla comunità, è ascolto non solo delle masse che lo votano, ma anche attenzione ai pochi o ai singoli che li criticano.

Mi rivolgo alla classe dirigente che governa questa città e questa provincia: in qualità di persone preparate ed intelligenti la verità, la strada maestra va ricercata continuamente e questo non si fa solo lavorando strenuamente, nelle vostre stanze, ma confrontandosi con i diversi…

Bice ascolta anche voi con piacere …e a ricordo di questa seconda candelina faccio omaggio ad ognuno di voi del contenuto di colore rosso. Mi auguro lo teniate sui vostri tavoli: è una riflessione di un filosofo che teorizzava il potere come motivazione e come molla condizionante le azioni umane.

 

“Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa non e’ affatto una prova che non sia completamente assurda.””  Bertrand Russell (1872-1970)

 

Poi la premessa così continuava:

 

Nelle intenzioni di chi lo ha realizzato, c’è quella di voler fare di “ da Bice si dice” un’occasione per intensificare scambi di vedute, perplessità e convinzioni, culturali e politiche, tra la gente del modenese, per lanciare idee e progetti, per richiamare l’attenzione sui nostri  ambiti più vitali e innovativi.

Chi lavora a questo progetto si propone di essere obiettivo, anche se è sempre difficile esserlo.

Vuole essere onesto nella critica e geloso della propria indipendenza.

 

A volte la difesa delle prerogative di indipendenza e di libertà ha dei costi: la solitudine.

Ne sa qualcosa il direttore Antonio Mascolo che salutiamo e che vede la Gazzetta di Modena messa in quarantena dalla locale Confindustria. Anche Bice ha subito lo stesso trattamento da due dirigenti di un grande partito che parla delle “Libertà”

Oggi approfitto di questa festa al nostro interno per fare l’impertinente: “”Egregio dott. Vittorio Fini , presidente di Confindustria di Modena,  confermo il grande piacere che avrebbe Bice, come a suo tempo le dissi personalmente, di  ospitarla nelle “Interviste (im)possibili” per la quale avrei pronta la prima domanda da sottoporle.

Pur tuttavia ritengo un errore la decisione presa nei confronti di un quotidiano modenese, anzi da impertinente, Le dico che sta sbagliando!

Ma prima di spiegarle dove, secondo me, sta sbagliando, mi permetta di appagare la curiosità di coloro che vorrebbero sapere il contenuto della prima domanda che Le sottoporrei nel caso mi concedesse l’opportunità di intervistarla. Eccola: “Dott. Fini, Lei deve invitare a cena una di queste persone dovendo scegliere tra Demi Moore, Sharon Stone, Monica Bellucci e Jennifer Lopez. Chi inviterebbe e poi,  quali piatti  e  quali vini sceglierebbe per l’occasione? Risposta difficile, ma non per l’imbarazzo della scelta, ma per una motivazione molto più seria: le tre escluse dal suo invito si sentirebbero molto offese fino ad arrivare, probabilmente a toglierle il saluto.

Sono convinto che un presidente di Confindustria saprebbe come cavarsela, perché a lui affidiamo il compito di risolvere i problemi e non di sfuggirli.

Lei mi dà sicurezza, non mi può trasmettere incubi , timori e paure. Se si può permettere di usare queste chiusure con un testata importante quale La Gazzetta, noi di Bice, che a confronto siamo granelli, cosa potremmo aspettarci se facessimo uso di troppe critiche a Lei rivolte?

Mi  aspetto che Lei sia in grado di superare, rintuzzare, e poi eventualmente anche vincere, tutte le critiche della stampa: una dote ben più grande di quella che preferirebbe, per comodità, vietarle.

Per questo consegno il pensiero verde “”Possiamo ritenerci liberi solo se tutti lo siamo. Anche un solo assente all’appello mattutino fatto ai liberi e forti ci rende una comunità meno giusta.” ad Antonio Mascolo e a Lei presidente Fini: una consegna che sembra improponibile offrirla alla pari contemporaneamente ad entrambi oggi  divisi da nette contrapposizioni. Invece siete due persone capaci ed intelligenti per capire che si può fare!

Scusate l’impertinenza””.

Ritorno nei ranghi!

 

Alla fine la presentazione del primo numero così concludeva:

 

Toccherà a voi, lettori, essere giudici della nostra coerenza, magari rileggendoci a distanza di qualche mese.

Sicuramente, però, prima ancora che giudici, la redazione vi vorrebbe collaboratori, protagonisti del progetto da Bice si dice , con i vostri contributi, lettere, idee, aspettative, con la vostra voglia di esserci, di discutere, di essere comunità in dialogo .

 

La comunità, ovviamente una sua parte, in questi due anni ha risposto a questa sollecitazione.

E’ sufficiente immergersi nell’archivio di Agorà, o basterebbe per i più fortunati o attrezzati ritrovare anche qualche “commento”, per apprezzare scritti con contenuti sicuramente pregevoli!

A tutte queste “persone” Bice manda i suoi ringraziamenti. Grazie per la vostra ricchezza interiore che mettete disinteressatamente in comune e a disposizione di tutti i lettori. A voi, idealmente spetta la consegna dell’ultimo pensiero.

Quello di colore nero, lo stesso della lavagna della quale ci servivamo – da alunni – per arricchire le nostre menti.

A voi , alle vostre sensibilità è riservato questa considerazione che viene dall’antica Grecia: “Tutte le cose erano insieme; poi venne la mente e le dispose in ordine””.

 

Come in certi casi si usa dire da queste parti

 

“Al piacere di rileggervi sempre più numerosi”

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Gettare il sasso e nascondere la mano…

È un copione assai noto: c’è chi lancia pubblicamente un metaforico sasso, offendendo, insinuando, accusando… in modo voluto e inequivocabile, qualcuno e poi, vigliaccamente, nega

Appunti sulle Amministrative

ASTENSIONISMO All’appello dei votanti manca la metà degli aventi diritto… e stiamo parlando di votare per la propria città, non solo per la lontana Europa.