I manifestanti di Milano, come viscide serpi, hanno lasciato per terra la “”muta””...sono usciti dalla loro pelle, composta da abiti neri, passamontagna, maschere a gas, caschi… e hanno lasciato anche altri oggetti, tipici dei manifestanti “”pacifici””, quali mazze, bombolette spray, fumogeni. Nei giorni seguenti, tutti hanno fatto a gara per convincerci che è andato tutto bene, che la strategia di “”lasciar fare”” ha funzionato, anche se i “”teppistelli”” manifestano il loro dissenso incendiando automobili di innocenti cittadini, devastando vetrine , imbrattando muri, fracassando persino fioriere e altro arredo urbano. Cose da nulla, insomma.
Mentre Milano era devastata da pagliacci incivili, poco lontano si svolgevano le solenni cerimonie di inaugurazione dell’EXPO, autoincensatorie, grondanti ottimismo, stucchevoli fino all’intollerabile, prive di senso del ridicolo. Rimarrà nella Storia, non fosse altro che per quel l’Inno “”rivisitato”” che, nonostante l’inaudita modifica del testo, “”siam pronti alla vita””… era arrangiato come una deprimente marcia funebre. E , ancora, nel frattempo, ripartiva il carrozzone della “”Festa dei lavoratori””, autocelebrativo, compiaciuto, fazioso…per il quale i lavoratori dovrebbero riconoscersi solo nelle note di Bella Ciao, nelle bandiere rosse e nei migranti, ai quali la ricorrenza quest’anno è dedicata. … E tutti gli altri, quelli ai quali del comunismo, del fascismo, di ogni altro “”ismo”” possibile e immaginabile non può importare meno, quelli che non appartengono a fazioni, a gruppi e partiti, ma sono solo italiani, solo lavoratori, non contano nulla.
Uno dei tanti esempi di divisione di questo nostro disgraziato paese, diviso nettamente, fra la realtà, amara, allarmante, tragica, fallimentare, della violenza, delle imprese fallite, dei negozi chiusi, del tasso di disoccupazione al 13%, del debito pubblico astronomico… e il mondo parallelo dei politici compiaciuti enunciatori di inesistenti riprese economiche, inauguratori di faraonici eventi il cui vantaggio è tutto da dimostrare, instancabili e ilari millantatori di credibilità internazionale.
Come se non fosse abbastanza… chi ci governa, fra un’ autocelebrazione e l’altra, fra un’inaugurazione e l’altra, procede, imbattibile e invincibile, cambia regolamenti e leggi, a colpi di “”fiducia””, ottenendo ironici lanci di crisantemi, per il funerale della democrazia. Alcuni non ci trovano nulla di strano, Presidente della Repubblica in testa, dato che non si sogna nemmeno di commentare l’inarrestabile cammino di Renzi sulla strada delle predette riforme, indifferente al dissenso delle altre parti politiche. Molti, invece, come i lanciatori di crisantemi di SEL, sostengono che, così, muore la democrazia. Staremo a vedere. Se son crisantemi, purtroppo, fioriranno.
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Presento il numero on line da oggi:
Per non dimenticare dell’ Avv. Gian Carla Moscattini
Ed ora, quando tutto il mondo ci guarda, nella città dell’EXPO da cui dovrebbe ripartire la nostra economia, dove dovremmo far venire turisti da ogni dove, proprio in occasione della sua inaugurazione, “”black bloc”” realizzano il loro spettacolo.
A Milano vincono la violenza e l’anarchia... di Massimo Nardi
…a Roma, a colpi di fiducia, passa la nuova legge elettorale che limitera’ molto la democrazia.
Santa madre americana di Alex Scardina
Una madre, mentre a casa guarda la tv riconosce il proprio figlio che, durante una manifestazione, mentre scaglia pietre contro la polizia : raggiunge il luogo degli scontri e comincia a dargliele di santa ragione, in diretta nazionale prima, in mondovisione youtube dopo.
Uno, nessuno e centomila Welles di Francesco Saverio Marzaduri
“”…come sempre accade quando si vuol riparlare di un mito, il cui nome basterebbe a protrarre la sequela di leggende che gli si costruiscono intorno, ugualmente viene necessario dissertare di questo mito.””
Festa del 1° Maggio ai tempi della crisi di Alberto Venturi e Gianni Galeotti Proprio alla Festa del Lavoro, quando notizie sempre più desolanti arrivano in tema di disoccupazione, sono dedicate le riflessioni nella rubrica Opinioni a Confronto di questa settimana.
La Sindone di Roberto Armenia
Venerdì 8 maggio 2015, la Sacra Sindone, il telo misterioso che, da secoli, non cessa di stupire, presentato e raccontato al “Club La Meridiana”
Hello Afrika di Eugenio Benetazzo
Questa canzone denunciava già nel 1991 come la Nigeria, nonostante fosse un paese ricchissimo era caratterizzato da di questo stato di povertà strutturale dovuto anche agli stessi nigeriani che permettevano lo sfruttamento impunito della nazione a favore di pochi eletti e delle grandi corporation occidentali
Auguro a tutti voi buona settimana e buona lettura del n. 467-130