Se la coerenza è in ferie anche il fondoschiena è una colpa

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""Il Libano non è un Paese in guerra civile e la Germania non può aprire le sue porte a tutti i rifugiati. La Germania non può accogliere tutte le persone che arrivano dai campi profughi e per questo alcuni dovranno tornare indietro."" Per questa  frase Angela Merkel è finita in pasto alla stampa e alla Rete, fatta oggetto delle critiche più feroci e delle allusioni anatomiche più impietose.

In questo periodo chi ha potuto permettersi qualche giorno di  vacanza, di divertimento o  anche solo di  meritato riposo, viene  descritto come una persona fortunata…  Certo, rispetto a chi, per motivi economici di salute, o anche solo perchè non è nello stato d’animo vacanziero, se ne resta in città, a meditare sui suoi problemi che il caldo torrido non   contribuisce a migliorare.
Innumerevoli problemi,  dei singoli e della società, con notizie che rimbalzano, in tempo reale, da una parte  all’altra del globo, sono fonte di grande apprensione e condanna.. Sicuramente, la settimana appena trascorsa verrà ricordata anche per  l’enorme  peggioramento della situazione “”immigrazione”” in Italia.  Clandestini imposti, in numero  di cento e oltre, in condomini  …. assoluto disaccordo fra  ordini perentori dei Prefetti e  risposte dei Sindaci esasperati… che apprendono solo all’arrivo, che  il comune da loro amministrato  ospiterà altri “”migranti””. A nulla, fino ad ora erano servite  le proteste dei primi cittadini e degli abitanti, ma, per la prima volta, a Quinto di Treviso qualcosa è cambiato. Le proteste da parte degli abitanti ormai sfiniti, impauriti, preoccupati, delusi, si sono concretizzate in una vera e propria rivolta, arrivando ad impedire il trasporto all’interno dello stabile di masserizie e altro, necessari alla permanenza dei “”migranti””, proseguendo con le notti, trascorse in tenda dai condomini, mentre gli immigrati dormivano all’interno dei 23 appartamenti requisiti. Tutti  a dire, bene, bravi, adesso hanno passato il segno, gli italiani sono penalizzati,  le discriminazioni sono a nostro sfavore, non possiamo accogliere, tutti, non ce la facciamo più…etc. etc.

Quasi contemporaneamente,  si è svolto in  Germania un incontro fra la cancelliera Merkel e   alcuni profughi in attesa di regolarizzare la loro posizione.

Fra  i presenti una bambina palestinese, da quattro anni fuggita da un campo profughi in libano e residente in Germania con i genitori, ha detto che vorrebbe rimanere per studiare e realizzarsi  La cancelliera le ha risposto così:

“”Il Libano non è un Paese in guerra civile e la Germania non può aprire le sue porte a tutti i rifugiati. La Germania non può accogliere tutte le persone che arrivano dai campi profughi e per questo alcuni dovranno tornare indietro.””

La bambina è prontamente scoppiata a piangere, si aspettava un applauso e una risposta diversa, sicuramente.

Da   subito, l’autrice della frase è finita in pasto alla stampa e alla Rete, fatta oggetto delle critiche più feroci e delle allusioni anatomiche più impietose. Come se le dimensioni del suo fondoschiena costituissero in qualche modo un’aggravante, rispetto alle sue parole. Non mi piace la Merkel, ma non riesco a capire che cosa abbia detto di sbagliato. Ha detto  quello che i nostri governanti avrebbero dovuto dire da tempo, quello che, da qualunque parte si guardi alla questione “”Immigrazione”” tutti dovrebbero dire, con onestà intellettuale. E, invece, gli stessi che hanno detto bene, bravi, bis… ai cittadini di Quinto di Treviso, opponendo le stesse ragioni,  sono diventati gli inferociti  critici e impietosi detrattori di Angela Merkel.  Incomprensibile, non riesco a capire nulla se non prendere atto che anche  la coerenza deve essere  in ferie. E, assai disonestamente, quando qualcuno non ci va a genio, per qualsiasi motivo,  tutto ciò che dice è sbagliato e anche le misure generose del fondoschiena sono una  grave colpa. Anche la serietà, decisamente, è in vacanza.

 

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Presento brevemente il numero on line da oggi. Vi ricordo che, come sempre, i titoli in grassetto sono link diretti agli articoli rispettivi. Questo per rendere più agevole la consultazione di Bice anche a chi ha molta  fretta.

Finalmente!    di Massimo Nardi

Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome! La Sinistra della liberta’, buonista, dell’integrazione a tutti i costi c’e’ riuscita. A Casale San Nicola, i primi scontri fra italiani, per persone che fra qualche anno ci taglieranno la gola.

E non chiamateli profughi    di Paolo Danieli

C’è la responsabilità di chi ha deciso di spalmare gli immigrati su tutto il territorio nazionale facendo decidere ai Prefetti,sulla testa dei cittadini. Ma, soprattutto, c’è la mentalità dell’accettazione passiva dell’invasione con il ricatto della compassione, cui un popolo culturalmente evoluto come il nostro è particolarmente sensibile

Il futuro governo degli algoritmi       di Diego Marchiori

 

Siamo di fronte a qualcosa di davvero inedito per la storia dell’umanità, che pone degli interrogativi etici ai quali la scienza pare non voglia dare risposta, e soprattutto non voglia darsi limiti e la ragione politica sembra inibita. Il problema morale è sempre la ricerca di una risposta alla domanda di fondo: perché l’uomo sbaglia, commette errori? E come porvi rimedio?

Consigli di lettura  di Roberto Armenia

In questo periodo in generale si ha più tempo per dedicarsi ai propri hobby… fra questi, la lettura.  Ogni settimana, fino alla pausa estiva, Bice consiglierà buoni libri, con particolare attenzione alle opere e agli scrittori   che ha ospitato  nelle sue pagine e delle cui opere ha curato la recensione.

Con questo numero, Bice   osserva un breve periodo di pausa,  come ogni anno.  Ritornerà regolarmente  on line  martedì  25 agosto. Verranno comunque sempre aggiornati i commenti e le notizie in Agorà.

Ai lettori   che sono in vacanza auguro giorni  felici e possibilmente meno torridi.

A tutti, buona settimana e buona lettura  del  478-141

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