Se a Modena ci fosse il mare…

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Critica al contenuto dell’articolo di Gabriele Morelli veicolato anche su Fb. che sollecita i modenesi a scrivere tutto quello che non va a Modena e provincia. art. di Dieffe

 

 

 

Meritano rispetto le opinioni espresse nell’articolo di Gabriele  Morelli del 13 agosto 2012 Se Modena avesse avuto il mare …pubblicato su modenacome.com e fatto circolare anche su Facebook  attraverso CambiaMO, noi.

Tuttavia trovo debole se non del tutto inconsistente la strada politica indicata dal Morelli, in questo suo articolo, per cambiare in meglio Modena… e anche i modenesi.

Condivisibile e ormai perfino ovvio è il sottolineare che a Modena urge un generale, profondo e coraggioso ripensamento di se e della sua generale odierna  manifesta incapacità di produrre una innovativa e soddisfacente progettualità politica.

Questa preoccupante realtà investe di conseguenza anche la società civile dalla quale tuttavia si levano le lamentele per questo deteriore stato delle cose. Così si attarda nel trincerarsi in comitati e gruppi di “pura e dura protesta” che ad oggi hanno prodotto, fatto salva, in alcuni casi, l’ottenere  la degustazione del classico ”piatto di lenticchie”, solo l’effetto moltiplicatore nell’attivare il formarsi di nuovi gruppi di rivendicazione. Sollecitare il popolo ad esercitare il suo diritto di denuncia su tutto ciò che ritiene sbagliato è cosa legittima, ma per governare occorrono principalmente delle idee e delle proposte perché senza di quelle ogni sacrosanta lamentela con il tempo diventa pan-sindacalismo.

Il risultato politico non è da poco: la società civile amalgama, ordina, vivifica e si suicida.

Un tragitto che conduce alla desertificazione dei soggetti politici indipendenti dalla forma partito.

La città ha bisogno di un grande ed ambizioso progetto reso credibile da contenuti politici ed amministrativi e un simile percorso, per Modena, non può consistere nella somma di queste richieste – protesta.

Così facendo mentre si cerca una “proposta in grande” per il futuro della città, si ottiene al contrario una riedizione della torre di Babele ove ogni gruppo rivendica come prioritarie la soluzione delle sue denuncie,  contribuendo così ad una confusione di lingue sulle scelte fattibili e sostenibili che conducono solo al peggiore immobilismo.

In questi anni abbiamo assistito al dibattito sulla proposta dell’amministrazione comunale di ristrutturare tre importanti piazze della città. Un fuoco di sbarramento, ai vari livelli, contrario alle ipotesi avanzate, ha dimostrato la totale  incapacità dei “critici-contrari “di fornire nemmeno “uno straccio” di progetto alternativo. Il tutto si è arenato con il  risultato tutto da ammirare cominciando da piazza Roma che ci dice tra l’altro dell’attuale coraggio, dell’amore, della cura e  delle attenzioni che Modena riserva verso i punti più qualificanti  del suo centro storico. 

Siamo chiari: il “che fare” e “dove portare” la Modena di domani non può essere materia da  delegare alla fantasia dei singoli, ma può credibilmente scaturire solo da sperimentate e conosciute  scuole di pensiero vecchie e  nuove.

Può essere solo l’effetto proveniente da una rigoroso studio fatto di ricerche, di analisi che portano a conseguenti proposte politiche e a progetti operative che devono essere poi affidate ad una squadra credibile in grado di risvegliare sia sogni e speranze sia di sapere dare delle risposte di concretezza operativa.

In assenza di questi minimi presupposti non facciamo nemmeno della ginnastica, ma solo dell’inutile movimentismo. Agitiamo delle acque stagnanti illudendoci che così facendo le renderemo limpide, mentre al contrario le intorbideremo ancora di più.

Sono tanti e tali i guasti culturali e politici procurati in questi anni o dalla nostra pigrizia mentale o dal nostro personale tornaconto o dal nostro disinteresse ragionato per la politica, che oggi per ottenere la fiducia ad una proposta di governo necessita mettere in campo sforzi e garanzie straordinari.

Ma per arrivare a questo è preferibile caldeggiare le proposte “politiche” dei vari partiti, dei gruppi, delle associazioni e dei mondi culturali piuttosto della protesta mordi e fuggi attivata per un indistinto insieme di naviganti che sono a dimostrare che internet è un formidabile strumento di comunicazione e di informazione, ma non lo spazio innovativo per produrre  una originale elaborazione  di proposta politica.

 

Dieffe

 

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