Scuola Modena. Cuoghi (FdI): “Famiglie non avvertite, bloccare il cambio di orario all’Istituto di Soliera”

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Due ore in più per educazione motoria nelle quinte classi della primaria: “la dirigente ha deciso senza avvertire il Consiglio di istituto né informare docenti e genitori”

La Regione intervenga per bloccare il cambio di orario alla scuola primaria Sozzigalli e Soliera, entrambe dell’Istituto comprensivo di Soliera (Modena), che prevede la presenza al pomeriggio, una decisione presa dalla dirigente scolastica senza avvertire il Consiglio di istituto né consultare famiglie e docenti. Una scelta che ha provocato disagi alle famiglie.

Lo chiede il consigliere Luca Cuoghi (Fdi) in un’interrogazione in cui si rivolge alla giunta, e in particolare all’assessore Paola Salomoni, per avviare, con il provveditorato di Modena, “con la Dirigente scolastica in oggetto un confronto al fine di bloccare temporaneamente la decisione assunta” procedendo così a una discussione sulle alternative con docenti e famiglie.

La riformulazione degli orari è dovuta all’introduzione nelle classi quinte, da quest’anno, dell’ora di educazione motoria, con personale esperto. Le ore sono aggiuntive rispetto all’orario ordinamentale di 24, 27 e 29, ricorda Cuoghi, mentre rientrano nelle 40 ore per chi è a tempo pieno. “Due ore in più settimanali possono significare davvero tanto dispiego di risorse aggiuntive di cui le scuole, già normalmente, non dispongono” scrive il consigliere.

Inoltre, una circolare ha avvertito venerdì scorso che “i bambini sarebbero rimasti a scuola anche al pomeriggio”. Venerdì, poi, continua Cuoghi “il servizio mensa, normalmente fornito attraverso un appalto dell’Unione Terre d’Argine, non poteva essere garantito. Per questo motivo i pasti del venerdì saranno forniti dall’ARCI di Soliera, senza che le famiglie possano usufruire di sconti legati all’Isee basso o al secondo figlio. E il gestore dei trasporti scolastici si è detto non in grado di assicurare il servizio”.

La modifica del Pof (Piano offerta formativa), conclude il consigliere FdI, è stata bocciata dal Tar perché non concordato con le famiglie, un aspetto che “costituisce lesione del principio del legittimo affidamento in capo ai soggetti che si erano determinati nella scelta dell’Istituto anche in base all’orario vigente”.

(Gianfranco Salvatori)

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