Scuola e Università tra obbiettivi, voli pindarici e molto di altro

Condividi su i tuoi canali:

Ho sposato il pensiero riformatore del presidente Berlusconi.Abbiamo intervistato Francesco Pasquali, Coordinatore Nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia sui temi che inquietano oggi i nostri giovani studenti e non .

Dott. Pasquali, grazie  innanzitutto per aver accettato l’intervista su un tema che ha conquistato le prime pagine della stampa, compresa la prima pagina di  “DaBicesidice”

Vuole presentarsi ai nostri lettori?

 

Sono nato a Roma e dallo scorso aprile ricopro il ruolo di Coordinatore Nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia.Come tanti, anch’io ho scelto di impegnarmi in politica sposando il pensiero riformatore del presidente Berlusconi.

Tra il 2004 ed il 2006 ho avuto il privilegio di occuparmi delle Politiche Giovanili presso il Ministero del Welfare durante la nostra precedente esperienza di Governo. E’ stata un’esperienza davvero entusiasmante che ha accresciuto la mia passione per tutto ciò che riguarda il mondo del lavoro.

Sono iscritto al Rotaract Roma Ovest di cui sono stato Vicepresidente. Sto curando la rubrica “”La Finestra sul Welfare”” che viene ospitata settimanalmente sul quotidiano L’Avanti e collaboro con altre testate on-line tra cui Ragionpolitica.it. Ho contribuito insieme ad altri autori alla stesura di alcuni manuali politici, tra cui voglio sottolineare “”Il Sindacato”” e “”Giù le mani dalla legge Biagi””.

 

L’attualissima iniziativa, “”Liberi di manifestare, liberi di studiare, liberi di contribuire a costruire un’università migliore””  ha destato molto interesse e qualche perplessità. Interesse in chi vede  positivamente il legittimo desiderio di manifestare, ma anche, e soprattutto, il desiderio di studiare e di contribuire a costruire una scuola e un’università migliori. Le perplessità vengono invece da quanti vedono nelle occupazioni e nelle manifestazioni un modo efficace per cambiare le cose.

 

Abbiamo voluto far capire che  il bersaglio delle contestazioni è sbagliato. L’università italiana è ad un millimetro dal collasso, lo sappiamo tutti. Ma dare la colpa al governo Berlusconi è da disonesti prima ancora che da ipocriti. I decenni di sprechi, di clientelismi, di raccomandazioni che si sono consumati negli Atenei italiani sono una piaga evidente da contrastare con energia, come sta facendo il governo. Se si scende in piazza con chi ha causato le storture, cioè i baroni, si dimostra di non aver capito nulla, o di non aver voluto capire.

.

Si parla spesso di “iperpoliticità” dell’ Università e della Scuola in generale, con riferimento alle ideologie più che all’impegno politico che fa onore, invece, ad ogni cittadino. Perché, secondo Lei, nell’immaginario collettivo lo studente che manifesta o protesta è uno “di Sinistra”. La Destra, o il Centro, non sono abbastanza rappresentativi?

 

Non è la manifestazione in sé che è riconducibile a sinistra. Anche noi, il 2 dicembre 2006, abbiamo manifestato a Roma portando due milioni di persone in piazza San Giovanni. E’ il modo di manifestare visto in queste settimane che appartiene alla sinistra, subalterna com’è dei sindacati,  Cgil in particolare. Quello che noi contestiamo è l’utilizzo della piazza come ricatto per bloccare le riforme. Le sigle studentesche, infatti, hanno dato un aut aut: la smetteremo solo a decreto ritirato. Da questo si capisce come la piazza non sia l’ “ultima spiaggia”, ma il primo step della battaglia politica.

.

Libero  e  i Giovani per la Liberta’ Forza Italia  denunciano con questa petizione, una volta di più l’egemonia dei docenti-baroni, gli sprechi, soprattutto il livellamento in basso dell’offerta formativa, tale da svilire e rendere inutili le Lauree.Quali sono, secondo Lei, i primi provvedimenti urgenti in tema di eliminazione degli sprechi e di rilancio dell’Università?

 

Bisogna creare un sistema di mercato anche per gli Atenei. Il governo sta andando nella giusta direzione, attraverso un attento monitoraggio di come le Università investono i loro fondi. Serve, soprattutto, una valutazione costante e capillare dell’attività scientifica dei docenti.  Oggi, molti di loro smettono di scrivere e produrre ne
l momento in cui ottengono un contratto, e questo è inaccettabile. Gli Atenei, inoltre, devono instaurare una continua sinergia con il territorio, con le aziende, in modo da fornire know how e diventare appetibili per investimenti privati.  Insomma, bisogna rilanciare culturalmente un sistema che ora appare fisso ed immobile sulle caste baronali e le logiche fondate sulla parentela.

 

Cosa risponderebbe a chi, nell’ articolo “Questa mossa politica ci mancava!” in prima pagina, e nei commenti, trova incoerente  la vostra petizione?

 

 A me sembra che l’autore dell’articolo abbia fatto un “volo pindarico” troppo forzato. La situazione è grave: ci sono studenti cui viene impedito di entrare in aula per seguire le lezioni; altri che subiscono disagi a causa delle continue occupazioni. Tutti questi studenti, che sono una maggioranza laboriosa e silenziosa, hanno messo per iscritto il loro “basta”. Noi abbiamo creato loro le condizioni per poterlo fare liberamente. Non mi sembra incoerenza.

 

Ringraziamo il dott. Pasquali.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

SASSUOLO ANTIQUARIATO VINTAGE

Un weekend in cui il “tradizionale” mercato dell’antiquariato del primo sabato del mese in piazza Garibaldi raddoppia. Si svolgerà, infatti, sabato 3 e domenica 4