Scuola: a Modena è bufera su Limina

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Continuano le prese di posizione contro la circolare che il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per l’Emilia-Romagna, Marcello Limina, ha inviato ai dirigenti degli Uffici scolastici provinciali

Su questo argomento ci è pervenuta una nota di Giorgio Siena (Pd) e il testo di una interpellanza urgente al sindaco di Modena a firma di Paolo Trande

Prima però, per facilitare la visione d’insieme dei lettori, riteniamo opportuno riassumere brevemente l’accaduto così come ne ha parlato la stampa:

 

Corriere: «Presidi, non criticate». È bufera su Limina.

22-05-2010 di Marina Amaduzzi

Attenti a parlare con i giornalisti e a non far circolare all’interno della scuola o distribuire alle famiglie documenti nei quali si esprimono posizioni critiche. È l’ammonimento rivolto al personale scolastico contenuto in una lettera riservata inviata dal direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, ai dirigenti degli uffici scolastici provinciali affinché vigilino in materia. A Modena il dirigente l’ha spedita ai presidi, a Bologna pare ancora di no. Affondo Marcello Limina è il direttore dell’ufficio scolastico regionale. Ha chiesto ai presidi di non rendere dichiarazioni critiche alla stampa

La nota non è affatto piaciuta al Pd e alla Cgil che parla di «bavaglio» e chiede le dimissioni del direttore dell’Usr dell’Emilia Romagna. Ma a sostegno di Limina interviene il ministro Mariastella Gelmini, «condivido e sostengo pienamente l’operato» di Limina, dice. «È lecito avere qualsiasi opinione ed esprimerla nei luoghi deputati al confronto e al dibattito — prosegue —, quello che non è consentito è usare il mondo dell’istruzione per fini di propaganda politica che nulla hanno a che vedere con i compiti della scuola. Chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni».

 

Gazzetta di Modena: «Salviamo la scuola»: 600 insegnanti in corteo

21-05-2010 di Gabriele Casagrande

Modena.…La rabbia degli insegnanti monta sempre di più a causa di una circolare del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale che, molto caldamente, consiglia agli insegnanti di non rilasciare dichiarazioni capaci di intaccare l’immagine della pubblica amministrazione. In parole povere, ai docenti viene posto il divieto di esprimere perplessità e critiche sullo stato attuale della scuola: «Sta girando nelle scuole questa circolare del direttore Marcello Limina che ci invita sostanzialmente a tacere, anche minacciando sanzioni disciplinari – spiega il prof Alberto Molinari, Liceo San Carlo – Noi oggi in questa assemblea ribadiremo il fatto che esiste l’Articolo 21 della Costituzione che prevede la libertà di parola in tutti i luoghi: chiediamo a tutti i colleghi e ai dirigenti scolastici di non farsi esecutori di queste direttive».

 

Questi dunque i fatti, sulla cui valutazione, daremo spazio alle opinioni, le più diverse, che ci perverranno.

 

Ciò premesso , Giorgio Siena, dirigente scolastico, consigliere provinciale e responsabile del Forum scuola del Pd ha su questo tema dichiarato:

«Nel merito l’intervento del Dirigente dell’Ufficio Regionale sembra rifarsi al testo unico degli impiegati dello Stato del dopoguerra, quando la scuola era il terminale del governo centrale, non alle norme recenti sull’autonomia scolastica e neppure al dibattito attuale sul federalismo (a proposito, cosa ne pensa la Lega ?).

Le responsabilità dei dirigenti e dei docenti oggi sono maggiori: sono rivolte al territorio, agli studenti ed alle famiglie. E’ questo il senso di tutte le norme di ispirazione federalista della fine degli anni ‘90 (legge Amato, Bassanini e da ultimo Frattini, nonché la modifica del titolo V della Costituzione) che attribuiscono ai dirigenti precise responsabilità gestionali verso il territorio e non verso il ministero.

Io penso che all’origine vi sia la protervia con la quale il governo impone i tagli indiscriminati alle scuole.  La crisi c’è ed è diffusa, le difficoltà della spesa pubblica coinvolgono anche le scuole. Si può investire meglio sull’istruzione e la scuola deve cambiare per affrontare il futuro, ma questo non si ottiene con atteggiamenti costantemente ostili verso di essa.

Non si possono negare i contributi dovuti e non dati alle scuole. I tagli sugli organici sono un impoverimento complessivo nascosto dietro l’enfasi delle riforme epocali. E’ necessario verso le scuole un atteggiamento di fiducia, come verso i dirigenti scolastici che fanno responsabilmente il loro dovere. La protesta nasce da ragioni legittime, come tale assume anche caratteri politici. Ma la politica è l’espressione della democrazia. Il richiamo
alla responsabilità dei dirigenti, alla misura, al rispetto dei dati oggettivi non ha nulla a che fare con le intimazioni di tipo prescrittivo e censorio.

Invito il dottor Limina ad ascoltare di più “il grido di dolore che viene dalle scuole”, a dialogare in modo costruttivo con le istituzioni scolastiche autonome, con le forze economiche e con le istituzioni locali per preservare il valore dell’istruzione nella nostra Regione: è in gioco il nostro futuro e quello dei nostri giovani».

 

Inoltre, sempre improntata alla critica serrata, ecco il testo di una  interrogazione urgente al Sindaco di Modena con primo firmatario il capogruppo Pd in consiglio comunale Paolo Trande:

 

Letti:

gli articoli di stampa che riferiscono di una Circolare Riservata (n°489 del 27/4/2010) inviata dal Dirigente Scolastico della Regione Emilia-Romagna, Dr.  Marcello Limina, al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena, in cui si invita, sostanzialmente, il personale docente e amministrativo a non parlare con la stampa, a non criticare l’operato del Ministero dell’Istruzione o dei suoi più stretti collaboratori e a non informare i genitori dei disagi causati dai tagli del Governo.

 

Riletti (per la ennesima volta negli ultimi due anni) gli articoli della nostra Costituzione Repubblicana:

·               Art. 2: << La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazione sociali ove si svolge la sua personalità ……………>>;

·               Art. 21: <<Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure>>;

·               Art.51: << Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive …………….>>

 

Tenuto conto:

·               del fatto che in Consiglio Comunale siedono, democraticamente eletti dai cittadini modenesi, alcuni docenti di scuole pubbliche che nella loro funzione potrebbero dissentire o criticare i Dirigenti Scolastici di Istituto, Provinciali, Regionali, <<alte autorità politiche>> o il Ministero o suoi funzionari;

·               che il Dirigente Scolastico Regionale, nel formulare la richiesta di “silenzio” per il personale della scuola, ha fatto riferimento al decreto Amato del 10 aprile 2001 e all’articolo 95 del Contratto Collettivo Nazionale della Scuola.

 

Ritenuto:

che queste iniziative mostrano, complessivamente, un profilo di riduzione degli spazi di libertà e di esercizio dei diritti civili in particolare sul versante della libertà di espressione, di critica e di informazione.

 

Si chiede al Sindaco

 

come giudica le indicazioni che giungono dal Dirigente Scolastico Regionale con particolare riferimento:

1)            alla compatibilità e alla possibilità di svolgere in maniera piena la funzione di Consiglieri Comunali eletti dai cittadini modenesi senza incorrere nelle “sanzioni” previste;

2)            quale è, a suo giudizio, il limite per le dichiarazioni di segnalazione, dissenso, denuncia a cui si devono attenere i Consiglieri Comunali dipendenti dalla Pubblica Amministrazione e della scuola in particolare.

 

Paolo Trande, Capogruppo Partito Democratico

 

I Consiglieri Comunali del Partito Democratico:

Urbelli Giuliana

Guerzoni Giulio

Articoli Enrico

Garagnani William

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