Scoppia la primavera

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Le giornate intorno a S. Antonio portano invece l’estate di S. Martino. Ne parliamo con Luca Lombroso, esperto del laboratorio Geofisico dell’Università

Dottore, venerdì i modenesi si guardavano sbigottiti. Un caldo del genere, alla memoria dei più è qualcosa di eccezionale.

 

E’ stato uno straordinario anticipo della primavera meteorologica con eccezionali temperature corrispondenti a valori solitamente usuali solo a fine aprile/inizio maggio. Nella giornata del 19 gennaio alle ore 17.00 la stazione dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha toccato nella zona di via Vignolese i 25.6°, mentre alla stessa ora la stazione storica posta nell’ex Palazzo Ducale di Piazza Roma segnalava 22.2°C.

 

Facciamo un excursus nel passato. Ci ricorda qualche record frantumato.

 

 

In effetti sono stati frantumati tutti i record, compreso quello di un analogo record registrato nel 2000, quando la colonnina del mercurio a Modena era salita fino alla soglia di 19.5°C in Piazza Roma e 20.4°C al Campus universitario. Prima del 21esimo secolo, nonostante la lunga serie storica di temperature raccolte dall’Osservatorio Geofisico Universitario di Modena, risalente addirittura al 1834, non si erano mai superati i 18°C nel mese di gennaio e la punta era stata nel 1974 con appena – si fa per dire – 17.9°C.

 

Ma la terra è così in difficoltà, oppure il caldo di venerdì è la congiuntura favorevole della situazione meteo?

 

Il tempo è stato decisamente mite per una stagione invernale con temperature oltremodo alte.

Anche i 6.9°C di minima in Piazza Roma ed i 3.7°C in via Vignolese a Modena  sono valori che si registrano a primavera avanzata. La configurazione della pressione è molto semplice: si allontana verso est una blanda saccatura in quota e la pressione rimonta diventando alta a tutte le quote dell’Europa meridionale e bassa a nord del 50esimo parallelo. Tra questi due grossi centri d’azione nella giornata di venerdì è rimontato l’anticiclone subtropicale unito all’effetto di vento di foehn”.

 

Con la nuova settimana invece gli esperti parlano del ritorno di temperature tipicamente invernali. Finalmente.

 

Da sabato qualcosa è cambiato: l’alta pressione si estenderà lungo i meridiani fino alla Groenlandia, favorendo l’ingresso di una saccatura in quota con ciclogenesi lunedì sulla Spagna. Tale minimo si muoverà con ogni probabilità successivamente verso nordest.  Per i prossimi giorni il cielo sarà ancora poco nuvoloso con nubi sul crinale e passaggi di bande nuvolose medio alte e temperature in graduale lenta flessione. La nebbia sarà costante nella Bassa.

 

E la neve?

 

Serviranno ancora giorni prima di vedere la neve. In Montagna ha già iniziato il nevischio, ma non prima di mercoledì gli sciatori potranno godersi la “manna” del cielo. In Pianura invece il pericolo resta scongiurato.

 

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