Scajola, grande maestro

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In Italia tutto sembra avvenire  all'insaputa di tutti.  Quando ci sono guai, nei più vari settori, tutti sono all'insaputa di ciò che accade sotto il loro naso e, soprattutto, sotto la loro responsabilità. Ha fatto scuola quell'ometto che, sudato e livido in volto,  prometteva  al Parlamento, e agli italiani,  che avrebbe  ""acclarato"" chi gli aveva quasi regalato la casa ""vista Colosseo""... a sua insaputa.

 

“”Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l’annullamento del contratto””

Si ha la misura di quanto siano peggiorate le cose nella nostra sciagurata amatissima nazione…pensando a quante risate ci siamo permessi di fare, qualche anno fa,  di fronte all’insipiente dichiarazione di Scajola. Era una cosa grave, squallida e pericolosa…testimonianza di una corruzione diffusa e onnipresente. Tuttavia, riuscimmo anche a sorridere. Di fronte a tanta grottescamente insipienza,  quasi dimenticammo  che  si trattava sempre di Scajola, il  crudele, insensibile gaffeur che, a pochi mesi dalla morte di Marco Biagi,  si espresse nei confronti del giuslavorista barbaramente ucciso il 19 marzo 2002,  dalle “”Nuove Brigate Rosse””,   con linguaggio da scaricatore di porto.  Quasi dimenticammo le altre sue vicissitudini giudiziare, non piccole nè pochè, i “”voli ad personam Albenga-Fiumicino””, etc. Ridemmo, per non piangere…anche se davvero c’era poco da ridere.  Ma  quel termine ricercato  e  buffo, “”acclarare”” e, soprattutto, quella dichiarazione “”senza saperne io il motivo””  fecero scuola,  aprirono nuove vie, nuovi argomenti di giustificazione ai politici, parlamentari e amministratori locali, e non solo,  coinvolti  in indagini. 

Nulla sapeva Umberto Bossi, leader della Lega,  della ristrutturazione della villa di famiglia a Gemonio, nulla degli investimenti (coi  i rimborsi elettorali) del tesoriere Belsito con  l’acquisito di diamanti e lingotti d’oro…Da allora, è stata un’epidemia… Nulla sapeva il Ministro dell’Interno Alfano dell’operazione  che vide  coinvolta Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov… nulla sapeva  il Sindaco Marino di quanto accade nella città da lui amministrata, Roma capitale, divorata dalla mafia… nulla sanno il Prefetto Gabrielli, nè la questura, i carabinieri, i vigili urbani,  di quanto accaduto ai funerali del  boss Vittorio Casamonica, nè sanno alcunchè  i vari  responsabili. Tutti , dal Campidoglio al Viminale, si sono affrettati  a lavarsene le mani dichiarando di essere, ovviamente,  “”all’insaputa””. Intanto l’Enac ha avviato verifiche sul “”rispetto delle regole dell’aria e della normativa vigente da parte dell’operatore che ha effettuato il volo”” con l’elicottero lanciando una cascata di petali di rose sul feretro, una  carrozza che ricordava quella di Cenerentola nella forma, non nelle tinte pastello come nella fiaba, ma  nero cupo, così come il prestigioso tiro a sei, composto da tre coppie di cavalli neri. Sarà il primo, forse il solo, a pagare, il pilota  dell’elicottero, poichè  l’Enac  ha disposto  la sospensione cautelativa della  sua licenza Per  il resto, nessuno si è assunto una qualsiavoglia responsabilità in questa vicenda, nella quale il kitch si mescola intollerabilmente all’esaltazione dell’illegalità, all’arroganza dei clan malavitosi, alla più fasulla e deteriore religiosità di facciata.  Quasi  quasi  abbiamo nostalgia di quell’ometto che, sudato e livido,  prometteva  al Parlamento, e agli italiani,  che avrebbe  scovato chi gli aveva quasi regalato la casa vista Colosseo… a sua insaputa.

 

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Presento  brevemente il numero on line  da oggi. Come sempre, i titoli il grassetto sono link agli articoli stessi, in modo da rendere più agevole la lettura di Bice anche a chi non ha molto tempo a disposizione.

         

Piu’ migranti, meno risorse per gli italiani. Questa e’ l’amara verita’  di  Massimo Nardi

E’ ormai assodato e confermato che chi sbarca sul vecchio continente ritiene che l’accoglienza gli sia dovuta in ogni caso. La sottile distinzione fra chi fugge da zone di guerra, da dittature e dalla fame, fra di loro, non è percepita.

Viaggio fra degrado, declino e rassegnazione   di Gianni Galeotti

La Modena di oggi, simbolo di una società che da anni ha smesso di credere in sé stessa, in ciò che è e quindi incapace non solo di costruire ma, ancora prima, di pensare al proprio futuro e di darsi una prospettiva.

Ma guarda che scoperta: c’è il lavoro nero e c’è il caporalato!   di Alberto Venturi

La legalità in Italia sta morendo, non uccisa da un unico colpo mortale, ma da mille pugnalate; da condoni e promozione di pratiche piratesche divenute legali. Spacciamo de regolarizzazione per liberalizzazione; precariato per flessibilità; il mercato senza leggi per la legge del mercato.

Renzi nemico del Nord    di Paolo Danieli

Oggi Renzi fa un altro passo avanti nella restaurazione centralista, il  colpo di genio: istituire una Ministero per il Mezzogiorno, con i relativi costi che tutti possiamo immaginare.Una politica che è uno schiaffo al Nord. Probabilmente perché, nei suoi calcoli elettorali, sa bene che in quelle regioni pochi  votano per lui.

Godetevela ancora   di Eugenio Benetazzo

Godetevela ancora pertanto questa povera Italia stuprata: tra un quarto di secolo la sua bellezza e la sua attrattiva saranno completamente state svilite o perdute per sempre. Quei pochi e lungimiranti italiani che vorranno preservare la loro italianità saranno costretti ad auto-ghettizzarsi.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 479 – 146

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