Sbilanciamoci! E’ possibile un altro sviluppo.

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Bisogna cambiare strada: quella che stiamo percorrendo non è l’unica, rischia anzi di essere quella sbagliata. Faremmo bene a domandarcelo più spesso e farebbero meglio i media a domandarselo più spesso, invece di salotti dove l’unica divergenza riguarda chi deve sedere nella stanza dei bottoni.

Sbilanciamoci! raggruppa 50 organizzazioni impegnate a favore di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace. Nel suo rapporto 2016 mette in dubbio l’ottimismo renziano per affermare come la Legge di Stabilità 2016 abbia il segno più per ricchi e imprese, ma non per i giovani disoccupati, per gli scippati dalla riforma Fornero, per gli studenti, per la famiglie, per i pensionati al minimo, per i lavoratori pubblici senza contratto da sei anni.

Sbilanciamoci! ha presentato una contromanovra da 35 miliardi, in pareggio, per dimostrare che il problema non è solo l’ammontare delle risorse pubbliche disponibili, ma quello di utilizzarle bene a favore della maggioranza della popolazione. Il Governo sceglie come priorità la riduzione delle tasse omettendo di dire che si tradurrà anche in un ulteriore taglio dei servizi pubblici. Alla ridistribuzione del patrimonio e del reddito, preferisce di fatto la ridistribuzione delle diseguaglianze a vantaggio di chi si trova nelle posizioni più privilegiate.

Sbilanciamoci! ha elencato 89 proposte alternative. raggruppate in alcuni capitoli: “Un fisco equo contro rendite, speculazione finanziaria, e privilegi”, “Ripartire dal reddito e dalla buona occupazione”, “Rimettere al centro i saperi e rilanciare la cultura e l’istruzione pubblica”, “Lo sviluppo intelligente è ecologicamente sosteni bile”, “Il welfare non è una merce, i diritti non sono un lusso”,  “Ridurre la spesa militare e investire sulle politiche di pace e cooperazione”, “Sostenere e valorizzare l’economia sociale e solidale”.

Ad una prima lettura appaiono titoli buoni per tutte le relazioni e non mi stupirei sentirle pronunciare dallo stesso Renzi, ma la direzione e i risultati vanno in direzione esattamente opposta.

Secondo Sbilanciamoci! il problema della legge di stabilità è la sua visione di fondo: la finanza pubblica è il problema, quella privata la soluzione; l’unico obiettivo del governo è migliorare la competitività delle imprese e puntare sulle esportazioni. Si continua a pensare la crisi come un problema di offerta, trascurando una domanda che non riparte, a causa delle enormi disuguaglianze e povertà, della mancanza di investimenti pubblici e dei problemi strutturali del Paese

L’unica “politica industriale” del governo consiste nell’accelerare su un piano di privatizzazioni che, nelle dichiarazioni ufficiali dovrebbe andare ad “abbattere” il debito pubblico; al massimo limerà alcuni decimali, rinunciando nel contempo a qualsiasi possibile politica pubblica e mettendo a rischio l’universalità di alcuni servizi, come quello postale.

Manca un piano di investimenti pubblici, delegando al privato, tramite sgravi fiscali e tagli alle tasse, il rilancio di occupazione ed economia.

Invito, chi ne ha voglia, a visionare il rapporto linkando http://www.sbilanciamoci.org/2015/11/rapporto-di-sbilanciamoci-2016-online-la-nuova-piattaforma/.  Io l’ho trovato molto interessante, pur con qualche perplessità relativa ad alcuni passaggi, perché dimostra che è possibile coltivare alternative rispetto all’economia e alla politica. Certo, bisogna cambiare strada, ma almeno lo sappiamo; quella che stiamo percorrendo non è l’unica, rischia anzi di essere quella sbagliata. Faremmo bene a domandarcelo più spesso e farebbero meglio i media a domandarselo più spesso, invece di salotti dove l’unica divergenza riguarda chi deve sedere nella stanza dei bottoni.

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