Sbarchi: la petizione in Francia

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Il testo della petizione è un segnale: si comincia finalmente a comprendere che il problema degli sbarchi non riguarda solo l’Italia, ma tutto il continente e che va affrontato alla radice, aiutando i paesi africani, impedendo le partenze e bloccando gli sbarchi.

 

“ Sapete che in Africa sta per svilupparsi un’epidemia di virus ebola?

Sapete che il virus Ebola è estremamente contagioso: per trasmetterlo basta una semplice stretta di mano e che l’Europa e quindi la Francia sono minacciate da questa epidemia?

Sapete che il virus Ebola è incurabile ( tasso di mortalità dell’85%) e può essere mortale nel giro di qualche giorno?

Gli arrivi in massa di clandestini provenienti dai paesi infetti in Italia e in Spagna non solo minacciano questi due paesi ma tutta l’Europa e quindi la Francia, destinazione privilegiata di questi  migranti per il fatto che la politica sociale e sanitaria lassista in atto nei nostri paesi.

E’ in gioco la sopravvivenza della Francia e dell’Europa. Cosa scegliete? (…)

 

Signor Presidente, noi chiediamo:

di prendere misure immediate per inviare pattuglie della nostra Marina nel Mediterraneo per fermare l’invasione; di fare accordi con la Tunisia e la Libia per fermare la filiera dell’immigrazione clandestina; di aiutare i paesi africani a circoscrivere l’epidemia.

Signor Presidente, voi dovete mostrarvi all’altezza della vostra carica e prendere le decisioni urgenti e vitali per il nostro paese e il nostro popolo.”

 

Questa la petizione che sta girando per la Francia, il cui primo firmatario è Philipe Gibelen, presidente del NCI- Reseau Identité.

In questi giorni il governo italiano ha sollecitato a farsi carico del problema degli sbarchi l’Ue che però, come ha detto Renzi, “salva le banche, ma lascia morire i bambini “ e, aggiungiamo noi, si disinteressa della salute degli europei.

Non si tratta di allarmismo, ma non possiamo ignorare i pericoli che derivano per l nostra salute dagli arrivi incontrollati 30.000 sbarchi nei soli primi quattro mesi del 2014.

La petizione che gira in Francia è però un segnale: si comincia finalmente a comprendere che il problema degli sbarchi non riguarda solo l’Italia, ma tutto il continente e che va affrontato alla radice, aiutando i paesi africani, impedendo le partenze e bloccando gli sbarchi.

Invece l’Europa delle banche, così solerte nel proclamare i diritti umani, intrisa com’è di cosmopolitismo e di mondialismo, continua a fare orecchie da mercante. Da mercante, appunto. D’altra parte che cosa ci si potrebbe aspettare da un’istituzione mercantile, fondata solo sul denaro e per l’interesse di pochissimi?

 

 

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