Saranno famosi?

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Sono sempre più numerosi i cittadini che si accordano per scendere in strada pretendendo fatti e non promesse. Non rappresentano l’antipolitica, ma un altro modo di fare politica. Tra questi protagonisti vi proponiamo un primo piano di...

Signor Domenico Barbieri , ci può dire chi è Barbieri Domenico? Ci racconti di Lei,  per esempio di alcuni dati  che non sono scritti sulla sua carta di identità.

 

Un ex secchione, un ex liceale un po’ discolo e ribelle senza peli sulla lingua. E di nuovo un secchione, sempre esigente e ipercritico nei confronti di se stesso e degli altri, deluso dal pressappochismo dell’Alma Mater Studiorum, affamato di scienza. Ora un 47enne decisamente più tranquillo e ironico, con la fedina penale candida e 24 punti sulla patente, ma sempre pronto a dire che “il re è nudo” e a lottare con ogni sforzo per affrontare problemi personali la cui soluzione possa risultare utile a tante altre persone. Un cittadino come tanti, che lavora onestamente e per questo guadagna poco, uno studente a pochissimi esami dalla laurea in ingegneria civile edile. Probabilmente un eterno ragazzo, cresciuto a gnocco fritto e spettacoli teatrali, concerti, cineforum, libri di Hemingway. Appassionato da sempre di architettura e di arte in genere. Antirazzista da sempre nei fatti, ma disilluso, deluso dalla mediocrità e dall’involuzione che caratterizza la nostra società. Appassionato di sport ed ex agonista (un anno anche premiato al Top Modena Sport, ma come allenatore di nuoto Master), non seguo più però ne’ il ciclismo, da anni, ne’ il calcio, disgustato da come un uomo, per denaro, possa mettere a repentaglio la propria vita con farmaci e artifici di ogni genere, e da come, per avidità, si possa trasformare un’attività altamente educativa e socializzante in una fiction.

 

Ora ci conceda alcune impertinenze. All’altro Domenico Barbieri ,conosciuto solo da lei, che cosa non gli sopporta come maggior difetto o quale è stato un suo comportamento che oggi gli rinfaccia come se fosse una vergogna.

 

Un’estrema irascibilità verbale quando si trova a doversi confrontare con la prepotenza, con l’ignoranza non abbinata al desiderio di apprendere, con le ingiustizie, con la presunzione, con la trascuratezza nel fare il proprio dovere, con la mancanza di rispetto per gli altri, se accompagnate dall’arroganza. Un comportamento per il quale provo vergogna? L’aver trattato molto male, tanti anni fa, una persona a cui ero molto affezionato: indietro non si torna e certamente non cambierei il corso degli eventi, ma se potessi sicuramente agirei in modo differente. Con la testa di oggi: con quella di allora, probabilmente, ripeterei gli stessi sbagli.

 

Dopo averci rivelato con quale bella donna , nota o sconosciuta, andrebbe a cena, quale musica di solito ama ascoltare e quale personaggio della storia l’ha colpita maggiormente?

 

Be’,  direi che noi italiani siamo piuttosto fortunati: qui le belle donne non mancano. Perciò, non essendo sposato e non intendendo porre limiti alla Provvidenza, credo andrei volentieri a cena con parecchie rappresentanti dell’altro sesso. Naturalmente perché amo la buona tavola: non vorrei essere scambiato per un novello Casanova. Battute a parte, la prima che mi viene in mente in questo momento è Stefania Rocca, perché non esercita nessun fascino su di me la bellezza se è volgare e se non è accompagnata dall’intelligenza e da un certo alone di mistero. E’ già sposata però: come vede sono nato con la camicia e risparmierò i soldi della cena anche questa volta.

Sono cresciuto ascoltando Bob Dylan, Guccini, De Andrè, Vasco Rossi che suonava con la chitarra dai microfoni di Punto Radio. Amo il jazz, il blues, il R&B, ma ascolto volentieri quasi ogni genere musicale. L’ultima domanda è quella che maggiormente mi mette in imbarazzo: non riesco ad esprimere un parere assoluto. In primo luogo perché non ho mai provato tanto interesse per i singoli personaggi, quanto, piuttosto, per il succedersi degli accadimenti e il bizzarro alternarsi di corsi e ricorsi nella storia dell’umanità. In secondo luogo perché sono convinto che non è la persona a fare la storia, ma la gente: il singolo in grado di interpretare sentimenti ed esigenze della maggioranza e di darne voce, cui vengono attribuiti meriti secondo me impropri di svolte epocali, arriva sempre, e il nome di chi guida il vapore non è che una questione di carismatico opportunismo, a mio modo di vedere.

 

Lei appartiene ad un gruppo di alcuni residenti delle zona Tempio che si sta muovendo per vincere diversi degradi che stanno snaturando la civile convivenza nella città di Modena e scuramente oggi  questi gruppi o comitati spontanei sono  lo strumento più agile per condizionare il “potere” seduta stante. Secondo Lei questi stanno aprendo un nuovo percorso alla nostra democrazia o sono parentesi temporali ?

 

Sono convinto che ormai da molto tempo la gente si stia pericolosamente allontanando dalla classe politica: ogni decisione è presa dai politici unicamente in funzione del raggiungimento e del mantenimento del potere, credendo ottusamente di poter continuare a governare ten
endo un atteggiamento di tipo “top-down”, secondo cui le decisioni prese dalle segreterie dei partiti dovrebbero essere passivamente accettate dalla base degli elettori semplicemente in virtù di un consenso più o meno cospicuo loro riconosciuto attraverso democratiche elezioni.

Il che è un errore a mio avviso almeno per tre importanti ragioni. La prima consiste nel fatto che i politici, proprio in quanto delegati dai cittadini, dovrebbero innanzitutto cercare di mantenere le promesse fatte agli elettori e di occuparsi della res publica amministrandola al meglio, cercando di far crescere, da buon pater familiae, il livello della qualità della vita di tutti, esattamente come ciascuno di noi, nel proprio microcosmo, prova a fare con sacrifici, risparmi, rinunce, investimenti. E così non è. Ogni giorno assistiamo a fatti che nulla hanno a che vedere con il buon senso, con la saggezza di un padre di famiglia: spesso, troppo spesso, leggi, leggine e decreti sono degni del miglior Superciuck di bonviciniana memoria. La seconda ragione consiste nell’errata valutazione del popolo degli elettori da parte dei politici: nonostante le rilevazioni auditel possano far pensare al bel paese come popolato da una mandria di sprovveduti, il nostro livello culturale e il nostro spirito critico sono aumentati. E se ci sono ancora molte sacche di arretratezza in tal senso, è sempre meno facile dare a bere alla gente che i “coccodrilli svolazzino”. Terza ragione: i politici, una volta eletti, sembrerebbero pensare al quorum ottenuto come a qualcosa di statico, di immutabile, nel corso del loro mandato. Ma non è affatto detto che le cose vadano in questo modo, in quanto funzione dei loro comportamenti e dei loro inciuci. Per far sì che questo stato di cose cambi, che i problemi vengano seriamente  presi in considerazione e risolti, occorre prima di tutto che i cittadini prendano coscienza che chi è al potere non è che, in ultima analisi, un delegato al loro servizio (anche se con mansioni molto importanti), profumatamente pagato col denaro di noi tutti, e, che, come i datori di lavoro coi dipendenti indisciplinati, prendano con decisione posizione, facendo con civica fermezza valere i propri diritti, con critiche taglienti, con proposte e iniziative, esercitando un ruolo di sorveglianza severa del loro operato. Comportandosi da “cane da guardia”. Rifiutando il dialogo diretto con chi con presunzione ritiene di poter prendere in giro chiunque con una dialettica oramai assai rétro. Facendo conoscere le proprie sacrosante pretese attraverso gli organi di informazione e le proprie azioni concrete. Quindi, in definitiva, se intesi in questi termini, i gruppi di cittadini che non si limitano più a mugugnare al bar, ma che al bar si accordano per scendere in strada, documentando i problemi e il degrado della città a riprova di quanto affermano, che protestano motivatamente e in maniera propositiva pretendendo fatti e non promesse, sono in effetti lo specchio di un cambiamento, di un modo nuovo di intendere e di fare politica. Che durerà, a mio parere, fin quando i politici non capiranno che sono ormai passati i tempi in cui li si subiva passivamente senza fiatare, fino a quando non profonderanno davvero ogni energia nel loro lavoro, dando prova concreta di buona volontà.

 

Passiamo a qualche domanda scomoda.. Questa moderna lotta politica fatta più da pattuglie che da eserciti schierati ha però bisogno anch’essa di qualche generale che ne coordini le imprese. Questo leader sta ancora studiando all’Accademia o è già al suo posto di comando?

 

Non è detto che necessariamente debba esserci un generale. Ognuno può e dovrebbe essere per me generale di se stesso. Da quanto mi hanno riferito, il mio bisnonno era solito dire che per capire veramente le qualità di una persona occorreva “guardeg intorn’a ca’”. Se ciascuno di noi si impegnasse davvero a “mantenere pulito” il proprio cortile, la città risulterebbe, nel suo complesso, ordinata e “pulita”. Certo occorre impegno, ma non v’è cosa che non richieda sacrificio. Infine: se siamo noi per primi a mostrare disinteresse per la nostra casa, come possiamo pretendere che un estraneo, pur remunerato, lo faccia? Quindi nessun leader, ma solo un umilissimo operatore ecologico che sta ancora imparando ad utilizzare per bene la ramazza.

 

L’8 settembre è preannunciato dagli amici di Beppe Grillo il V-Day. Che ne pensa in proposito?

 

Che ho sempre ritenuto fosse una delle tante bufale circolanti sull’Internet, ma che se così non è, ben venga! E farò di tutto per riuscire a partecipare, se i già tanti importanti e pressanti impegni di questo periodo (già fissati e in fieri) non me lo impediranno.

 

Al capezzale delle nostre città ammalate si affollano molte diagnosi ,ma poche cure convincenti.Come si fa a riconoscere un impasto di qualche stregone da una medicina realmente curativa?

 

Sottoponendo le cure proposte al parere dei cittadini, ascoltando le loro opinioni, le loro idee, le loro critiche, le loro esigenze. Visitando i luoghi direttamente e non per interposta persona, girando tra la gente. Ma occorre avere buone orecchie per sentire e occhi buoni per vedere. Oltre a un minimo di cultura in materia urbanistica.

 

Lei è anche portavoce delle lamentele di cittadini della sua zona. Conosce qualcuno che sia in grado
di farlo a nome di tutti i modenesi?

 

Mi permetto di correggerla: io non sono che un umile scrivano che, forse per una maggior dimestichezza con la penna, si presta a mettere su carta pensieri condivisi col gruppo di persone che vivono insieme con me, quotidianamente, una realtà divenuta difficile grazie alla mala gestio di alcuni e al disinteresse di altri. Ogni scritto, prima di essere inoltrato agli organi di informazione, passa al vaglio dei miei “compagni di sventura”, dai quali pretendo e cerco di recepire critiche e suggerimenti. Per rispondere invece alla domanda, devo dire di aver conosciuto, personalmente o attraverso i loro pensieri, diverse persone che provano a cimentarsi nell’intento, ma mi pare che per ora siamo piuttosto lontani dall’obbiettivo. Perché un conto è criticare tutto e tutti al Bar Sport, ma altro è essere propositivi, il che presuppone un duro lavoro di “ascolto”, di conoscenza, di analisi delle risorse. E idee e buon senso. Perché se si vuole essere davvero utili occorre essere realisticamente propositivi, non limitarsi a sterili denunce.

 

 In futuro potrebbe esserlo lei?

 

Ritengo di no, ma – come si dice – “never say never”.

 

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