Santi e nuovi moralizzatori

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Una risposta al commento del lettore “Lucillo” all’articolo ""Del maiale non si butta via niente""art. di Maria

 

 

 

R: R: Vorrei essere una mosca

lucillo

9/16/2011 10:12

 

A Lei è mai capitato in un momento di rabbia e per altro qualsivogliasi motivo, di usare termini coloriti( non dico imprecare), nei confronti di altre persone? Oppure dobbiamo ritenere Lei e i nuovi moralizzatori dei santi? Un’ultima cosa, una conversazione telefonica E’ privata ( figuriamoci quelle del PdC )ed i magistrati dovrebbero utilizzarla solo per fini processuali e non politici. Se anzichè parlare di donnine allegre, fosse trattato un argomento di natura segretissima, non si sarebbero violate le più elementeri norme di sicurezza? A dimostrazione del comportamento “”politico”” dei giudici, basti vedere quando non interessa loro “”sput….re”” un politico mettono sotto inchiesta parecchie persone per fuga di notizie.

 

Il tema, anzi i temi, sollevati dal gentile lettore meritano una risposta più ampia. Anche se, ne sono certa, neppure un articolo  risulterà esaustivo,  mi preme mettere in chiaro alcune cose, per il nostro gentile lettore e per gli altri che sono del suo stesso parere.

Parlo ovviamente per me: escludo divertita la possibilità di essere santa…e, meno divertita, escludo l’etichetta di “nuova moralizzatrice” che cortesemente ma con fermezza respingo.

Gentile Lucillo, non sia banale, la prego. Santi, nuovi moralizzatori…sono termini ad effetto  ma che, mi perdoni, lasciano il tempo che trovano. Chi mai, a partire dal buon Giobbe, non ha talvolta perso la pazienza… sarebbe quasi disumano di fronte a certe ingiustizie, villanie, cattiverie, o bassezze, riuscire a mantenere una calma olimpica. In un  momento di rabbia, un termine colorito, come benevolmente lei scrive, può scappare, anche se in una donna lo trovo imperdonabile, ma mostrare  cinismo o disprezzo per il mio Paese…è ben altra cosa.

Compiango, semplicemente, senza dare giudizi morali, un vecchio che ha della donna e del sesso un concetto da postribolo, così come compiango le donzelle che trovano attraenti, per denaro, e quanto denaro,  le sue  flaccide carni, cosa della quale le donzelle, impietosamente, non fanno poi mistero, in privati colloqui. Se il vecchio in questione è il Presidente del Consiglio una legittima preoccupazione come cittadina elettrice potrei anche averla. Ma ciò che mi interessa, e molto, mi perdoni caro Lucillo se non è d’accordo,  sono, di questo vecchio, le elette amicizie e le frequentaz
ioni a dir poco spericolate, con faccendieri, pusher, lenoni…elevati al rango di fiduciari e  consiglieri in circostanze importantissime per la nazione, come appalti miliardari…sono le conversazioni nelle quali non si parla di  patetiche imprese erotiche, peraltro credibili quanto le gesta di Tartarino di Tarascona, ma si parla di nomine ai vertici di  società statali, di finanza, di protezione civile, di appalti miliardari. Stiamo parlando nella fattispecie di una persona che dovrebbe vivere in una casa trasparente, che dovrebbe essere esempio e guida alle persone che l’hanno eletto e anche a chi non l’ha eletto, dato che è il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, non solo di chi, come chi scrive, ha contribuito con il suo voto a collocarlo in quel ruolo elevato.

La rettitudine e la coerenza valgono per chiunque, anche se, obiettivamente, che un “pinco pallino” qualsiasi sia un abbrutito gaglioffo che si ammanta di falsa virtù può avere influenza solo sulla sua famiglia, sulla sua cerchia di amici e conoscenti…non certo sull’intera nazione e sul mondo.

Trovo sbagliato, mi scusi se la cosa la irrita, gentile Lucillo, dividere gli esseri umani e i loro comportamenti, in due parti, parte pubblica e parte privata, come se esse fossero totalmente a sé stanti.

Di una persona bugiarda nel privato, come potrei fidarmi nel pubblico?

Di chi, quando crede di non essere ascoltato, sfoggia cinismo, volgarità d’animo e, soprattutto, attitudine alla menzogna, come potrei ascoltare i  virtuosi discorsi pubblici?

Da  Caino in poi, è risaputo che i “contaballe” sono capaci di tutto e chi mente, travisando tra pubblico e privato, ingannevolmente, la propria immagine, che sia di destra, di sinistra,di centro  oppure che provenga dalla stratosfera,è persona assolutamente infida, da allontanare dalla vita pubblica e dalle cariche istituzionali e da tenere a distanza nel privato.

 Nel caso di un politico, un dirigente, un amministratore, come cittadina  è affar mio, se permette, sapere da chi sono amministrata, guidata, comandata.

Nel caso, invece, di private persone squisite, dalle doppie vite, esse mi interessano solo quando  le predette persone squisite eventualmente mi snobbano, mi criticano, mi calunniano, mi offendono.

 

Maria

(Riproduzione Riservata)

 

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