Sansone ed il suo popolo

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Seconda parte. Continua Sansone, i filistei e il popolo pubblicato in questo nr. 248 di Bice.
art.di lorenzo Torniello

In questi giorni la questione Ruby ha continuato ad occupare sia le prime pagine della stampa che i dibattiti televisivi riuscendo addirittura a provocare un indotto amplificato oltre misura in seguito ad  una affermazione  di rimbalzo all’argomento in questione rilasciata dal premier Berlusconi (tradotta in sintesi “meglio puttanieri che froci “).

E poiché a questa ennesima perturbazione quando perderà di vigore  un’altra si sostituirà all’orizzonte, di un simile tormentone non riusciremo a liberarcene fino a quando, dai suoi responsabili non sarà affrontato per quello che è: non si tratta necessariamente  di questioni giudiziaria, non di problemi figli di relativismo etico, non di propaganda gossipara , ma di semplice questione politica!

Mercoledì 3 novembre u.s. ho faticato a seguire la trasmissione Matrix su canale 5 per diversi motivi.

Il primo dovuto alla presenza prezzemolina del solito Vittorio Sgarbi che in ogni trasmissione a cui viene invitato, monotamente ed insopportabilmente si esibisce in una sua immancabile uscita di testa  che lo porta ad esprimersi con urla e con uno sbraitare di cui non si capisce nulla

Secondo motivo determinato dalla presenza della solita Santanchè che ripeteva le solite cose dette e sostenute dalla stessa qualche ora prima, in trasmissioni similari in altri canali.

Dulcis in fundo, in presenza di una profonda crisi che coinvolge il Pdl, partito di maggioranza relativa, si chiama a discuterne esponenti di partito contrapposti.

 Sarebbe come pretendere che a far guarire dai malanni di cui è vittima sua Maestà il Re occorra la ricetta dei rappresentanti della minoranza dei “repubblicani”.

Credo che la soluzione di un problema politico che coinvolge la maggioranza non necessariamente deve essere risolto passando la mano alla minoranza, ma è più plausibile che lo sbocco venga trovato facendo riferimento alla dialettica interna.

Solo se siamo in presenza di partiti assolutistici e monocratici  i loro vertici sono costretti a soffocare tutto il dibattito che concerne lo specifico delle libertà politiche interne  in a dimensione surreale dove tutto viene falsato mediante  le rappresentazioni di una realtà virtuale.

Mi pare di rivedere la corte di Versailles,  prima della presa della Bastiglia, che si ubriaca, si dibatte, si nutre della propria decadenza, si autocelebra al solo scopo di tutelare e di salvaguardare i propri privilegi che sono stati accuratamente recintati all’interno di un palazzo pensato e dislocato lontano da Parigi e dai problemi di cui soffrono i suoi abitanti.

Questa dimensione surreale la si percepisce seguendo i dibattiti, leggendo gli articoli  sulla stampa amica dove non esiste uno spazio per il dissenso o la critica.

Del resto chi si può permettere di criticare sua maestà? Quale avvenire, quale carica può aspirare di ricoprire  chi dissente dal Re? Quale spazio politico viene garantito a quel militante del PdL che si rifiutasse di cantare “meno male che Silvio c’è?

Non sono tollerate le critiche e in compenso ogni genere di eccesso di Sua Maestà deve essere cantato e lodato:

Perché dirlo «malato»? Visto l’argomento di cui parlano i giornali da una settimana, egli sta sul pezzo, manifesta la sua natura esuberante, continua a scherzare come quando, nello spirito di Amici miei, fa balenare al capo di gabinetto della Questura che Ruby possa essere la nipote di Mubarak. Puro Adolfo Celi, anche se è Berlusconi più affine all’inarrivabile conte Mascetti di Ugo Tognazzi (ma non ha perso tutto). D’altra parte egli è consapevole di essere come un fenomeno naturale, come un luogo di villeggiatura: da visitare, non da occupare. Come la Grotta Azzurra, come Taormina

Così Ruby è passata, ha visto ed è andata via. Mentre, in altre situazioni, Elisabetta Tulliani si è insediata, ha occupato la sede vacante ed è rimasta con il fratello e con la famiglia presso il suo prescelto. Berlusconi, diventato libero, dopo la rivolta di Veronica, intende rimanerlo, e ha espresso la propria convinta posizione.

…Allo stato quello che è accaduto in questo giorni, anzi, in questi mesi da Noemi in avanti, attiene alla sfera privata, come la frequentazione di giovani disposti a prostituirsi non ha in alcun modo riguardato il pensiero e l’impegno di Pierpaolo Pasolini. La differenza, rispetto al mondo omosessuale, è il clima di allegria, di divertimento, fin qui frainteso. La vicenda di Ruby, come oggi le dichiarazioni apparentemente scorrette hanno tutto l’aspetto di una burla, di un gioco. E Bersani e Di Pietro soffrono, per questa volta, di non essere fra i protagonisti di questa edizione di Amici miei. Niente di più, niente di tragico. Battute che Achille Campanile avrebbe apprezzato. Ma oggi abbiamo il triste Travaglio

(“ Una battuta entusiasmante che apre la corsa alle urne “ di Vittorio Sgarbi, il Giornale del 03 novembre 2010)

 

Ogni evento è una manipolazione sistematica dei vari modo in cui si può fotografare la realtà:

Si è detto che una minorenne sarebbe andata a letto con il premier. Si rivelerà falso. La minorenne godeva di un servizio privilegiato di limousine gestite dai presunti lenoni del Cav che la accomodavano ad Arcore: falso. Anzi secondo taluni il generoso Berlusconi l’auto gliela avrebbe regalata: falso anche questo. Niente da fare: questa volta con il sesso non si va da nessuna parte. Ecco allora che conviene rapidamente puntare sull’abuso d’ufficio: una telefonata di Palazzo Chigi alla questura di Milano per mollare illegalmente la presa. (La procura “”assolve”” Berlusconi di Nicola Porro, il giornale del 03 novembre 2010)

Sappiamo tutti che quando le indagini della procura diventano pubbliche il rischio di inquinamento delle prove diviene altissimo.

Tra le contrastanti versioni e dichiarazioni rilasciate da Ruby chi può sostenere oggi con sicurezza quali siano le veritiere e quali quelle di comodo? Da quando poi parla sotto la guida del suo avvocato noto per essere un professionista molto preparato , avveduto e smaliziato quali dichiarazioni risultano credibili?

Certamente all’opposto non è il caso di spiegare certi comportamenti del Premier, che non intaccherebbero il consenso di cui gode nonostante certi suoi comportamenti, scomodando addirittura una sorta di così giornalisticamente  definito “ Maialismo senile” di cui sarebbe vittima complice della età che tra l‘altro lo sintonizzerebbe con lo stato psicologico dell’elettorato anziano. Realtà quest’ultima  su cui si sofferma a sezionarla  usando quella colorita espressione Guido Ceronetti (Quante bugie sui vecchi, la Stampa del 15/7/2009 )

In conclusione mi sento di poter criticare questo deleterio riflusso in questa compiacente sottomissione cortigiana, probabilmente perché, come figlio delle dominante cultura cattolica entro la quale sono cresciuto, sono stato condizionato dalla evangelica parabola dei talenti come stile di vita da perseguire.

Individui che dalla nascita sono gratuitamente beneficiati da madre natura e si ritrovano di bell’aspetto, con un naturale accattivante eloquio , con buone capacità intellettive sono chiamati a mettere a frutto questo vero e proprio ben di Dio piovuto dal cielo sopra le loro teste che prescindendo da particolari meriti li rendono privilegiati rispetto ad altri simili o coetanei .

Trovarseli invece figure di primo piano, impegnati a fare fruttare quei loro talenti unicamente ad uso e consumo delle proprie vanità, del tornaconto personale, sono l’indicatore nel buco nero nel quale siamo piombati.

Si sta millantando l’esistenza di un sacro legame tra il premier e il popolo che garantirebbe al Presidente del consiglio  il diritto di sentirsi oltre la legge , di essere  legittimato ad ogni eccesso, siamo ad un passo dalla rappresentazione del mito, dell’invulnerabilità , dell’invincibile!

C’è da essere molto preoccupati!

Il nostro premier in una sua improvvisata conferenza stampa pochi giorni fa dichiarava che poiché grazie a Berlusconi la sinistra non arriverà mai al potere quest’ultima usa la magistratura , etc,etc.

Ai più sensibili esponenti ed elettori di centro destra, nel ricordare che già in due competizioni elettorali “l’invincibile” Cavaliere è stato sconfitto da un modesto “professore” originario di Scandiano, mi permetto di suggerire loro la necessità che si facciano promotori, nei modi e nei tempi che ritengono opportuni, di un salutare rinnovamento da apportare all’interno del loro partito.

Siamo giunti ormai all’uso, e all’ostentazione degli eccessi nel governo come regola della politica quotidiana.

Se questi  non vengono prontamente ed opportunamente fermati ed arginati , come la storia ci ha abbondantemente dimostrato, può essere che vengano vinti ed abbattuti con altrettanti eccessi di segno contrario.

La presa della Bastiglia, la caduta di Berlino nel 1945, la resa del Giappone nello stesso anno ,  per  citare solo alcuni casi di un abuso dell’ effimero, del culto della personalità ha impedito ai governanti  di quei paesi di accorgersi quando era giunto il momento di fermarsi, quando avevano sconfinato con gli eccessi e tutto si tramutò in orribili tragedie. Arrivarono a preferire muoia Sansone e tutti i filistei piuttosto che fermarsi, ma così facendo anche i loro popoli furono travolti in parte innocenti ed in parte corresponsabili  Ragioni più che sufficienti per giustifcare una salutare presa di posizione.

 

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