Sanità. Disturbi del comportamento alimentare, Barcaiuolo (Fdi): Giunta spieghi come sono stati distribuiti i fondi

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Il consigliere chiede anche di conoscere le motivazioni che hanno portato a “”destinare fondi esclusivamente alle residenze In Volo di Parma e Gruber di Bologna””
 

Focus di Michele Barcaiuolo sui fondi stanziati dalla Regione destinati all’assistenza dei pazienti con Disturbi del comportamento alimentare (Dca). Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede alla giunta di spiegare “”le motivazioni”” che hanno portato a “”destinare fondi esclusivamente alle residenze In Volo di Parma e Gruber di Bologna””, quelle che hanno portato “”a escludere dai beneficiari le altre residenze presenti sul territorio regionale”” e “”all’esclusione delle restanti Ausl regionali dai beneficiari dei fondi previsti dalla delibera di Giunta 1298 del 2009″”.

Nell’atto l’esponente di Fdi riporta il contenuto della delibera: “”La Regione ha stanziato 340.000 euro per il programma ‘Disturbi del comportamento alimentare-Rete residenziale’, finalizzato a supportare l’assistenza residenziale per i pazienti nelle strutture accreditate ‘In Volo’, per il fabbisogno di Area vasta Emilia nord, ‘Residenza Gruber’, per il fabbisogno di Area vasta Emilia centro, e Ausl Romagna. Inoltre, ha stanziato – continua il consigliere – 480.000 euro per il ‘programma per l’assistenza alle persone con Disturbi del comportamento alimentare in Emilia-Romagna”. Il riparto è effettuato in relazione alla popolazione target residente (12-25 anni al 1/1/2019), alle Ausl di Piacenza, Bologna e Ausl Romagna per il ruolo di coordinamento e supporto alla programmazione attribuito dalla delibera di Giunta 1298 del 2009, alla Ausl di Piacenza per lo sviluppo dei percorsi di ricovero in età pediatrica e alla azienda ospedaliera universitaria di Bologna per il Centro ospedaliero Dca per l’età evolutiva””.

Per questo chiede “”se la Regione intenda estendere i contributi per i programmi Dca anche alle altre Ausl del territorio””, “”se intenda investire ulteriori fondi per programmi di prevenzione rivolti alle fasce d’età maggiormente a rischio”” e “”se abbia intenzione di stilare un dossier aggiornato con dati relativi alla diffusione e all’efficacia dei programmi di prevenzione e cura di questi disturbi””.

(Andrea Perini)

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