Salvini non conosce l’Emilia-Romagna

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Come emiliano non sento il bisogno di essere salvato da qualcuno e, anzi, ho paura quando sento che qualcuno vuole venirci a salvare, anche perché le terre dove la Lega governa, non sono più avanti dell'Emilia-Romagna, anzi.

 


Il successo di Salvini si basa su una serie di panzanate clamorose, da politichetto di quartiere, accompagnate però da un’unica forza: battere la lingua dove il dente duole: la sicurezza, terreno accuratamente evitato dal centro-sinistra perchè non ha una visione alternativa, è diviso fra fermezza e buonismo.

Per il resto Salvini può dire tutte le minchiate che vuole, nessuno gliene chiederà conto, come quando si attenta a dire “”L’obiettivo è restituire speranza, futuro e libertà d’impresa a tutti gli emiliano-romagnoli””. Non conosce la nostra regione, come se qui da noi le imprese non fossero libere e non esistesse da sempre la più grande capacità di impresa, uno spirito imprenditoriale sorretto e accompagnato dalle istituzioni. Il problema semmai, evitando gli errori che ha fatto il Veneto, è tenere lontano il liberismo più assoluto, quello dei mille piccoli garage produttivi che si svuotano alla prima crisi. I nostri distretti dimostrano quanto siano libere d’agire le imprese e che risultati possano ottenere, ma anche quanto potrebbero diventare pericolose se fossero lasciate troppo libere.

Come emiliano non sento il bisogno di essere salavato da qualcuno e, anzi, ho paura quando sento che qualcuno vuole venirci a salvare, anche perché le terre dove la Lega governa, non sono più avanti dell’Emilia-Romagna, anzi.

Va tutto bene?

Per niente. Figuriamoci, ma potrebbe andare molto peggio.

 

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