Salvini a processo: lo chiedono gli italiani o lo chiede l’Europa?

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Sarà un giudizio libero o condizionato? Intanto gli sbarchi aumentano. Il “Paese del Bengodi” apre le porte a tutti. Poi a mantenerli chi ci pensa? C’è qualcosa di strano in tutto questo.


I lettori, forse, ricorderanno il titolo di un mio editoriale del 3 settembre 2018: Salvate il soldato Salvini, in cui esprimevo alcune perplessità su com’era trattato il leder leghista. Ma, bando al passato, restiamo al presente: l’autorizzazione a procedere contro il Matteo padano. Assenso votato da persone che molto presto si ritroveranno a cercare di sbarcare il lunario, magari con il reddito di cittadinanza. A proposito di questo, sembra che alcuni genitori di deputati e senatori, abbiano cambiato la serratura della porta d’ingresso per non doverli riprendere in casa con l’eventuale obbligo di mantenerli! Ora, la decisione presa dai nostri sanculotti e i pasdaran dell’accoglienza, è chiaramente politica: bisogna toglierci una persona scomoda dalle p…., con il rassicurante e pilatesco gesto di lavarsene le mani. Se sarà condannato, sarà per merito della magistratura. Visto l’attuale momento che attraversa la magistratura in Italia, ho qualche dubbio che l’uomo possa avere un giudizio imparziale, vedi il bubbone sul caso Berlusconi ma anche altri episodi di persone rovinate da indagini che spesso non hanno portato a nulla. A cominciare dal 1974, quando un magistrato di Torino, Luciano Violante, se la prese con la medaglia d’Oro alla resistenza Edgardo Sogno e altre persone per un presunto golpe che portò Sogno in carcere e Violante in parlamento nelle liste del PCI. La storia ebbe fine qualche anno dopo con un pieno proscioglimento per non aver commesso il fatto. Secondo Indro Montanelli, l’accusa di golpismo mossa a Sogno e agli altri, era – una delle tante “bufale” inventate in quegli anni caldi dalle Sinistre contro chi le avversava -. Ora, guardiamo la realtà e non il mondo ideale della Shangri-La del romanzo Orizzonte perduto. L’Italia ha le capacità di accogliere l’immigrazione senza regole? Sicuramente, no. Non siamo capaci di assicurare una vita dignitosa ai nostri anziani, figuriamoci ad altre persone. Pochi esempi: il lavoro scarseggia e la sanità è a rotoli. Per avere una visita specialistica si devono aspettare tempi biblici, subito, se hai il contante. Il buonista di turno in televisione ci annuncia che non è un’invasione, forse adesso, ma con questi ritmi prima o poi avverrà una sostituzione dell’elemento autoctono. Salvini non lo vuole e con lui oltre la metà degli italiani che, quindi, dovrebbero allora essere rinviati a giudizio. E’ un delitto opporsi? Non credo, tuttavia torniamo al solito dilemma: siamo uomini o caporali. Guardiamo in faccia alla realtà. Scrittori e uomini di spettacolo si schierano a spada tratta, anche in maniera plateale e in alcuni casi con scarsa cognizione di causa, in questa corsa a chi è più buonista. Non vi sembra strano? Che ci sia un interesse personale? No, sono io che penso male, forse? Però, rimango dalla parte della signora modenese, di cui abbiamo pubblicato una lettera aperta, in cui chiede solo un po’ di tranquillità notturna per lei e la madre ottantenne e che nessun porta alla ribalta, forse, perché chi fa rumore è straniero! L’immigrazione è un affare complesso di non facile risoluzione ma che comunque bisogna risolvere e in questo, l’Europa, non ci aiuta. Parliamo chiaro: ci sono interessi enormi e non mi riferisco solo ai soldi macchiati di sangue dei traghettatori. C’è un’economia sommersa, lecita e illecita nelle nazioni del vecchio continente che sfrutta i nuovi arrivi. Quindi, cosa dobbiamo fare? Arrenderci o cadere con la schiena dritta? Ricordo male o uno dei motti della sinistra era – meglio rossi che morti -? L’Europa ha già fornito prova che di noi se ne frega. Quelli che sbarcano sono fatti nostri. C’è chi dice che quelli che arrivano non vogliono stare in Italia, desiderano andare in altre nazioni. Giusto! Il problema è che gli altri Stati del vecchio continente non li vogliono. A Ventimiglia i francesi non li accolgono certo a braccia aperte e l’Austria non è da meno. Le nazioni balcaniche li accompagnano velocemente, e talvolta scortati, verso i nostri confini. Di cosa stiamo parlando? Di un’imposizione verso chi non pensa “politicamente corretto”? Ma questa frase cosa vuol dire? Gli italiani saranno liberi di pensarla (naturalmente in modo democratico) in maniera diversa, oppure si dovranno chinare al pensiero unico? Ai lettori l’ardua sentenza.

Non spreco parole sul discorso fatto dal Matteo toscano che, visto il peso elettorale datogli dai sondaggi, se non troverà una nuova legge elettorale sarà costretto ad andare a mendicare un collegio sicuro dai suoi vecchi amici del quartierino, oppure a scrivere un nuovo libro, caso mai, dal titolo La mossa dello sciacallo.

Dei sanculotti grillini cosa dire? Niente, come effettivamente sono. Il nulla. Buone ferie.

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