SALARIO MINIMO E RAPPRESENTANZA

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SALARIO MINIMO E RAPPRESENTANZA, RAINERI (FISASCAT CISL): «NO A INTERVENTO LEGISLATIVO, RIPRISTINARE RUOLO CONTRATTAZIONE COLLETTIVA»

 

Roma, 12 ottobre 2017 –  Scongiurare un intervento legislativo sul salario minimo, materia necessariamente da ricondurre alla contrattazione collettiva e al confronto tra le Parti Sociali. Il monito arriva dalla Fisascat, la federazione del commercio, turismo e servizi della Cisl, riunita a Roma per fare il punto sullo stato dei rinnovi contrattuali di settore, al palo per oltre 3milioni di addetti del terziario privato.
«Una situazione drammatica se pensiamo che i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano solo 7,6 milioni di dipendenti nel nostro Paese, il 58,7% del totale» ha stigmatizzato il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri commentando gli ultimi dati Istat su contratti collettivi e retribuzioni contrattuali. «A questo aggiungiamo che l’attesa media per il rinnovo dei contratti è di circa 27 mesi e supera i 48 mesi nel comparto dei servizi di pulizie/multiservizi e nel terzo settore socio sanitario assistenziale, situazione paradossale se pensiamo che è proprio il settore dei servizi a registrare aumenti di fatturato del 2,7% su base annua» sottolinea Raineri. «Occorre ripristinare il ruolo della contrattazione collettiva, le associazioni imprenditoriali partecipino alle trattative di rinnovo contrattuale con senso di responsabilità e con la volontà di siglare i nuovi contratti nazionali di lavoro» ha esortato il sindacalista stigmatizzando la proliferazione di associazioni non rappresentative nel terziario. «E’ urgente un cambio di passo per scongiurare un intervento legislativo sui salari che vanifichi le conquiste raggiunte ad oggi attraverso la contrattazione siglata dalle associazioni maggiormente rappresentative e che non riguardano solo gli aspetti retribuitivi, anche connessi alla produttività e redditività aziendale, ma ugualmente gli interventi sul welfare integrativo riferito all’assistenza sanitaria, alla previdenza complementare e alla formazione professionale nonché volti al sostegno al reddito dei lavoratori di interi settori esclusi dagli ammortizzatori sociali esistenti» ha concluso Raineri.
«La questione della rappresentanza, sindacale e datoriale – ha aggiunto il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello presente all’assise della categoria cislina – diventa cruciale per contrastare il dumping generato dalla sottoscrizione dei contratti pirata che trovano applicazione sempre più frequentemente soprattutto nel settore dei servizi dove le retribuzioni sono già ridotte al minimo e i diritti dei lavoratori sono esposti ai frequenti cambi di appalto che spesso avvengono nel mancato rispetto delle norme di legge e dei contratti». «Proprio per questo – ha aggiunto il segretario confederale – dobbiamo esercitare al massimo quanto previsto dal nuovo codice degli appalti in materia di congruità attraverso l’art. 105 del codice appalti che al comma 16 disciplina la verifica di congruità, perché la stessa rappresenta un importante passaggio dal concetto di regolarità amministrativa a quello di regolarità sostanziale che richiede una verifica anche del numero dei lavoratori e delle ore denunciate rispetto a quello minimo necessario per la realizzazione dell’opera». «E poi – ha ha concluso – bisogna lavorare per il superamento della dicotomia pubblico/ privato negli appalti: l’evasione contributiva e fiscale per lo Stato non ha lo stesso peso?».

 

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale



 

FISASCAT-CISL
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