Sacchetti e pagliai in fiamme

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In una società sempre più laica che  “non ha bisogno di Dio” le luminarie, le strenne, i cenoni, rappresentano lo “spirito natalizio”. L'incoerenza di festeggiare  la nascita di Qualcuno in cui non si crede, non è un problema nè è fonte di discussione. Vexata quaestio, invece, di questi primi giorni dell'anno, è il costo dei sacchetti biodegradabili che ha dominato le cronache e ha quasi oscurato l'allarme per gli aumenti spropositati, ingiustificati e dolorosi... applicati, sempre a partire dal 1° gennaio 2018, a beni alimentari primari, a energia, a gas, a pedaggi autostradali...

 


Ben ritrovati, gentili Lettori.

Spero che abbiate trascorso in allegria, riposo, serenità e  salute  le festività.
Festività nelle quali, fra le altre cose, abbiamo visto moltiplicarsi in quella che ormai appare come una inarrestabile  mutazione, le iniziative  volte a snaturare le feste cristiane.

Le ultime, in ordine di tempo,  in un istituto milanese,  hanno trasformato  il Natale in “”Grande festa delle Buone feste””,  e  Gesù in Perù,  nella canzoncina insegnata a ignari bimbi di una scuola di Zoppola, in Friuli-Venezia Giulia.

Iniziative che preoccupano poco e solo i credenti, in una società sempre più laica che  “non ha bisogno di Dio” e nella quale le luminarie stradali  e le strenne, i cenoni e gli abiti nuovi, le settimane bianche e i veglioni di fine anno rappresentano ed appagano “spirito natalizio”. L’inconsapevole incoerenza di festeggiare  la nascita di Qualcuno in cui non si crede, non rappresenta, evidentemente,  un problema nè è fonte di discussione.

Vexata quaestio, invece,  di questi primi giorni dell’anno, è il costo dei sacchetti biodegradabili  che ha acceso gli animi e ha dominato le cronache e ha quasi oscurato l’allarme e la preoccupazione per gli aumenti spropositati, ingiustificati e dolorosi… applicati,  sempre a partire dal 1° gennaio 2018, a beni alimentari primari, a energia, a gas, a pedaggi autostradali…

Premetto che sono d’accordo sul principio per il quale, se una cosa è ingiusta, lo è, qualunque  sia l’ammontare del danno. E questo che all’apparenza è l’ennesimo balzello, per quanto di costo esiguo, ha veramente fatto arrabbiare molti cittadini e i  esasperati sono da capire e non da irridere.

Nei fiumi d’inchiostro reale e virtuale, versati sull’argomento c’è anche molta disinformazione. Quel paio di cent che ora ci estorcono, su un evanescente sacchettino, l’abbiamo sempre pagato, con la differenza che il costo era spalmato sul prezzo finale, come accade con tutti i costi di funzionamento di qualsiasi esercizio commerciale.In questa guerra testè divampata, oltre all’indignazione legittima, di tanti cittadini c’è l’umorismo involontario di chi senza battere ciglio compra costosa frutta esotica, e si indigna per i due cent del sacchetto che prima tranquillamente prendeva a manciate. E ci sono, dal fronte opposto,  le spiegazioni, altrettanto assurde e risibili, di chi ci ha imposto il tutto.  Spiegazioni come sempre assai fumose, che fanno leva sulla preoccupazione per l’ambiente minacciato  sempre più dall’invasione della plastica. Certo, questo è un vero problema. Ma perchè non iniziare allora, seriamente,  a combattere contro la diffusione crescente delle  bottiglie di plastica per l’acqua minerale,  le bibite e gli integratori vari,  con le quali, a miliardi, in barba alla raccolta differenziata dei rifiuti, stiamo insozzando il pianeta? Bottiglie e bottigliette di plastica che troviamo ovunque, gettate  per le strade,  nei fiumi, nel mare. Indistruttibili, inquinanti e pericolose per la fauna. Orribili.

Pensare di salvare il mondo dalla plastica, introducendo un sacchetto biodegradabile e continuando a produrre, a miliardi, le dannose bottiglie PET, mi fa pensare a chi cerca l’ago nel pagliaio e non si accorge che il pagliaio stesso è in fiamme.

Tornando al discorso iniziale, e alle profonde mutazioni della nostra società, credo che,  taciuto anche a noi stessi, ci sia il bisogno di fermarsi un momento, il bisogno di riprendere consapevolezza, di ritornare ad essere quello che eravamo, recuperando come persone e come società, ciò che abbiamo smarrito.

Estendendo il concetto…dall’ambito confessionale a ogni altro aspetto dell’umano consesso, penso che la nostra cultura,le nostre tradizioni, le nostre leggi, le nostre profonde radici, tutto ciò che costituisce la nostra identità non siano come un indumento, che  qualcuno ci possa indurre a cambiare o che con l’arroganza e la prepotenza ci possano strappare di dosso.

Ma, per  non sembrare arretrati, o razzisti, o retrogradi…stiamo perdendo la nostra connotazione  e le nostre radici. Ciò che ci spacciano per arricchimento culturale  porta, invece, ad un progressivo impoverimento, fino alla scomparsa della civiltà e della  cultura italiane. Peccato,  non abbiamo nemmeno fatto in tempo a diventare  italiani per davvero, uniti e fratelli,  e siamo destinati a scomparire. Per non “urtare la sensibilità” di questo o di quello,  rinunciamo a ciò che ci appartiene, rinunciamo a essere ciò che siamo.

Non combattiamo più per questo, ci accontentiamo di combattere per i “”sacchetti””.

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Sacchetti e pagliai in fiamme

di A.D.Z.

Essere pessimisti o prudentemente realisti?

di Massimo Nardi

Si chiude un anno di lacrime e sangue, il nuovo anno sara’ sangue e lacrime. I segnali ci sono tutti, basta saperli interpretare.

‘Canon-ate’ sulla RAI. Per arrivare dove?

di Alberto Venturi

“”Giù le mani dalla Rai, di tesori della comunità ve ne siete già spartiti troppi! E se non siete capaci di fare funzionare un’azienda e per questo la vendete, beh, potete cambiare mestiere””

Buon appetito!

di Paolo Danieli

Cosa sono questi stupidi pregiudizi nei confronti di grilli, vermi e scarafaggi? Se i cinesi mangiano le cavallette, chi siamo noi per rifiutarle come cibo? In fin dei conti sono proteine. E costano molto meno della carne e del pesce. E siccome, nell’ambito della proletarizzazione dell’Europa, è programmato un impoverimento della p
opolazione, ecco trovato il rimedio: gli diamo da mangiare gli insetti.

Vendesi – Affittasi

di Eugenio Benetazzo

Ormai si perdono nella notte dei tempi i cartelli di vendesi o affittasi che incontro girando su molte cittadine di provincia. Negozi ed esercizi commerciali un tempo fiorenti sono letteralmente scomparsi assieme alle speranze dei loro proprietari.sono le conseguenze endogene di un territorio che si sta impoverendo e tribalizzando inesorabilmente senza che se ne possa invertire la marcia

La riforma fiscale di Trump

di Giorgio Maria Cambiè

Con questa riforma molto denaro, invece di essere assorbito dagli organismi statali che nulla rendono, rimane in circolo nell’economia e può venire impiegato per vivificare la produzione ed il commercio. E da noi?

 

Auguro a  tutti Buon Anno,  buona settimana e buona lettura del n. 589 – 269

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