Sabbie mobili e buon Natale

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Una “”poltiglia””, una “”società mucillagine”” composta da tanti coriandoli che stanno l’uno accanto all’altro, ma non stanno insieme .

Questa poco entusiasmante considerazione del Censis, tratta dall’articolo «Botta di malumore» o «la conoscenza del peggio»? a firma Dieffe , mi ha fatto pensare alle sabbie mobili…Forse chi ha letto un certo libro  adesso starà sorridendo, perché sa che esse, da sempre, mi hanno incuriosita e interessata e ho un pochino approfondito l’argomento…scrivendone, spero, con un briciolo di cognizione.

Tornando a quei coriandoli, tondi e staccati, essi mi ricordano i particolari granelli che compongono le sabbie mobili, morfologicamente differenti da quelli che troviamo, invece,  in una qualsiasi spiaggia…ossia granuli di dimensioni differenti, variamente sfaccettati. Questo fa sì che la normale sabbia,  sottoposta a pressione, si compatti e le varie faccette dei granelli stessi, aderendo le une alle altre rendono la sabbia, soprattutto se un po’ umida, veramente compatta, tale da sostenere  il peso del corpo umano  o da consentire la creazione di castelli e altre meraviglie…

Le sabbie mobili cono composte invece da piccoli granelli smussati e tondeggianti e l’acqua interstiziale presente in questa  sabbia minutissima tiene, per così, dire ‘lontani’ i granelli, facendoli muovere, scivolare gli uni contro gli altri, piuttosto che farli compattare…

Il risultato è quello che sappiamo…un viscido fango semiliquido, pericoloso e mortale o, nella ipotesi migliore, del tutto inutile, per qualunque scopo…

Proprio come la “”società mucillagine”” , in quella descrizione desolante, e in certo modo, insultante, del Censis.

Restando mucillagine, o sabbia mobile, non costruiremo nulla e neppure sopporteremo un passo umano…

Verrebbe da dire, questa soddisfazione, al Censis, non diamogliela, restiamo  con le nostre profonde differenze, con le nostre sfaccettature…Esse,  anche se ad angoli un po’ aspri talvolta, ci permettono tuttavia di aderire gli uni agli altri.

La Società non richiede ai suoi componenti un piatto amalgama di pensieri, aspirazioni e idee…ma, piuttosto, la costruttiva molteplicità…E un giornale on line, allo stesso modo, della stessa molteplicità e varietà sicuramente si avvantaggia e ne appare nobilitato.

Da settimane, a mio avviso davvero con troppo anticipo, sono comparse  luminarie, decorazioni natalizie, vetrine con strenne e addobbi…Per questo, sperando che non appaiano troppo intempestivi, vorrei aggiungere al commento anche  i miei auguri.

Quello che, fino a qualche anno fa, era un giorno sereno, in un periodo dell’anno che lo era altrettanto…così pieno di feste, di occasioni di incontri  amichevoli e lieti, di sano ozio, di divertimento…ora ha perduto per me il suo ingenuo fascino e il suo sapore.

Certo, è vero, le vicende umane, le cause contingenti, non dovrebbero mai distogliere da quello che è il vero significato del Natale ma…chissà, forse perché dotata di tiepida fede, o per qualche altro motivo, nutro solo un profondo rimpianto per ciò che poteva essere, e non è stato, e per come vivevo questi stessi giorni…fino a poco tempo fa.

Questo mi fa rivolgere con maggiore sincerità un augurio  a chi legge queste righe, e alla Redazione di  “Bice” che gentilmente mi ospita, in particolare a “Dieffe”.

Auguri di ogni cosa buona, e di ogni sogno realizzato,  in campo professionale e umano.

E l’augurio maggiore è quello di non perdere mai l’entusiasmo e la progettualità, l’aspettativa positiva del futuro e, comunque, la voglia di “fare”…anche quando la strada appare in salita o quando l’impegno profuso supera molto  ciò che si ottiene…

 

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