Rubbiani su relazione Fini

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Intervento del presidente Confesercenti di Modena su alcuni passaggi della relazione del presidente della Confindustria Vittorio Fini

 

Nel panorama regionale Modena ha perso mordente: è un dato oggettivo.

Tra le performance ed il potenziale che il nostro territorio è in grado di esprimere  – fatturato in crescita, export da primato – ed il suo peso specifico

c’è un rapporto non proporzionale che va riequilibrato. Si deve insomma operare per aumentare il peso specifico della nostra provincia. Con questi presupposti è quindi senz’altro positivo che da parte del presidente di Confindustria Vittorio Fini venga riproposto il patto per lo sviluppo come modalità per valorizzare il territorio. A questo obiettivo deve tendere tutto il Sistema Modena dimostrando di essere in grado di esprimere una progettualità più alta rispetto a quella attuale che, in questa fase, appare insufficiente.

Protagonisti di uno sforzo congiunto devono naturalmente essere la politica, le istituzioni, ma anche il mondo delle imprese e le forze sociali, partendo dal dato che il nostro tessuto economico è caratterizzato dalla presenza di migliaia di piccole e medie aziende. Riteniamo che un momento di riflessione riguardi la politica, ma anche il mondo dell’impresa che spesso ha messo in campo idee e know how di altissimo livello, ma che non sempre ha mostrato la capacità di riposizionarsi in un mercato molto selettivo e che cambia con grande rapidità. In ogni caso, il momento di sintesi deve essere fatto in modo congiunto attraverso  la definizione del patto per lo sviluppo.

Consideriamo inoltre giusta la puntualizzazione circa la necessità di ridefinire i ruoli ed i compiti di alcuni soggetti, Promo e Promec in particolare, che hanno una funzione centrale rispetto allo sviluppo del territorio. Oggi troppo spesso la loro azione appare eccessivamente parcellizzata con il risultato che le attività svolte difficilmente hanno ricaduta effettiva sull’intero sistema economico.

A margine cogliamo l’occasione per rilanciare un tema posto con chiarezza dal professor Dominick Salvatore. Il costo della burocrazia appare nel nostro Paese quasi come un male necessario; in realtà, come ricordato ieri, rappresenta un peso enorme che va drasticamente ridotto perchè grava sulle spalle delle imprese e, più in generale, condiziona lo sviluppo.

 

 

 

 

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