Rosa… che più rosa non si può

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Forse anche le dirette  interessate, almeno nella veste di Ministro della Repubblica, preferirebbero, io credo, essere ricordate per la loro competenza e non solo per l'aspetto.

Non era mai accaduto prima, nella storia della Repubblica, che si insediasse un Governo  con sedici ministri equamente ripartiti per genere, otto uomini e otto donne. Un altro dei molti primati che il neonato “Renzi 1”  potrà vantare, con quello dell’età media più bassa. Non posso certo dire che  mi dispiaccia, questa massiccia presenza  del mio genere, anzi…benchè questa assoluta e perfetta simmetria, sia  un po’ sospetta e induca a pensare  che essa sia  stata  strenuamente voluta e non certo casuale..

Dispiacerebbe, invece, e molto, che con questo governo “rosa… che più rosa non si può”.. dando  un’equa distribuzione dei dicasteri fra uomini e donne Renzi avesse  voluto dare così  il contentino   agli accaniti fautori delle “quote rose” . Credo sia umiliante che, per legge, si riservino alle donne un “tot “ numero di posti,  proteggendole dall’esclusione, potremmo dire, come se il merito non potesse comunque mai consentire loro di competere con gli uomini, nei vari campi.

Comunque va bene, l’importante è che il neo Premier  non abbia fatto delle scelte affrettate, per attirare simpatie e benevolenza.di nessuno. Soprattutto,  speriamo che abbia affidato i ministeri a persone  capaci e responsabili, uomini o donne che siano.

Perché purtroppo, indipendentemente dal genere, accade che sovente, ad occupare questi  alti incarichi siano promossi personaggi, sia tra gli uomini sia tra le donne, che di ciò che amareggia e preoccupa i comuni mortali, delle difficoltà nelle quali le aziende si dibattono, degli  insormontabili ostacoli quotidiani dei cittadini, capiscano più o meno quanto la scimmietta sull’organetto,  in una fiera paesana,   capisce Mozart, o Bach, o i Beatles…

Tornando alla presenza femminile, sta anche all’opinione pubblica dimostrare maturità, non fermandosi, nei giudizi, all’apparenza esteriore,  anche quando  la grazia femminile è sicuramente rimarchevole.

Così come ho trovato sgradevoli e sguaiati gli epiteti riservati alle donne politiche non particolarmente dotate in venustà, altrettanto trovo  non molto elegante  che ci siano apprezzamenti, anche entusiastici, ma solo riservati all’aspetto, o a questa o  quella  parte  anatomica. Forse dispiacerebbe  anche alle dirette  interessate …le quali,  almeno nella veste di Ministro della Repubblica, preferirebbero, io credo, essere ricordate per la loro competenza e non solo per la loro bellezza.

Certo,  ogni donna, dai nove mesi ai 109 anni trova gratificante un complimento gentile, ma, insieme a questa debolezza giustificabile,  ogni donna ha comunque della  propria dignità, e della propria persona, un concetto più elevato.

La galanteria, espressione di virilità, permette mantenere correttezza e stile, la lascivia, invece, che della virilità è uno squallido sottoprodotto,  fa valutare e apprezzare la donna solo in base a forme procaci, e abilità d’alcova, riservando a chi non ha questi requisiti, battute grevi e  villanie varie.

Credo profondamente nella dignità di ogni essere femminile che ha diritto di  essere giudicata per la sua professionalità.

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