Rondini di Primavera

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Bice presenta il poeta
Graziano Piccinini , nonantolano DOC. Rondini di Primavera è una raccolta di rime dedicate alla sua Nonantola e alle persone e ai luoghi della sua vita.

 

I lettori più attenti ricorderanno sicuramente il poeta Graziano Piccinini, autore di Solidarietà “Una Croce Blu”, poesia dedicata alle vittime del sisma che ha  sconvolto l’Emilia nel maggio  scorso, pubblicata su Bice in   Bei Tempiwww.dabicesidice.it/beitempi/index.asp?ID=176.

La sua poesia pubblicata su una speciale cartolina, fu donata dall’Autore con lo scopo benefico… Grazie all’acquisto di questa cartolina,  tante generose persone hanno, con le loro offerte, aiutato i terremotati. Un gesto generoso del poeta  ne ha  fatto scaturire migliaia di altri. Questa poesia è inserita anche nel volume Rondini di Primavera che vi presento oggi.

Graziano Piccinini è nato  a Nonantola (Modena), dove vive,  nella sua casa di campagna con la moglie, nonno felice di Simone, Sofia,Giorgia,Messia e Federica.

Scrive commedie brillanti e poesie fin da ragazzo. Ha partecipato a numerosi concorsi poetici vincendone molti. Conosco Graziano Piccinini fin da quando ero una bambina, lo stimo sempre di più.

Rondini di Primavera  è una raccolta di rime  dedicate alla sua Nonantola e alle persone e ai luoghi che sono stati  e sono presenti nella sua vita.

Il prof Pietro Guerzoni, nella sua prefazione, paragona ad un film questo libro di poesie, con i vari scenari, dai più delicati e teneri ai più scherzosi e allegri, con qualche incursione anche nel gradevole e simpatico dialetto.

 

Ma ogni poesia è il ritratto di una persona, è la visione di un bosco, come quello della Partecipanza*, è la descrizione di uno stato d’animo…Un libro nel quale anche un vecchio treno  è ricordato con tenerezza e affetto,  come una persona e, come una persona, ha un nome,  la Marianeina.

 

Nomi e volti, luoghi e paesaggi, situazioni e ricorrenze… ogni cosa, filtrata attraverso gli anni, e la sensibilità del poeta, diviene poesia, e da  queste rime, così facili e belle da leggere, escono concetti e sentimenti come la gratitudine, l’amor filiale, il rispetto, la gioia di vivere e un radicato attaccamento alla propria terra.

Un bel libro, profondo e lieve, come è sempre la vita.

 

a.d.z.

 

 

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Graziano Piccinini è  nato e vive a Nonantola. Scrive commedie brillanti e poesie fin da ragazzo. Ha partecipato a numerosi concorsi poetici vincendone molti.

I più importanti sono:

Premio Internazionale di poesia “”Marco Tanzi”” Firenze, 1° classificato

Premio di poesia dialettale “”Città di Modena””, 3° classificato

Premiato con Targa e Diploma e Menzione d’Onore nei concorsi poetici “”La Pace del Natale””

Edito nel Dicembre 2000

“”Nel cuore del Natale”” Edito nel Dicembre 2001

“”Un Natale d’Amore”” Edito nel Natale 2002

“”Ricordi di Scuola”” Edito ad Agosto 2003

Questi libri sono stati pubblicati dalla Casa Editrice

“”Edizioni Tigulio Bacherontius”” di Santa Margherita Ligure Genova

Ha ricevuto la “”Menzione d’Onore”” al premio Nazionale Città di Carpi anno 2003

Una delle sue poesie più belle è stata pubblicata sul “”Dizionario Antologico e Critico di Poeti

e Scrittori Italiani”” edito da Marco Delpino e Marco Receputi “”Edizioni Tigulio”” Genova

È iscritto ail’A.N.P.A.I . Associazione Nazionale Poeti e Artisti Italiani Contemporanei fin

dal 1997.

Diplomato “”Poeta Attore”” dal Comitato dell’Università di Rubbiara

Ha pubblicato per il suo Paese una Raccolta di Poesie intitolata “”Nonantola e i suoi Personaggi””

nel 1997.

Tanti altri premi minori che sarebbe troppo lungo elencare

Tutto questo dedicato al suo Paese “”Nonantola””

 

*

Per chi non conoscesse  la Partecipanza,

La partecipanza agraria di Nonantola è un singolarissimo istituto che corrisponde al fenomeno, un tempo diffuso, della proprietà indivisa (partecipanza) della terra.

L’origine dell’istituto  [modifica]L’istituto ha la sua derivazione dalle enfiteusi concesse dall’abbazia di Nonantola fin dall’Alto Medioevo. La prima concessione perpetua risale alla concessione enfiteutica del 1058, quando abate era Gottescalco. Per quello che riguarda i beni che costituiscono l’attuale Partecipanza Agraria di Nonantola risalgono, a concessioni a tempo del 1442 e del 1453.

In detta concessione i beneficiari risultano i nonantolani. Vengono indicati anche tutti coloro che dai luoghi limitrofi avessero voluto trasferirvisi, [2] Originari e foresti avevano però un uguale obbligo della residenza e della inalienabilità. L’enfiteusi prevedeva un moderato canone enfiteutico, del pagamento di un modesto canone. Collegato vi era l’uso civico di pascolo e legnatico sui “”terreni comuni””. [3]

Il duca di Ferrara e Modena, Ercole I, stabilì nel 1481 che le rendite ricavate dai terreni concessi in enfiteusi fosse destinato per la metà agli abitanti di Nonantola per singoli focolari e pertanto denominati estimo fumante, per l’altra metà fosse assegnata per testa esclusivamente agli abitanti che non avessero altre terre. I primi venivano chiamati Bocca morta e poteva essere acquistata, in caso di acquisto di terra, da parte di chi era assoggettato Per gli altri detti Bocca Viva il comune creò cinquanta liste, dette Co’. I terreni furono suddivisi, appunto in 50 particelle che venivano assegnati per nove anni al capo Co’. Si passò, perciò ad un elenco chiuso di chi aveva diritto a partecipare ai Co’.

Situazione attuale  [modifica]Attualmente la Partecipanza Agraria è proprietaria di circa 765 ettari di terreno. Data la difficoltà nel diritto italiano moderno di concepire la proprietà collettiva delle terre, usuale nell’alto medioevo, si è ricorso ad un ente morale con un proprio Consiglio di amministrazione, assemblea e Presidente.

Le famiglie facenti parte della Partecipanza sono tuttora le stesse 22 che concorsero alla sua creazione: Abati, Ansaloni, Apparuti, Bevini, Borsari, Bruni, Cerchiari, Corradi, Grenzi, Magnoni, Medici, Melotti, Piccinini, Reggiani, Serafini, Sighinolfi, Simoni, Succi, Tavernari, Tori, Vaccari, Zoboli. Alcune di queste famiglie sono ormai ridotte a pochi elementi, tuttavia conservano il diritto al pari di quelle più diffuse.

Le terre vengono passate in modo ereditario dai padri ai figli finché questi conservano la cittadinanza nonantolana.

(…)

(http://it.wikipedia.org/wiki/Partecipanza_agraria_di_Nonantola)

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