Ronde: polemica ideologica, che dimentica i problemi reali

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Il quadro della città di Modena che esce dai giornali di oggi è inquietante: i problemi sono i soliti, dalle ex fonderie male frequentate, che si aggiungono a tante altre aree ormai abbandonate della città, ai Torrazzi, che si vedono tagliare i collegamenti in autobus. Non dimentico le reazioni stizzite di pochi giorni fa, a mio parere giustamente, di Viviana Besutti, del Comitato Tempio-Stazione, alle dichiarazioni trionfalistiche sulla sicurezza del Sindaco Pighi.

 In una città con questi problemi, in una provincia che ha più del 10% della cittadinanza straniera, con un trend in continua crescita, e i problemi sociali ad questo fenomeno connessi ci si permette di scartare a priori la soluzione delle ronde, non come panacea di ogni male, ma come aiuto sul territorio.

Nel frattempo, e di fronte a questo scenario, Stefano Bonaccini, neo candidato alla segreteria provinciale del PD oggi usa il suo solito linguaggio diplomatico e civile definisce le ronde stesse una pagliacciata: offendendo così chi sarebbe disposto a dare il suo tempo per la sicurezza della comunità. A mio parere si può non essere d’accordo su questo mezzo: ma il rispetto di chi crede in questa forma di sicurezza partecipata dai cittadini, andrebbe mantenuto da chi si candida alla guida di un partito.

Se il Governo Italiano approva questa forma di presidio del territorio, non penso che sia l’atteggiamento giusto limitarsi a definirle buffonate o pagliacciate, facendo distinzioni di lana caprina, fra volontari per la sicurezza e ronde vere e proprie. Se si decide che cittadini volenterosi possono aiutare a preservare la sicurezza delle città, allora temo sia di fatto ideologico definire le ronde come il peggiore dei mali, e i volontari come la soluzione migliore. Sono due facce della stessa medaglia. Se poi i cittadini stessi chiedono a gran voce più presidio territoriale, più controllo, più rigore, un Sindaco che non prenda queste voci in seria considerazione, e non rifletta seriamente su tutti gli strumenti in suo possesso per rispondere, non sta facendo il suo dovere di primo cittadino. A Modena come in tutta la Provincia

 

Consigliere Provinciale – PDL

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