ROMANO PRODI dialoga con Valerio Massimo Manfredi su un tema di grande attualità, “L’Europa e le migrazioni di massa”.

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Giovedì 30 giugno 2016, a Vignola, ROMANO PRODI dialoga con Valerio Massimo Manfredi su un tema di grande attualità, “L’Europa e le migrazioni di massa”.

Giovedì 30 giugno 2016, a partire dalle ore 21,15, per la terza edizione di “ETRA Festival. Arte ai Contrari”, nella splendida cornice di Piazza dei Contrari di Vignola,  Romano Prodi dialoga con lo scrittore-archeologo (e presidente della “FondazionediVignola”) Valerio Massimo Manfredi sul tema di  drammatica attualità “L’Europa e le migrazioni di massa”.  A conferma dell’attualità :  anche uno dei temi degli esami di maturità 2016 è appunto incentrato sui confini , sui limiti naturali, storici e mentali e sulla fuga quotidiana di migliaia di persone che varcano i confini delle proprie terre, per fuggire da miseria, guerre, carestie e soprusi politici. Un altro tema ,sempre della maturità 2016,  sul paesaggio, si ispira ad un testo di Salvatore Settis sulla tutela del paesaggio e del patrimonio artistico (avremo, sempre in Piazza dei Contrari, il Prof. Salvatore Settis, sabato 16 luglio 2016, che dialogherà con il capo servizio cultura de “Il Sole24 Ore” e del supplemento culturale, il “Domenicale”,  Marco Carminati,  sul tema “Prove di futuro: il destino delle città e del patrimonio culturale” )

L’incontro con Romano Prodi, voluto dalla “FondazionediVignola” fa parte delle manifestazioni di musica, teatro, danza, letteratura e incontri socio-culturali di “ETRA Festival” (direttori artistici Andrea Candeli e Andrea Santonastaso ), Festival che si svolge ,nella bella e suggestiva Piazza dei Contrari di Vignola, da giugno a settembre 2016.

L’ingresso è libero, aperto a tutti (fino ad esaurimento dei posti)

Romano Prodi, nel gennaio 2002, con l’entrata in vigore dell’euro, tra l’altro, ha scritto :” Sono sicuro che l’euro ci costringerà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica. Proporli adesso è politicamente impossibile, ma un bel giorno ci sarà una crisi e si creeranno i nuovi strumenti” . Purtroppo, la crisi c’è stata (e c’è ancora). Tra  le emergenze della crisi, giorno dopo giorno, diventa più drammatico il problema delle migrazioni di massa . Secondo quanto denuncia il rapporto “Global Trends” dell “UNHCR” oltre 60 milioni di persone lasciano, ogni anno, i loro Paesi per fuggire da miseria, guerre, carestie e violenze- soprusi  politici. Nei primi tre mesi del 2016, sono sbarcati in Europa (in primis in Italia) 287.000 migranti, di cui l’8% ha richiesto asilo nel nostro Paese. Di questi, circa il 50% è composto da donne e bambini  Con l’estate, i “viaggi della morte” (purtroppo) aumenteranno.  Un numero spaventoso di rifugiati e migranti muore in mare, ogni anno: sulla terraferma, le persone che fuggono dalla guerra trovano (spesso) la strada bloccata da confini chiusi . CHE FARE ? COME AFFRONTARE QUESTA EMERGENZA? La scrittrice Dacia Maraini (“La Stampa” 15 settembre 2015), tra l’altro,  scrive: “  se vogliamo affrontare questo gravissimo problema dell’emigrazione, dobbiamo rafforzare la nostra identità: con muri e fili spinati non si ferma nessuno. Siamo stati emigranti anche noi , dovremmo saperlo. Non c’è niente che fermi un popolo che fugge da guerra e fame. Se vogliamo integrare queste persone, dobbiamo dare un esempio di identità forte, anche dal punto di vista culturale. Il confronto con altre identità è anche uno scontro. Per questo bisogna dare esempio di vera pratica di democrazia, libertà di parola, pensiero, tolleranza dell’altro, solidarietà. Solo con l’esempio si può dare il desiderio di integrarsi. Altrimenti si forma un muro”.  Papa Francesco  invita all’accoglienza, alla solidarietà , all’insegna della “misericordia” e del massimo rispetto della dignità umana. DI QUESTO GRAVE E ATTUALISSIMO PROBLEMA-EMERGENZA DIALOGANO il Presidente ROMANO PRODI e lo scrittore-archeologo VALERIO MASSIMO MANFREDI, giovedì 30 giugno 2016 (a partire dalle ore 21,15) in Piazza dei Contrari, a Vignola

 

Romano Prodi è economista, politico-statista, docente universitario, saggista , giornalista e manager di altissimo livello.                                                                                                                     Nato a Scandiano (Reggio Emilia), il 9 agosto 1939 ( lo stesso giorno di Enzo Biagi, con il quale ha avuto un intenso rapporto di stima e reciproca simpatia-amicizia , festeggiando insieme anche alcuni loro compleanni)  è ottavo di nove figli di Mario Prodi, ingegnere e di Enrica , maestra elementare. E’ sposato con Flavia Franzoni (economista e docente universitaria) ha due figli, Giorgio e Antonio .

E’  pressochè impossibile  ricordare  tutti i molteplici ed importanti incarichi assegnati  e assolti da  Romano Prodi. Ci limitiamo a ricordarne alcuni:                               

  1. Come economista (laureato con Siro Lombardini all’Università Cattolica di Milano –con 110 e lode-)  è  stato docente universitario di economia politica e politica industriale (Università di Bologna, Università di Trento, Università di Harvard, presso l’Istituto di Studi Internazionali della Brown University, visiting professor  presso “  Standford Research  Institute” e docente presso  “John Hopkins University” di Bologna) . E’ stato presidente della società “Nomisma”  . E’  “International  advisor board” di Unicredit. E’ stato ottimo, documentato e coinvolgente docente di economia per una serie di trasmissioni per RAIUNO, “Il tempo delle scelte” e per un ciclo di lezioni di economia, “Il mondo che verrà” per “La7”. Ha pubblicato decine di opere accademiche di economia (alcune anche sull’industria ceramica del nostro comprensorio, sulla concorrenza e sulla politica industriale in Italia, sull’innovazione nell’industria italiana, sul sistema economico e sullo sviluppo economico in Italia, sulle piccole e medie imprese, su sviluppo e privatizzazioni, sull’intervento pubblico nell’industria, sulle partecipazioni statali, sull’importanza della cultura e della “società istruita” per il futuro dell’Italia). Ha collaborato e collabora a riviste (prima fra tutte “Il Mulino” –è stato anche Presidente della prestigiosa casa editrice- e  “ Industria. Rivista di economia e politica industriale”, di cui è stato direttore per decenni) e giornali quotidiani (dal “Corriere della Sera” a “Il Sole 24 Ore” a “L’Avvenire” a “QN-il Resto del Carlino”). Ha fondato e presieduto ( e tuttore è uno dei protagonisti) la società e il centro studi economici e per le ricerche “NOMISMA” di Bologna

 

Come manager , ha esordito (negli anni 70)  come presidente della “Maserati” e della società nautica “Callegari e Ghigi”, imprese –allora- in difficoltà, gestite dall’Istituto finanziario pubblico “GEPI” , allo scopo di risanarle.  Poi ha scalato i più importanti gradini con incarichi altamente manageriali e con la Presidenza dell’ IRI-Istituto per la Ricostruzione Industriale” –dal 1982 al 1989-, che era il maggiore ente pubblico, che controllava varie società operanti nel mercato, in diversi settori economici, e,
che, via via , si trovavano in difficoltà economiche. Inoltre, è membro del Comitato esecutivo dell’ “Aspen Institute Italia”, è Presidente (dal 2008) del “Gruppo di lavoro ONU Unione Africana”  sulle missioni di peacekeeping in Africa e (dal 1 settembre 2008) della “Fondazione per la collaborazione tra i Popoli”.  Dall’ottobre 2012 è anche “Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite” per il Sahel.

E stato ed è uno degli  economisti e statisti italiani più conosciuti e più stimati nel mondo.  Eletto due volte al Parlamento italiano (XIII e XV Legislatura), tra l’altro è stato anche “Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana” ( nel 1996-1998 e poi nel 2006-2008) , Ministro della Giustizia ( 2008), dell Industria, Commercio e Artigianato (1978-1979 con Giulio Andreotti) , Presidente del Consiglio Europeo (1996) e “Presidente della Commissione Europea” (dal 1999 al 2004)

Tra le sue (più recenti) pubblicazioni, ricordiamo:Un’idea dell’Europa” (Il Mulino, 1999); “Insieme” con la moglie Flavia Franzoni(  Edizioni San Paolo, 2005); “Ci sarà un’Italia. Dialogo sulle elezioni più importanti per la democrazia italiana” (con Furio Colombo, Feltrinelli Editore, 2006);  “La mia visione dei fatti. Cinque anni di governo in Europa” (“Il  Mulino” 2008); “Futuro cercasi” (Aliberti Editore, 2001); “Dieci anni con l’euro in tasca” (Aliberti Editore, 2011); “ Capire il mondo. Il futuro sfida l’Europa” (Cittadella Edizioni, 2012); “Missione incompiuta. Intervista su politica e democrazia” (Laterza Editore, 2015).

 

Come politico, non possiamo non ricordare che dal 1963 (eletto Consigliere  comunale per la “Democrazia Cristiana” a Reggio Emilia) , ad oggi, ha svolto una preziosa e continuativa attività politica, di ispirazione riformista di impronta progressista, sempre all’insegna dell’onestà morale e intellettuale e della religione laica del messaggio cristiano coniugato con una politica al servizio  della gente, dei cittadini. Con maestri come Beniamino Andreatta (il suo primo, vero maestro) Aldo Moro, Benigno Zaccagnini. Con buoni rapporti anche con Giulio Andreotti . Come politico , ha creato il movimento “L’Ulivo” (per un’alleanza di centro sinistra. Primo Governo Prodi, 1966. Secondo Governo Prodi, nel 2006). Ha creato a Bologna la “Fabbrica del Programma” (2005), in quanto – ha sottolineato Prodi stesso- “ per comprendere un Paese, per interpretare i suoi bisogni, per rispondere alle sue attese. Perché, se si vuole migliorare una nazione, bisogna prima conoscerla, ascoltarla. E io desidero davvero il concorso di tutti”

 

Anche se, il 9 marzo 2008, ha dichiarato “Io ho chiuso con la politica italiana e, forse, con la politica in generale”, è, ancora oggi, ( come anticipato sopra e come si ricava dalle sempre più numerose interviste da parte dei maggiori, più prestigiosi mass media italiani) un punto di riferimento da parte di politici, statisti  e capi di governo di diversi Paesi (dalla Russia agli Stati Uniti). Stima e considerazione favoriti anche dalla presenza e partecipazione (da protagonista) a ben dieci vertici “G7” e “G8”  (in Francia, USA, Inghilterra, Giappone, Canadà, ancora Francia, ancora Stati Uniti, Russia, Germania e, naturalmente , in Italia, a Genova, nel 2001, come “Presidente della Commissione Europea”) .                                                                                               Stima e considerazione che hanno fatto sì che Romano Prodi abbia ricevuto oltre 90 riconoscimenti più 39 lauree “honoris causa”  come accademico e come statista-politico. Tra l’altro, dall’Italia, la “Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” (1993); l’ “Onore all’Uomo Europeo convinto, all’Uomo di Stato” (2014) e le massime  Onorificenze straniere (da Polonia, Spagna, Romania, Lettonia, Giappone, Francia e Arabia Saudita) 

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