Roma insegna:quando i politici pensano solo ai loro interessi passando sopra alla pelle dei cittadini.

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Il centro destra dimostra che delle necessità dei cittadini romani è interessato solo a parole. Quindi, il presentarsi divisi va a esclusivo discapito dei poveri cittadini romani che si ritroverebbero a convivere nella stessa identica situazione di degrado, così ben descritta da tanti reportage.

La scelta di Giorgia Meloni di correre per la poltrona di primo cittadino a Roma, dividendo definitivamente il centro destra nella capitale e, di fatto, la possibilità di andare al ballottaggio, a mio avviso nasconde ben altri motivi che un semplice disaccordo sulla scelta della persona che dovrebbe risolvere i problemi della città più bella del mondo. Possibile che i tre leader dei maggiori partiti d’opposizione al governo non siano riusciti a mettersi d’accordo sul candidato? Passi la mancanza dialogo con Storace che coerentemente fa il duro e puro per giocarsi poi la percentuale da prefisso telefonico alle prossime elezioni politiche, ma è Possibile che prima di consentire a Silvio Berlusconi di pescare dal cilindro il nome di Guido Bertolaso Meloni e Salvini (loro consiglieri compresi) non le abbiano tentate proprio tutte per non arrivare allo strappo? Se posso esprimere un parere, ritengo che nella capitale Salvini e Meloni si giochino il jolly per dare una spallata al prestigio del Cavaliere. Mi spiego meglio. Il centro destra dimostra che delle necessità dei cittadini romani è interessato solo a parole. Infatti, se i voti della Meloni, sommati ai consensi di Bertolaso (e quindi di Forza Italia) dovessero portare al ballottaggio con il PD, lo scenario delle prossime elezioni politiche cambierebbe in maniera sostanziale. Quindi, il presentarsi divisi va a esclusivo discapito dei poveri cittadini romani che si ritroverebbero a convivere nella stessa identica situazione di degrado, così ben descritta da tanti reportage. Non che la sinistra faccia di meglio: anche loro si presentano disuniti, ma con la differenza che il PD è comunque sicuro di andare al ballottaggio. Apro una parentesi. Nel mio precedente editoriale aveva accennato alla necessità di creare una nuova destra. Dopo quanto scritto sopra, credo che la ricerca di un nuovo soggetto politico che rappresenti quella parte d’italiani che ancora vota, ma soprattutto per coloro che non si sentono più rappresentati dai partiti o sono schifati dall’attuale sistema politico, sia sempre più necessaria.

Concludo con una ‘perla’. Come spesso ho sostenuto, la partecipazione a talk show televisivi (o a trasmissioni varie) è ormai una passerella per i soliti noti, per gli amici degli amici o i gregari di partito legati al capo che, grazie a lui, sono pronti come attori di secondo piano a diventare la stella, almeno, nella loro città. Persone che disinvoltamente passano da un salotto all’altro parlando di politica, di omicidi e di cucina mediterranea con una facilità che ha volte mi sorprendono. Sanno tutto! O meglio, dicono di tutto. Tanto, anche se è uno sfondone clamoroso, non trovano mai nessuno che li contraddice seriamente. Sarà perché sono tutti uguali? Vengo al punto. Venerdì 18 marzo alle ore 20,30 è andato in onda il programma condotto da Lilli Gruber. Fra gli ospiti c’era una splendida Alba Parietti che nella prima parte del programma ha dato il suo parere su un efferato delitto. Nella seconda parte, invece, si disquisiva della frase poco felice rivolta a Giorgia Meloni da Bertolaso e ripresa da Berlusconi, che dovrebbe fare la mamma invece di partecipare alla corsa per il per occupare la poltrona di primo cittadino in quel del Campidoglio. Ora, la ‘perla’ della signora Parietti nella parte finale della trasmissione: – Le donne, ci si dimentica, hanno il diritto di voto solo da cinquanta anni, non tanto di più -.  Peccato che la signora in questione ne perda per strada almeno altri venti anni. Sì, perché il diritto al voto alle donne era già stato concesso con Decreto Legislativo Luogotenenziale N. 23 del 1° febbraio 1945 firmato dal Luogotenente del Regno, Principe Umberto di Savoia. Parietti, carta canta!   

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