Roba da manicomio

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Un tema doloroso e attuale, trattato con partecipazione e rispetto coloro i quali soffrono di problemi mentali ma con grande preoccupazione per le vittime dei loro comportamenti. Per evitare che malati di mente nuocciano a sé stessi e agli altri occorrerebbe scortarli  per impedire che ciò accada.

 


Intorno alle 5.30 del 3 luglio un uomo si è introdotto nell’appartamento al piano terra di due vecchi coniugi a Jesi. (Follia omicida in casa dei vicini: uccide lei e ferisce il marito)

Dopo aver scavalcato il cancello, ha sfondato il vetro della porta finestra e con un frammento di vetro ha ferito a morte la donna alla gola.

Ferito gravemente anche il marito della donna Italo Giuliani, trasportato in codice rosso all’ospedale di Ancona. E’ riuscito a raccontare che lui e la moglie Fiorella Scarponi sono stati sorpresi nel sonno dal giovane.I carabinieri, chiamati dai vicini di casa ,che avevano sentito delle urla, hanno fermato poco dopo un 25enne.

Lo hanno trovato, con i vestiti ancora sporchi di sangue nascosto dietro una siepe e conseguentemente è stato arrestato.

Il giovane, di 25 anni, che abita nella stessa zona con la madre, sarebbe in cura da tempo per problemi psichici.L’aggressione è al momento “senza movente”,perché il giovane ,che in passato aveva tentato di entrare in altre abitazioni, non ha cercato di rubare nulla.

Per questo il comandante dei carabinieri ha parlato di un’aggressione “fine a sé stessa”.

Il 25enne fermato sembra che fosse “attenzionato” dalle forze dell’ordine””

Mi chiedo :cosa significa attenzionato ?

Chi lo attenziona ?

Roba da manicomio si dovrebbe dire, ma i manicomi non esistono più.

Ma evidentemente sono fasulli anche gli attenzionamenti, forse perché i costi sociali dell’ attenzionamento sono insostenibili .

Per evitare che malati di mente nuocciano a sé stessi od agli altri occorrerebbe scortarli non per difenderli da malintenzionati ma per evitare che facciano del male agli altri o a sé stessi.

Ma è inimmaginabile una rete di protezione totale di questo esercito di malati mentali: sembra che in Italia vi siano addirittura oltre dieci milioni di persone con problemi psicologici o psichici.

Ricordo che con la Legge 180 del 1978, che rese i matti cittadini come gli altri, fu disposta la chiusura dei manicomi e disciplinato il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.

Formalmente la legge Basaglia ebbe una vita molto breve, dato che a pochi mesi dall’approvazione fu sostituita dalla legge numero 833 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale, legge che inglobò anche la cura dei malati mentali.

Ci vollero circa vent’anni perché gli ospedali psichiatrici fossero sostituiti da centri di salute mentale (CSM), centri diurni (CD) per chi dorme a casa e strutture residenziali per chi ha bisogno di assistenza per lunghi periodi .

In un certo senso, però, si può dire che la rivoluzione cominciata con la legge Basaglia è continuata fino ad oggi ma non è ancora finita.

Oggi un aspetto spesso criticato delle cure alle persone con disturbi psichiatrici sono il TSO, che talvolta viene praticato in maniera violenta , e la contenzione meccanica, cioè la pratica di legare ai letti i pazienti difficili da controllare.

La contenzione viene giustificata facendo riferimento all’articolo 54 del codice penale (esimente dello stato di necessità ) che stabilisce che non sia punibile chi lega una persona «per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave».

Nel frattempo in oltre quaranta anni di vita della legge Basaglia, che chiuse i manicomi, ci sono stati innumerevoli morti ammazzati e feriti a causa di gesti inconsulti da parti di matti, spessissimo in ambito familiare.

Ultimo caso di follia omicida di una squilibrata si è avuto a Torino: una 33enne ha ucciso all’alba  la madre a coltellate,  dopo una lite  e si è gettata dal nono piano sfracellandosi al suolo.( Uccide la madre a coltellate e poi si getta dal nono piano: tragedia a Torino)

 

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